Nasce la Rete oncologica pugliese

  • In BARI
  • gio 09 Febbraio 2017
Nasce la Rete oncologica pugliese

Si attende, ma è questione di ore, la delibera regionale

BARI - Nasce la Rete oncologica pugliese con il coinvolgimento di tutti i centri ed istituti dedicati ai tumori. All’Istituto tumori “Giovanni Paolo II” spetterà un ruolo di prestigio.

I dettagli saranno resi noti l’11 febbraio prossimo, all’Istituto tumori, che sarà sede della rete regionale. L’obiettivo sarà quello di garantire la condivisione di informazioni cliniche e la comunicazione tra specialisti e strutture sanitarie che attuano prevenzione, assistono e curano pazienti affetti da tumore. A poche ore dall’approvazione della delibera di giunta regionale, nascerà la gestione reticolare delle patologie neoplastiche.

«Dopo 13 anni di attese ce l’abbiamo fatta», afferma Francesco Diomede, vice presidente nazionale della Favo (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia). Sforzo ed impegno portati avanti sono stati fondamentali per mettere al centro la qualità dell’offerta sanitaria. «Noi, le associazioni di volontariato, saremo l’antenna in grado di rilevare il reale funzionamento della rete, vigileremo insomma sull’operatività della stessa» anticipa Diomede che approfondirà il ruolo del volontariato nel costituendo sistema durante il convegno dal titolo “Rete oncologica pugliese, una realtà…”, in programma l’11 febbraio, con inizio alle ore 10 nella sala congressi del “Giovanni Paolo II”.

Anche in questo caso all’Istituto tumori spetterà un ruolo di prestigio. L’IRCCS di viale Orazio Flacco avrà una funzione di coordinamento dell’hub della Città Metropolitana di Bari oltre che degli altri tre hub pugliesi, Foggia-Bat, Brindisi-Taranto e Lecce; sarà altresì sede della rete oncologica e favorirà la costruzione condivisa dei PDTA (Percorsi diagnostici terapeutici e assistenziali) e delle linee guida, occupandosi dell’aggiornamento di tali documenti e favorendo un benchmarking (processo strategico di misurazione e confronto) sulle performance e sugli aspetti qualitativi dell’assistenza.

Nonostante il sistema delle reti sia stato discusso in tutte le Regioni, solo in sei è stato deliberato con differenti livelli di organizzazione. Sull’esempio di Piemonte, Lombardia, Toscana, Trentino, Veneto Umbria, la Regione Puglia sta gettando le basi per portare sul territorio un modello che garantisca standard di qualità e centralità della persona. Approccio multidisciplinare e multi professionale, percorso assistenziale organizzato ed efficiente, appropriatezza ed equità di accesso alle cure: è in un terreno composto da questi elementi che la gestione “reticolare” trova le sue radici più vitali: un insieme di condizioni necessarie a scongiurare la migrazione sanitaria.

Durante il convegno, che sarà aperto dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dal direttore generale dell’Oncologico Antonio Delvino e dal direttore scientifico Giampietro Gasparini, sarà spiegato ai presenti l’avvio e l’operatività della rete, evidenziando la consultazione con il livello professionale, dal commissario straordinario ARES Giancarlo Ruscitti e dal direttore del Dipartimento Salute Regione Puglia Giovanni Gorgoni.


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