Dal Salento due diversi comuni realizzano mascherine da regalare

  • In LECCE
  • ven 20 Marzo 2020
Dal Salento due diversi comuni realizzano mascherine da regalare

A Sternatia 30 casalinghe hanno pensato ai concittadini a Colepasso un'azienda manifatturiera ai medici

LECCE - La solidarietà spesso arriva dalle piccole comunità ed in casi come quello dell'emergenza da coronavirus fa di piccoli paesi, a volte poco noti se non sconosciuti, grandi città per la loro attenzione e generosità. E' il caso, ad esempio, di Sternatia e Collepasso. Nella piccola città di Sternatia, città del Salento dove risiedono poco più di duemila persone, la solidarietà si moltiplica all'infinito grazie all'iniziativa di 30 casalinghe che nelle rispettive case, stanno realizzato oltre 2.500 mascherine da distribuire gratuitamente ai concittadini.

Tutte appassionate di cucito si sono sentite e messe d'accordo per realizzare le introvabili mascherine utili per limitare il rischio di possibili contagi da coronavirus. Hanno formato una vera e propria rete di sarte domestiche promossa dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il Comitato festa patronale.  Le mascherine vengono realizzate in puro cotone facilmente sanificabile con l’uso di vapore. Saranno distribuite in busta chiusa a ciascun cittadino del paese grico.

“In un momento di grande incertezza cerchiamo di tranquillizzare i nostri concittadini attivando un laboratorio dal basso che consente anche di comunicare e partecipare al progetto con idee e ricerca di materiali”, spiega il sindaco Massimo Manera.  

Il prototipo della mascherina è stato sottoposto ad un test che ne ha verificato l’efficacia e i componenti del Comitato festa patronale si occuperanno del coordinamento, sanificazione e distribuzione nelle singole abitazioni di Sternatia.

Una iniziativa simile, ma più in grande, è quella di Collepasso (con circa 6mila residenti) dove uno stabilimento dedito alla manifattura di abiti sta realizzando 10mila mascherine da distribuire negli ospedali del Salento. Le mascherine, assicurano i produttori, sono resistenti al lavaggio a secco e ad umido, quindi facilmente igienizzabili, realizzati con tre strati diversi di tessuti già presenti in magazzino. “Non serve riconvertire stabilimenti, impostare catene produttive o cercare tessuti speciali – dicono le titolari dell’azienda Sps Manifatture, le sorelle Sabrina e Pamela Seclì - non c'è tempo, l’emergenza è adesso. Se tutte le aziende che producono abbigliamento dedicassero uno o due giorni alla produzione di mascherine, camici, copricapo, ecc., utilizzando le rimanenze dei tessuti presenti in magazzino, il problema non sarebbe certamente risolto ma almeno attenuato. In questo modo eviteremmo speculazioni e allo stesso tempo daremmo tutti una mano a chi lavora in prima linea. Cari colleghi diamoci da fare”.

Dopo aver attivato i protocolli anti-contagio previsti nel Dpcm dell’11 marzo 2020, al fine di tutelare la salute dei propri dipendenti e predisposto tutte le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, la Sps Manifatture di Collepasso, azienda salentina leader nella progettazione e produzione di abbigliamento per i più importanti brand internazionali d’alta gamma, ha dedicato qualche ora della giornata alla produzione di 10.000 mascherine lavabili e riutilizzabili. Le stesse saranno distribuite tutte entro il week end dal 21-22 marzo a medici e infermieri degli ospedali di Lecce, Casarano, Copertino, Galatina, Gallipoli, Scorrano e Tricase,

Le mascherine sono realizzate utilizzando tre strati diversi di tessuto: il primo strato, quello che poggia sul viso è in cotone 100%, il secondo strato, l’imbottitura ovattata è in poliestere e garantisce l’isolamento, il terzo e ultimo strato è una viscosa trapunta a rombo utile ad ancorare i tessuti. Alle prove di laboratorio il prodotto ha mostrato una buona resistenza al lavaggio a secco e ad umido, quindi facilmente igienizzabili. Al contempo, gli oltre cinquanta dipendenti dell’azienda salentina stanno garantendo la continuità aziendale, con riduzione dell’orario di lavoro, nella speranza che questa emergenza finisca presto.