Via Sparano galleria d'arte con i telamoni dell'ex palazzo Dioguardi

  • In BARI
  • lun 21 Ottobre 2019
Via Sparano galleria d'arte con i telamoni dell'ex palazzo Dioguardi
(foto di Mario Brambilla)

Il sindaco Decaro avrebbe manifestato l'intenzione di appoggiare la proposta dell'associazione Murattiano

BARI - I telamoni che reggevano, seppur in maniera simbolica, il palazzo di Saverio Dioguardi nella piazza della Stazione centrale di Bari, allora piazza Roma (oggi piazza Aldo Moro), proprio dove ora sorge quella che è ridiventata la sede de "La Gazzetta del Mezzogiorno" ma in un palazzo più moderno, presto saranno esposti in via Sparano.

Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, si sarebbe dichiarato d'accordo alla proposta giunta nel 2016 dall'associazione Murattiano di Bari che allora chiese il rifacimento di via Sparano con la possibilità di recuperare gli uomini di cemento. della sede storica del giornale di Bari e deposti da anni nell'androne di Palazzo di Città, e di collocarli nella via restaurata per "sanare la ferita della distruzione dello storico palazzo di Saverio Dioguardi" la cui sommità era rappesentata da una cupola a forma di globo di vetro ed un faro. L'edificio oltre a quattro telamoni posti alle finestre del piano rialzato, era caratterizzato dalla presenza di due gigantesche cariatidi, per ricordare il mito di Atlante costretto da Zeus a tenere sulle spalle l'intera volta celeste. Tutto andò distrutto una notte del 1982, tranne tre telamoni, per far posto ad un palazzo moderno

Un atto, quello di esporre le statue salvate nella via centrale del 'cuore di Bari' che assumerebbe più di un significato. Innanzitutto il recupero di un pezzo di storia della città, quindi la possibilità di trasformare via Sparano in una galleria d'arte 'a cielo aperto' (questa idea da sempre l'abbiamo suggerita noi di Puglia positiva, ndr) e nel contempo dare un significativo sostegno al giornale della città che sta attraversando il momento più difficile della sua storia insieme con tutta la stampa nazionale.

I telamoni erano posti vicino ad alcune finestre, mentre le cariatidi erano alla porta di entrata del palazzo che fu inaugurato il 28 dicembre 1927. La loro realizzazione è attribuita, seppur non in maniera certa, allo scalpellino Gennaro Pepe che lavorava con l'architetto Dioguardi come decoratore dei palazzi da lui progettati. E' interessante anche sapere che le sculture sono citate in due libri: "L'onore e il silenzio", un giallo del magistrato pugliese Gianni Mattencini e "Castigo di Dio", un noir di Marcello Introna.
(Le immagini in allegato sono di Mario Brambilla, socio fondatore dell'associazione "Il murattiano" e che gentilmente ha concesso alla stampa di pubblicarle in maniera gratuita).