Inaugurato il frantoio multifunzionale

  • In FOGGIA
  • lun 04 Novembre 2019
Inaugurato il frantoio multifunzionale

Non solo per produrre olio ma sarà pure incubatore di idee e di incontri

SAN SEVERO - Non sarà solo un frantoio ma un opificio “un contenitore da riempire di contenuti inediti ed innovatiti. Un incubatore e divulgatore di idee, di incontri” il Frantoio Multifunzionale inaugurato a San Severo nato da una comunità di produttori che sta lavorando per creare un piccolo miracolo economico.

Nei luoghi fino a poco tempo fa dismessi e abbandonati della ex Riforma Fondiaria di San Severo, nei giorni scorsi è stato inaugurato il frantoio della Organizzazione di Produttori “La Prima”, che commercializza il prodotto trasformato con il brand commerciale “Sangue di Puglia spa”. Un investimento, quello del frantoio, portato avanti grazie a uno slancio imprenditoriale che ha sopperito agli ormai famosi ritardi delle pratiche legate ai programmi comunitari regionali: l’opificio, infatti, è stato ammesso a finanziamento per i Contratti di Filiera banditi dal Mipaaf con un progetto presentato da Italia Olivicola.

L’impresa, come spiegato da Orazio Garofalo, amministratore della OP La Prima ed amministratore unico della Sangue di Puglia s.p.a, “nasce per essere trasversale, flessibile, innovativa. Multifunzionale perché l’opificio non è solo un frantoio. E’ un contenitore da riempire di contenuti inediti ed innovativi. Sarà un incubatore di idee, di incontri. Lo vedo come foyer per eventi d’arte o spazio per la promozione di eccellenze enogastronomiche da parte di chef stellati. E’ terreno fertile su cui far germogliare la cultura: cultura d’impresa ed anche cultura di comunità. E’ un luogo per aggregare, unendo più persone con una visione chiara del territorio e del mondo. Ad essere multifunzionale non sarà solo il frantoio, bensì tutta l’azienda”.

La sfida sarà quella di non essere più “succubi dei mercati, bensì per crearlo il mercato. Abbiamo il prodotto, abbiamo le competenze, abbiamo le persone. E’ mancata da sempre la convinzione. Se c’è quella, potremo andare avanti. I consumatori ci chiedono solo una cosa: qualità. Siamo chiamati quindi ad un atto di responsabilità. Come produttori sappiamo fare qualità. Ma la qualità deve essere una ossessione non solo per chi trasforma, bensì anche per chi produce. La qualità è un concetto di filiera. E’ condivisione: di dati, informazioni, metodi. La qualità è partecipazione”. Presente alla manifestazione anche l’amministratore unico della Vueffe Consulting, che ha gestito l’investimento all’interno del progetto per il contratto di filiera, Francesco Vendola.

La mission sarà quella di vendere il territorio e le sue eccellenze, olio e vino, insieme con la creazione di strategie di marketing territoriale che possano far conoscere sia i prodotti locali che i territori e che possano integrarsi in una visione di sviluppo condivisa dalle comunità locali, dai produttori e dai portati di interessi.