Resi noti i cinque finalisti del Premio Alessandro Leogrande

Resi noti i cinque finalisti del Premio Alessandro Leogrande
(foto tratta dalla pagina Facebook I Presidi del libro)

La cerimonia prevista al Teatro Fusco non si terrà, ma il vincitore sarà ugualmente proclamato

TARANTO - Sono cinque i finalisti del Premio Alessandro Leogrande, promosso dall'associazione Presìdi del Libro, il concorso organizzato in collaborazione con la Regione Puglia - Assessorato all'Industria Turistica e Culturale. La cerimonia di premiazione, causa emergenza pandemia da coronavirus, non si svolgerà. Ma il 29 marzo 2020, comunque, sarà reso noto il nome dell’autore vincitore.

La cerimonia, prevista al Teatro Fusco di Tarano, è stata annullata in ottemperanza al Dpcm sull’emergenza covid19. L’associazione Presidi del libro ha pensato però di assegnare comunque il premio di questa edizione 2020 nella stessa data. Il 29 marzo sarà quindi proclamato il libro vincitore sulla pagina Facebook dei Presìdi del libro, sul sito web Presidi.org, e attraverso un comunicato alla stampa.

Per la prima volta il Premio Leogrande, quest’anno, è dedicato esclusivamente al giornalismo narrativo d’inchiesta. Ed infatti i cinque finalisti sono la giornalista romana Annalisa Camilli con “La legge del mare” (Rizzoli), candidato da Vanessa Roghi con la seguente presentazione “Camilli in questo libro decostruisce alcuni luoghi comuni sui viaggi nel Mediterraneo e ci offre uno splendido esempio di giornalismo di inchiesta”; i giornalisti calabrese Fabio Ciconte e il romano Stefano Liberti con “Il grande carrello. Chi decide cosa mangiamo” (Laterza), candidato da Pietro Del Soldà con questa motivazione: “L’inchiesta a quattro mani intreccia la precisione di due esperti indagatori del comparto agro-alimentare con il piacere di un racconto che avvince”; la giornalista romana Francesca Mannocchi autrice di “Io Khaled vendo uomini e sono innocente” (Einaudi), candidato da Lorenzo Tondo: “Nella migrazione migratoria mancava ancora un pezzo, forse il più importante, perché mette il dito su un nervo più sensibile e scomodo dell’argomento”; la giornalista romana Dania Mondini e il sociologo e criminologo Claudio Loiodice, di Potenza, con “L'affare Modigliani” (Chiarelettere), candidato da Marco Grasso e Marcello Zinola: “Questo libro svela una vera e propria cospirazione avvenuta all’ombra del centenario di Modì”; e il giornalista e fotoreporte milanese Sergio Ramazzotti con “Su questa pietra. Storia di un uomo che andava a morire” (Mondadori), candidato da Giada Ceri: “Il libro di Sergio Ramazzotti racconta una morte singolare ma emblematica, che allarga la prospettiva e porta il peso della libertà di scelta dell’individuo nella sua espressione più piena”.