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Le saracinesche dipinte, una galleria d’arte a cielo aperto

  • In BARI
  • lun 19 Settembre 2016
Le saracinesche dipinte, una galleria d’arte a cielo aperto

Nuove mode in città per renderla più bella, allegra e accattivante

BARI - C’è un’arte che si va sempre più diffondendo a Bari ma che avrebbe bisogno di essere maggiormente notata, osservata e soprattutto pubblicizzata. E’ la street art, ma non quella realizzata su muri di palazzine appena restaurate o di edifici abbandonati concessi a volte dal Comune.

E’ quella delle saracinesche ridipinte con soggetti vari. Opere commissionate dai negozianti e che consentono di regalare vitalità, colori, gioia e quindi di abbellire la città anche quando gli esercizi commerciali sono chiusi.


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Sono sparse un po’ ovunque, ma per la fretta con cui siamo abituati a muoverci spesso nemmeno la notiamo.

Un anno e mezzo fa, sul blog Puglia positiva, poi trasformato nell’attuale quotidiano on line, scrivevo della diffusa arte di dipingere le saracinesche. Poi sull’attuale sito ho inserito un video di denuncia ed ammirazione, sullo stesso argomento.

A distanza di poco più di 18 mesi torno a suggerire l’idea di diffondere, tra tutti i negozianti baresi e possessori di locali con saracinesche, di dipingere gli avvolgibili in metallo per regalare a Bari una galleria d’arte a cielo aperto.

Forse non tutti hanno il tempo di notare che quest’arte, fatta da graffitari e writer esperti (non imbrattatori), e persino artisti veri e propri, è già da tempo presente, ma a mio parere non abbastanza. La troviamo a “macchia di leopardo”, un po’ qui e un po’ là. Senza un’ordine preciso ed un tema. Eppure basterebbe poco per fare del capoluogo pugliese una città più bella, per richiamare turisti ed evitare, ne sono certa, che vandali notturni continuino a sporcare muri e saracinesche di scritte inutili ed incomprensibili che non piacciono a nessuno e danno solo senso di degrado.

In un secondo video, pubblicato in basso, mostro altre opere d’arte ispirate come al mondo della fantasia, come cartoni animati per la gioia dei bambini, ma anche della realtà e della musica in particolare, senza dimenticare l’arte creativa che è davvero originale. E che si vanno ad aggiungere a quelle ispirate ad attori famosi o geniali poiché ispirare alle attività commerciali. Opere che si possono ammirare nelle ore di chiusura dei negozi, di sera o di domenica, e persino quando un’attività ha purtroppo dovuto chiudere i battenti. Diventano testimonianze importanti ed al posto della tristezza dalla quale è assalito chi è costretto a passare di lì tutti i giorni, perché un altro negozio ha chiuso, si viene colpiti da un senso di allegria ed ottimismo che, seppur in piccole dosi, sono importanti e fanno bene all’animo di tutti. Con i loro colori e ricordi, rallegrano gli animi a chi pure lancia soltanto uno sguardo di sfuggita. Bellezze artistiche che abbelliscono molto più di una fredda e monocolore finta parete in metallo, quando l’imbrattatore di turno non ha colpito.

Le grigi tristi “pareti di ferro” potrebbero essere sostituite da coloratissimi dipinti e magari lanciare nuove mode che si oppongano alla caccia dei Pokemon. Ci potrebbe essere invece la ricerca della saracinesca più bella, più divertente, più originale. Alla quale magari potrebbe essere legato un concorso. E perché no, pensare alla “moda” di fotografarsi, per immortalare un bel pezzo di città, insolito e divertente da postare su uno dei social network più cari ai giovani. E camminando camminano arrivare a scoprire pian pianino altri quartieri di Bari, spesso poco noti agli stessi residenti.

Ai quartieri Japigia, Carrassi e Picone, questa volta ho aggiunto opere, perché di questo stiamo parlando, anche dei rioni San Pasquale, Murat e Libertà.

Bari potrebbe davvero diventare, al pari di altre città europee, luogo di arte contemporanea, street art se preferite, ma che la renderebbe unica, accattivante e gioiosa. E dotarsi di una nuova galleria d’arte e persino a cielo aperto. Oserei dire che si presenterebbe persino più pulita, perché basta guardarsi intorno e scoprire che gli imbrattatori non toccano le opere dei colleghi.

Potrebbero essere coinvolte tutte le categorie di negozianti e magari, con la complicità ed incentivi del Comune, decidere dei temi comuni.

Si darebbe, inoltre, lavoro a tanti illustratori, writer, pittori ed artisti tristemente in difficoltà in questi tempi così difficili. Basterebbe, ne sono certa, un po’ di buona volontà da parte di tutti.







Anna Caiati



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"Si diffonde l'arte di dipingere le saracinesche dei negozi" (al link http://www.pugliapositiva.it/page.php?id_art=98&id_cat=8&id_sottocat1=0&id_sottocat2=0&t=si-diffonde-l-arte-di-dipingere-le-saracinesche-dei-negozi)