Da giugno un codice identificativo per pubblicizzare le case vacanza

  • In BARI
  • mar 14 Gennaio 2020
Da giugno un codice identificativo per pubblicizzare le case vacanza

La Giunta regionale ha approvato l’istituzione del Registro e del Cis

BARI - Le strutture ricettive non alberghiere, come appartamenti o ville da affittare temporaneamente a turisti, dovranno essere inserite in un apposito registro regionale per ricevere il codice identificativo, una sorta di ‘bollino’ di garanzia, per risultare in regola con la pubblicità e non essere abusivi. Un provvedimento che se da una parte va a difesa di albergatori e affittuari dall’altro garantisce ai turisti di non essere finiti in una possibile truffa, pensate a quanti (come da cronaca nera), hanno affittato via internet per poi scoprire che la struttura non era corrispondente a quanto scritto in un annuncio pubblicitario o, peggio, non era in affitto.

La Giunta regionale della Puglia ha approvato il documento di attuazione alle procedure amministrative per l’istituzione e la gestione del Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere previsto da una legge regionale del 2018. Nel contempo è stato stabilito l’obbligo di indicare e di pubblicare il Codice identificativo di struttura (Cis) per ogni singola unità ricettiva pubblicizzata, a decorrere dal 1° giugno 2020. La Puglia è la prima regione d’Italia ad adottare questo tipo di provvedimenti.

Si tratta di necessari accorgimenti previsti insieme con Federalberghi allo scopo di contrastare il turismo ‘in nero’ ed in particolare degli affitti abusivi che stanno creando problemi economici a tanti albergatori di professione oltre a mettere a rischio la sicurezza di un territorio. Gli ospiti di strutture ricettive, infatti, vanno sempre segnalati alla Questura. Gli inadempienti rischieranno multe comprese tra un minimo di 500 ad un massimo di 3mila euro.

Secondo studi commissionati da Pugliapromozione per 1 turista censito ve ne sono 6 in nero. Con l’introduzione di queste normative emergeranno milioni di turisti ‘fantasma’ non contemplati dalle statistiche ufficiali, gestiti nella maggior parte da Airbnb, il colosso americano dell’house sharing, più volte accusato di non rispettare le regole di mercato e aggirare sistematicamente gli obblighi fiscali. L’incisiva lotta della Federalberghi Puglia contro la piaga dell’abusivismo ricettivo registra il più importante successo di una battaglia condotta con impegno e coerenza negli ultimi anni..
«La nostra associazione può festeggiare oggi un successo cruciale nella dura battaglia contro l’abusivismo ricettivo. – commenta Francesco Caizzi, presidente della Federalberghi Puglia – Dopo la legge regionale del 2018 che recepiva le istanze della Federalberghi per porre un argine al proliferare di questa piaga e garantire un sistema d’accoglienza rispettoso delle regole, la Giunta ha deliberato il provvedimento attuativo del Codice identificativo di struttura (Cis). Dobbiamo, altresì, sottolineare con soddisfazione l’impegno profuso dall’assessore regionale al Turismo e dalla sua struttura tecnica di riferimento. La Puglia si è finalmente dotata di uno strumento che lo stesso sottosegretario al Turismo Lorenza Bonaccorsi ha annunciato di voler adottare anche a livello nazionale.»
Il Codice identificativo di struttura dovrà essere indicato dai soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e affitto breve, nonché quelli che gestiscono portali telematici, sugli strumenti utilizzati nella pubblicità, promozione e commercializzazione dell’offerta. A vigilare sul rispetto della normativa spetterà ai Comuni, ferma restando la competenza dell’autorità di pubblica sicurezza e dell’autorità sanitaria.

«Con questo provvedimento – conclude il presidente Caizzi – siamo convinti di riuscire a contenere questo dannoso fenomeno e fermare coloro che danneggiano tanto le imprese turistiche tradizionali quanto quelli che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza. Non possiamo lasciarci sfuggire questa fondamentale opportunità per portare il Sistema turistico regionale nel solco della legalità. Si tratta di un provvedimento fondamentale per proteggere il consumatore, la collettività, i lavoratori e il mercato. La Federalberghi continuerà a perseguire una linea d’azione intransigente per la legalità contro l’abusivismo, all'insegna del principio "stesso mercato, stesse regole”».