Cuore artificiale impiantato in paziente non trapiantabile

  • In BARI
  • mar 12 Aprile 2022
Cuore artificiale impiantato in paziente non trapiantabile

Il dispositivo è in grado di far tornare i valori ai livelli richiesti per il trapianto

BARI - Un cuore artificiale, di ultima generazione, ha salvato la vita a un 65enne affetto da scompenso cardiaco avanzato e refrattario alla terapia medica. Il quadro clinico del paziente lucano era tale anche da impedire eventuale trapianto di cuore. Unica soluzione era quella di applicare un sistema di assistenza ventricolare e così l’equipe di Cardiochirurgia del professor Aldo Milano del Policlinico di Bari ha effettuato l’intervento salvavita.

E’ stato impiantato un dispositivo di assistenza ventricolare (Lvad) che preleva il sangue dal ventricolo sinistro e lo pompa ossigenato nell’aorta, utilizzando la levitazione magnetica. Si tratta del primo impianto del genere in Puglia ed è di aiuto all’organo compromesso.

“Questo dispositivo – ha spiegato il prof. Milano - è stato dimostrato essere particolarmente vantaggioso rispetto a impianti di vecchia generazione. Si sono ridotte le complicanze di trombo embolie dal 30 al 10% e si sono azzerate le complicanze emorragiche e di trombosi della pompa”. La pompa del dispositivo di assistenza meccanica al circolo, infatti, viene impiantata all’interno del corpo mediante l’intervento cardiochirurgico, ed è alimentata da batterie collegate a un piccolo controller esterno attraverso un cavo che fuoriesce dall’addome del paziente. “Con questo nuovo sistema il paziente può ritornare a una vita sociale adeguata, anche riprendere l’attività lavorativa, con delle limitazioni molto ridotte. Le batterie hanno una autonomia di 40 ore, sono ricaricabili e i parametri possono essere monitorati a distanza direttamente dal cardiologo”. 

Di recente il Policlinico di Bari ha attivato un ambulatorio che consente di selezionare e porre indicazioni per i pazienti che hanno bisogno di questo tipo di assistenza. “È importante – evidenzia il direttore della Cardiochirugia – che la selezione dei pazienti avvenga in centri che abbiano accumulato esperienza nelle indicazioni al trapianto. Spesso questi sistemi sono un ponte al trapianto stesso, utilizzati finché si renda disponibile l’organo compatibile”.

Il trapianto cardiaco è ancora la scelta migliore, tuttavia per il ridotto numero di donatori questi sistemi offrono delle possibilità alternative importanti anche per chi non è in possesso dei criteri di eleggibilità per ricevere un cuore da donazione. E’ stato dimostrato che alcuni pazienti con controindicazioni al trapianto, perché hanno sviluppato malattie collaterali per esempio ipertensione polmonare, dopo l’impianto di questo sistema di assistenza hanno un recupero funzionale degli altri organi e possono riacquistare i criteri per un trapianto cardiaco. 

“L'impianto di questo dispositivo salvavita di ultima generazione offre una nuova opportunità alle persone in attesa di trapianto cardiaco che possono trovare nella cardiochirurgia del Policlinico di Bari - ha evidenziato il direttore generale dell’azienda ospedaliero universitaria di Bari, Giovanni Migliore un centro di eccellenza e riferimento unico in tutta la Puglia”.