Nel Giorno della Memoria intitolato piazzale al soldato Pagliula

  • In LECCE
  • mer 29 Gennaio 2020
Nel Giorno della Memoria intitolato piazzale al soldato Pagliula

Fu deportato e internato in un campo di concentramento nazista

NARDO' - Chiamato a 19 anni al servizio di leva e richiamato in guerra per essere destinato in Albania, fu poi catturato dai nazisti, a seguito dell’Armistizio dell’Italia, e per questo deportato in Germania e internato in un campo di concentramento nazista dove rimase per quasi due anni. Già insignito, nel 1972, della “Croce al Merito di Guerra per internamento in Germania” e alla memoria, della Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica per lo stesso motivo, la città natale gli ha dedicato un piazzale.

Il contadino-soldato Antonio, detto Nino, Pagliula è stato commemorato nel Giorno della memoria. La sua città ha voluto ‘premiare’, ancora una volta, il sacrificio di un soldato neretino dedicandogli il piazzale a ridosso delle mura di via Roma che delimitano il giardino botanico della città e che dal 27 gennaio 2020 si chiama piazzale Antonio ‘Nino’ Pagliula. L’Amministrazione comunale ha scelto, non a caso, la Giornata della Memoria per onorare la figura di Pagliula, un neretino che visse l’atroce sofferenza della prigionia in un campo nazista tra il 1943 e il 1945. La cerimonia si è tenuta in presenza del fratello, dei figli e di altri familiari e conoscenti, oltre che a diverse classi di studenti degli istituti scolastici neretini.



Nato a Nardò il 22 aprile 1914, il contadino Nino fu chiamato a 19 anni al servizio di leva. Nel 1936, all’età di 22 anni, fu richiamato alle armi con il titolo di caporale. Quattro anni dopo, nel 1940, fu inviato in Albania. L’8 settembre 1943, in Grecia, fu catturato dalle truppe tedesche e deportato in Germania, dove fu internato appunto in un campo di concentramento nazista, da cui fu rimpatriato a Nardò solo il 24 agosto 1945. Nel 2007, all’età di 93 anni, si è spento nella sua città. Ma era ancora in vita quando, nel 1972 all’età di 58 anni, è stato insignito della “Croce al Merito di Guerra per internamento in Germania”. Nel 2013, in occasione del 67° anniversario della Fondazione della Repubblica, è stato insignito, alla memoria, della Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica per “essere stato deportato o internato nei lager nazisti nell’ultimo conflitto mondiale”.

Con una delibera di gennaio 2019, la giunta guidata dal sindaco Pippi Mellone aveva raccolto la segnalazione della signora Rachele Tollemeto, insegnante in pensione, che in un documento recapitato all’ente ha ripercorso la sua vicenda personale chiedendo appunto di intitolare una via o una piazza a un grande neretino del secolo scorso. Un anno dopo, la cerimonia formale di intitolazione che ha visto la partecipazione anche del presidente del Consiglio comunale Andrea Giuranna. “Nino Pagliula - ha detto Giuranna - è stato uno degli oltre 600 mila internati militari italiani, catturati dai tedeschi e trasportati nei campi di prigionia e di lavoro del Reich nel 1943, all’interno dei quali molti trovarono la morte. Un grande neretino, insomma, un soldato che aveva una grande forza d’animo e un amore sconfinato per la sua Patria, basti pensare che venne catturato per la sua fedeltà militare e per aver agito con dignità allo sfacelo delle forze armate dopo l’Armistizio. È un riconoscimento giusto e doveroso, che come tante vicende di quel periodo storico abbiamo il dovere di difendere dall’oblìo”.