I ragazzi del ‘Paisiello’ uniti ma distanti in un messaggio-cantato

I ragazzi del ‘Paisiello’ uniti ma distanti in un messaggio-cantato

Il video musicale si intitola “Stay at home” e ha coinvolto 21 tarantini

TARANTO - I giovani comunicano con i coetanei attraverso la musica, l’inglese, il rap e non solo e l’invito a restare a casa. In piena emergenza da coronavirus dagli studenti del Conservatorio “Giovanni Paisiello” di Taranto un importante messaggio e un invito accorato, tutto suonato e cantato, rivolto ai cittadini ma soprattutto ai giovani. Sono ventuno tarantini: sette cantanti, otto strumentisti, un videomaker, due autori del testo e tre compositori che con un ritmo neo-soul (tra jazz funk e hip hop) e testo in parte in inglese e in parte rappato in italiano, diventa un inno musicale alla solidarietà.

“Stay home (Mica è un’ impresa)” è un invito ironico e mai scontato, ma, è soprattutto il titolo della una canzone appena composta da un gruppo di studenti del Conservatorio “Giovanni Paisiello” di Taranto. Il ritornello è un incoraggiamento a tutti gli italiani e un‘ iniezione di energia pura. La traduzione recita più o meno così: “E canta e suona, rilassati, suona ogni volta che vuoi, stai in silenzio, grida alla vita, ma… don't give up no more, non mollare più”.

Tra momenti di vita quotidiana, mentre si canta e si suona, tra le proprie mura domestiche e si svolgono i compiti domestici, come lavare i piatti o badare ai figli, si trova il tempo per studiare musica, improvvisare e creare stanze di registrazione fai-da-te, non mancano esterni nei cortili o sui balconi, così come alcune vedute del Palazzo che ospita l’istituto nella città vecchia di Taranto

Da quando l’Italia intera è in quarantena per evitare quanto più possibile il diffondersi del coronavirus, la musica è diventata una delle maggiori protagoniste delle giornate italiane. Il tempo libero stuzzica la creatività e stare lontani dal mondo aiuta ad assaporare la bellezza della condivisione.

E’ nata così, quasi per caso, “Stay home (mica è un’ impresa)”. Nella casella email di Mirko Signorile, insegnante di pianoforte jazz, armonia e composizione al Paisiello, arriva una notifica. E’ un suo studente che gli ha inviato una base. Il docente compone un assolo su quel framework. Si aggiunge una voce, un’ altra, un sax, la tromba, tastiera e sintetizzatore, un basso elettrico, clavinet. Ognuno, da casa, con mezzi di fortuna o con una strumentazione più professionale, registra e invia agli altri. L’incastro armonico che ne viene fuori è un brano fresco e gioioso in neo soul (influenze che vanno dal funk all’hip hop). Il messaggio che i ragazzi vogliono mandare è semplice: stai a casa, rilassati, prendi gli strumenti, fai musica.

Il brain storming musicale è nato intorno all’hashtag “il Paisiello non si ferma” #ilpaisiellononsiferma. L’Italia si ritrova a fare i conti con la chiusura quasi totale dei suoi luoghi di produzione e di cultura, ma il “Paisiello”, che è stato ad un passo da questa eventualità già molte volte, resiste, non si ferma. Prima la battaglia per il pareggiamento, poi quella infinita per la statizzazione e tra una lotta e l’altra spesso la mancanza dei fondi. Vittima della burocrazia, di scelte politiche e finanziarie, della svalutazione della cultura, il “Paisiello” ha rischiato di lasciare a casa più di 700 studenti innamorati della musica. Ora è a un passo dalla statizzazione, ma a complicare le procedure è arrivato il covid19. Al Conservatorio prendono questa ‘storia senza fine’ con il sorriso, abituati come sono a combattere.

Nel video - molto intimo e vicino a tutti gli italiani costretti in casa – i protagonisti hanno scelto di riprendersi mentre si occupa delle faccende quotidiane con grande semplicità, per essere ancora più vicini a tutti coloro che li vedranno e li ascolteranno. L’obiettivo è stare insieme nella lontananza, tenersi uniti nonostante le distanze. Mentre molti giovani ancora non colgono la responsabilità che risiede nelle loro scelte, questi ragazzi del “Paisiello” hanno fatto squadra attorno alla musica, alla loro passione, alla voglia di stare uniti e all’impegno civile.

Il video del brano è su YouTube, chiunque può ascoltarlo e vederlo. A comporre il testo sono stati Alessia Amati e Graziano Leserri, mentre gli autori della musica sono Giampiero Frulli, Alessia Amati e Alessandra Catapano, il video è stato montato da Alessandra Catapano, sette i cantanti: Alessia Amati, Marika Zaccaria, Roberta Devita, Ada De Cataldo, Maggie Chierello, Alessandra Catapano e Graziano Leserri. Mentre a suonare, ognuno il proprio strumento di studio al Conservatorio Paisiello, sono: Pietro Latte (tromba), Alessandro Ramunno (sax), Lorenzo Semeraro (clavinet e synth), Gennaro Palma Esposito (synth), Giampiero Frulli (keyboard e programming), Mirko Signorile (piano), Filippo Paradiso (electric bass) ed Enzo Mignogna (mix e mastering).