Villa De Martino-Giannulo sarà presto fruibile al pubblico

  • In BARI
  • ven 06 Maggio 2022
Villa De Martino-Giannulo sarà presto fruibile al pubblico

Donata al Comune dagli eredi per farne luogo di cultura come un tempo

MONOPOLI - Negli anni Cinquanta e Sessanta, Villa De Martino-Giannulo a Monopoli, era luogo di manifestazioni canore e serate di gala. Divenuta di proprietà della famiglia Giannulo negli anni Sessanta, è stata chiusa al pubblico e trasformata con la realizzazione di alcuni palazzi, salvaguardando però la parte rupestre che da sempre è scrigno prezioso di storia e bellezze artistiche. Praticamente è diventato il giardino d un condominio difficile da gestire a causa del vincolo architettonico della Soprintendenza.

Nell’area sono presenti grotte e Cripta rupestri. Quest’ultima, un tempo, sorgeva nella parte terminale della lama che arrivava sino al porto cittadino nella zona di cala Fontanelle. La chiesetta è a due navate divise da due pilastri, con la parte in fondo sopraelevata ed è biabsidato (ha due absidi). All’interno, spiccano diversi affreschi – alcuni persino sui pilastri – gli esperti sono convinti che un tempo l’interno fosse completamente affrescato. Due i più importanti risalenti tra il XIII e il XV secolo, nelle due absidi, e sono un trittico dedicato a Santa Margherita, con i Santi Nicola e Stefano, e un altro a Santa Caterina con scene del martirio. In una stanza attigua c’è pure una scaletta litica (pietra lavorata) che con tutta probabilità conduceva al piano superiore. L’ingresso è invece sormontato, all’esterno, da un tondo in rilievo rappresentante la Madonna col Cristo morto.

La storia tramanda che in tale zona Carlo De Martino, facoltoso amatore ricco e commerciante di origini napoletane, intorno a metà dell’800 per poter sposare la torinese Bice Gazzo, fece costruire un palazzo signorile con una villa abbellita da piante ornamentali e statue, così come aveva espressamente voluto la futura moglie. Nella incantevole villa - rimasta alla famiglia sino agli anni Cinquanta – si organizzavano serate danzanti, grandi balli e manifestazioni canore con ospiti illustri. Fu poi il sindaco Vito Giannulo ad acquistarla. Oltre agli eventi sociali che continuarono ed altri privati come matrimoni e festeggiamenti vari, si allestiva il presepe nella Cripta e in qualche modo anche i cittadini ne potevano usufruire. Nel giardino c’è pure una pista da ballo antica e una zona concerti sopraelevata. Da quando è chiusa al pubblico tutto questo non è visibile e non si organizza più nulla.

Questo luogo, intriso di arte e di cultura, presto tornerà a splendere e ad essere accessibile ai monopolitani e ai turisti grazie alla donazione degli eredi della Villa De Martino-Giannulo al Comune di Monopoli.

Si tratta di un’intesa tra pubblico e privato che è stata presentata a Palazzo di Città il 27 aprile 2022 alla presenza degli eredi, del sindaco Angelo Ennese, dell’assessore alla Cultura Rosanna Perricci e del dirigente dell’Area Organizzativa I – Affari Generali e Sviluppo Locale dott. Pietro D’Amico.

L’atto di indirizzo è stato deliberato dalla Giunta, e con tale atto l’Amministrazione ha acquisito al patrimonio comunale la Cripta rupestre e il giardino annesso. Annese ha assicurato che «il primo passo sarà quello di intercettare un finanziamento importante al fine di valorizzarla e preservarla nel tempo».

Per l’assessore Perricci «il 27 aprile 2022 resterà una data storica perché si è posta la prima pietra per l’acquisizione al patrimonio comunale di un bene dall’alto valore storico sia per quello che ha rappresentato e sia per le grotte, la cripta rupestre e il giardino in essa presenti».

La proposta del Comune di Monopoli, accolta da 13 proprietari su 14 (87,50%) incontra a pieno l’interesse pubblico volto al perseguimento del recupero, valorizzazione e pubblica fruizione del patrimonio storico e culturale della Città di Monopoli. La cessione avverrà a titolo non oneroso per il Comune di Monopoli, fatto salvo le spese di rogito e registrazione previste dalla legge. Per la restante parte (12,50%) è stato disposto che, qualora il proprietario non risolva per una cessione gratuita al Comune di Monopoli, avvenga a mezzo espropriazione per pubblica utilità previa apposita dichiarazione di pubblica utilità ai sensi di legge. L’obiettivo dell’Amministrazione, d’intesa con la famiglia Giannulo, è quello di valorizzare e preservare nel tempo il bene, destinandolo a fini culturali e di istruzione e aprendolo alla pubblica fruizione.