Pesca e acquacultura hanno una legge mirata in Puglia

  • In BARI
  • gio 26 Ottobre 2017
Pesca e acquacultura hanno una legge mirata in Puglia
TARANTO Il porto in Mar Piccolo con i pescherecci

Approvato il ddl sulla pianificazione attraverso l’innovazione

BARI - La Regione Puglia ha una legge su pesca e acquacultura. La normativa sulla “Pianificazione e sviluppo della pesca e dell’acquacoltura regionale” servirà a valorizzare e sviluppare il comparto fondamentale per l’economia pugliese. Il ddl è stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale ed è finalizzato alla creazione di un sistema della pesca che valorizzi e metta in rete le potenzialità produttive, attraverso l’innovazione, con il coinvolgimento del mondo della ricerca.

Gli operatori del settore saranno, tutti, nelle condizioni di intercettare gli investimenti previsti dai fondi europei. La strategia contenuta nel testo riguarda diversi ambiti d’intervento che possano migliorare la capacità produttiva e quindi la sostenibilità economica, per esempio, difendere il patrimonio marino e delle acque interne, preservando anche le tradizioni di pesca. Come azioni tese alla diversificazione delle attività e multifunzionalità delle imprese ittiche, alla qualificazione delle risorse umane, al miglioramento e alla promozione dei prodotti ittici regionali e, più in generale, dell’intera filiera. Senza dimenticare il sostegno, che la legge promuove, a forme di cooperazione e partenariato con le istituzioni comunitarie, nazionali e i Paesi transfrontalieri, per l’attuazione di politiche e strategie comuni o di sistemi di gestione condivisi delle risorse ittiche.


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La legge, sottolinea l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia “è stata approvata nella piena collaborazione di forze politiche regionali che, con lungimiranza e consapevolezza, hanno colto la portata strategica del testo, in favore di un settore da tutelare e cui garantire gli strumenti necessari per affrontare le difficoltà strutturali e di un mercato che impone una diversificazione produttiva, una riorganizzazione e, pertanto, un indirizzo di lavoro concreto di sviluppo”.
La nuova normativa, ne è certo l’assessore, contribuirà alla crescita di un settore che ha enormi potenzialità di crescita e tutti i requisiti per promuovere modelli sostenibili ed innovativi.