La karateka Semeraro vince in Cile e si avvicina alle Olimpiadi

La karateka Semeraro vince in Cile e si avvicina alle Olimpiadi

Nuovo oro per l’atleta di Faggiano tra le prime cinque nel ranking mondiale

TARANTO - Da bambina timida a ‘belva umana’, quando è sul tatami per una gara di kumite, la 23enne tarantina Silvia Semeraro ha conquistato un’altra medaglia d’oro. Grazie al talento, ma soprattutto a tanta determinazione, tenacia, concentrazione e allenamento, insieme con sacrifici e passione per un’arte marziale che insegna a difendersi ma nello stesso tempo a rispettare l’avversario, Silvia Semeraro nella Nazionale Italiana è tra i vincitori della Serie A Karate 1 con gare disputate a Santiago del Cile.

Nella città sudamericana l’atleta tarantina è salita sul gradino più alto del podio nella categoria 68 kg vincendo per 1 a 0 contro l’azerbaigiana Zaretska. La sua è una delle tre vittorie della squadra Azzurra su 5 finali disputate.



Silvia Semeraro, al momento è tra le prime cinque karateka nel ranking mondiale. Il suo obiettivo è quello di arrivare a Tokyo per le Olimpiadi 2020. Per la convocazione ufficiale deve però salire ai primi due posti per poter partecipare e sicuramente metterà tutta la sua grinta per tentare di raggiungere questo obiettivo.

Nata nel 1996 a Taranto, ma da sempre residente a Faggiano, è tra le più giovani atlete della Nazionale italiana in cui è entrata da professionista nel 2017 con il Gruppo Sportivo dell’Esercito. Ma già nel 2013, a 17 anni, è stata convocata nella Nazionale italiana seniores dove si è allenata con atleti più grandi e più forti, ma grazie alla sua altezza, 1 metro e 73 centimetri, riesce ad affrontare pure avversarie più alte.

Tante le vittorie conseguite dopo le sconfitte che da bambina l’amareggiavano. A confortarla c’era però sempre il papà pronto a rassicurarla per le vittorie che sarebbero arrivate da ‘grande’, come sta accadendo. Tra i podi più importanti conquistati ci sono il Mondiale nel 2013, a 17 anni, e gli Europei nel 2014 e nel 2015, a 18 e 19 anni, mentre nel 2015 è stata terza ai mondiali. Gare in cui si è fatta conoscere e le avversarie hanno iniziato a temerla. Da ragazzina la chiamavano la ‘belva umana’ per la grinta che dimostrava ogni volta che saliva sul tatami per un ‘combattimento’. Tanti i successi e le medaglie vinte pure nel Premier League.

Tutto è nato dal papà che praticava karate. Notato che sua figlia sin da piccola mostrava un carattere molto vivace e che era dotata di istinto, l’ha iscritta al primo corso di karate insieme con altre specialità sportive, ma per Silvia non ci sono stati dubbi: il suo sport preferito era il karate. Lo sta dimostrando giorno dopo giorno, gara dopo gara, riuscendo sempre a distinguersi al meglio e continuando ad affermarsi come orgoglio di Faggiano e della Puglia intera.