Concerti in streaming per il Teatro che non si ferma mai

Concerti in streaming per il Teatro che non si ferma mai

Iniziativa dell’associazione Amici della Musica Arcangelo Speranza

TARANTO - Il teatro è forse tra gli eventi culturali che più mancano agli appassionati perché l’atmosfera, la sonorità così come il palcoscenico e lo spettacolo in sé, che sia recitato o cantato, concerto musicale, opera, musical o piece teatrale, sono insostituibili da qualunque mezzo tecnologico. Per essere comunque vicini ai tanti appassionati di spettacoli teatrali ed in particolare di concerti d’orchestra e nello stesso tempo attirare curiosi e potenziali amatori di queste arti gli “Amici del Musica – Arcangelo Speranza” di Taranto hanno programmato tre spettacoli in streaming, per quattro diverse serate, a dimostrazione che pure il teatro “non si ferma mai”, nemmeno in tempi da coronavirus quando l’emergenza pandemia e le limitazioni per evitare il contagio da covid19 impongono a tutti di restare a casa.

Se dunque lo spettatore non può andare a teatro è il teatro che raggiungere lo spettatore a casa. Gli spettacoli, in programma i 4, il 9, il 10 e il 17 aprile 2020, sulla pagina Facebook “Amici della Musica Arcangelo Speranza” . Si parte alle ore 18 di domani, 4 aprile con “Il risveglio del fauno” che nel gennaio 2019 fu il primo concerto nel Teatro Comunale Fusco di Taranto appena inaugurato dopo il restauro e la riconsegna alla città. Protagonista, il giovane direttore d’orchestra e compositore tarantino, Nadir Garofalo, l’allievo di Donato Renzetti che al celebre poema sinfonico suggerito dai versi di Mallarmé ispira il suo “Interlude dans le soir - d’après l’après-midi d’un faune Op. 14”. Si tratta di un brano orchestrale che l’Orchestra Taras esegue accanto al capolavoro di Debussy nella versione per undici strumenti (curata da Arnold Schönberg e realizzata da Benno Sachs nel 1920). Inoltre, il programma prevede un’ulteriore composizione di Garofalo, il quartetto “Confidenze di una musa”, l’esecuzione di “Tre miniature” (Un gioco, Ninna Nanna, Nenia Grika) di un’altra giovane promessa tarantina, la trentenne compositrice Cinzia Decataldo, impegnata al pianoforte, e, ancora, pagine di Debussy (“Syrinx” per flauto solo e “Rêverie” per piano solo) e Jules Mouquet (“La flûte de Pan”), con Marta Lorenza Grieco al flauto. E poi ci sono gli interventi di danza area della ResExtensa Dance Company di Elisa Barucchieri, la quale ha pensato le coreografie partendo proprio dal «Prélude» che accese la fantasia di Nižinskij per i Ballets Russes nel 1912. Mentre l’invenzione di Debussy risale al 1894, quando l’opera venne presentata a Parigi, nella Salle d’Harcourt della Société nationale, in rue Rochechouart, dove avvenne la prima esecuzione del “Prélude à l’après-midi d’un faune”.

Gli appuntamenti proseguiranno con due produzioni del Giovanni Paisiello Festival degli anni passati. Il 9 e 10 aprile (ore 18), nella Settimana Santa, è previsto il Concerto di Passione con il tenore Luca Canonici e l’Orchestra da Camera del Giovanni Paisiello Festival diretta da Vincenzo Milletarì, mentre il 17 aprile (ore 18) verrà trasmessa l’opera lirica “La serva padrona” di Paisiello nella messa in scena stile American Graffiti firmata regista, scenografo e costumista Chicco Passaro, che ha ricollocato negli anni Cinquanta-Sessanta del sogno d’oltreoceano l’intermezzo buffo che il compositore tarantino musicò nel 1781, durante il soggiorno alla corte di Caterina II di Russia. Sabino Manzo dirige l’Orchestra Barocca, ensemble che suona strumenti storici. Interpreti, il soprano Valeria La Grotta (la serva Serpina) e il basso Giuseppe Naviglio (l’anziano nobile Uberto) coadiuvati dal mimo Gabriele Salonne (il servo Vespone). Sono, infatti, soltanto due i cantanti previsti nella partitura dell’opera scritta da Paisiello su libretto di Gennaro Antonio Federico e che quasi mezzo secolo prima Pergolesi aveva messo in musica con straordinario successo contribuendo in maniera determinante a far scoppiare a Parigi la celebre Querelle des Bouffons, con i futuri enciclopedisti sostenitori della supremazia del teatro musicale italiano su quello francese.