Per le Giornate Fai più di 20 luoghi aperti in Puglia

  • In BARI
  • mer 09 Ottobre 2019
Per le Giornate Fai più di 20 luoghi aperti in Puglia

Previsto pure un contest fotografico in omaggio ai 200 anni de “L’Infinito” di Leopardi

BARI - Tra i luoghi d’insolita bellezza, disseminati in tutta Italia, che apriranno le porte al pubblico in occasione delle “Giornate Fai d’autunno 2019”, giunta all’ottava edizione, ci saranno tanti speciali palazzi, chiese pugliesi e persino oasi naturali insieme con un contest fotografico aperto lo scorso 29 settembre. Oltre venti i luoghi da visitare in Puglia, tra cui c’è la chiesa di Santa Maria degli Angeli a Barletta, nota anche come “chiesa dei greci”.

Si tratta della magnifica testimonianza della presenza della comunità greca-ortodossa sul territorio. Le opere in essa conservate sono pregevoli, a cominciare delle icone despotiche dipinte da un importante artista cretese del Cinquecento fino alla bellissima iconostasi elevata su quattro registri ad un’altezza di dieci metri ed un’ampiezza di sei. Lo speciale monumento, tra l’altro recentemente restaurato dall’Amministrazione comunale, sarà aperto in via straordinaria, il 12 e 13 ottobre 2019 dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Ad accogliere i visitatori ci saranno, come “apprendisti Ciceroni”, studenti delle scuole di ogni ordine e grado che hanno scelto con i loro docenti di partecipare nell’anno scolastico a un progetto di cittadinanza attiva.

Nella vicina Margherita di Savoia è invece prevista l’apertura del Villaggio dei salinieri e di Torre Pietra, con punti di osservazione dell’avifauna ospitata nella riserva naturale, sarà inoltre offerta la possibilità di visitare il Museo Storico della Salina, unico nel suo genere in tutto il centro–meridione, con la mostra fotografica a tema allestita nel Palazzo di Città sui sistemi di produzione, confezionamento e trasporto del sale, a completamento delle stimolanti tappe delle “Giornate di autunno” in questa località.

Pure Marina di Ginosa sarà protagonista dell’appuntamento Fai con le 260 città in tutta Italia per offrire un week end dedicato alla bellezza, con oltre 700 luoghi del nostro Paese inaccessibili o poco valorizzati da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite. A Marina di Ginosa sarà possibile visitare uno dei polmoni verdi dell’arco ionico: la Pineta Regina di Marina di Ginosa. La Pineta Regina rientra nelle “Pinete dell’Arco Ionico”, vasta area naturale protetta, riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario (Sic) e Zona Speciale di Conservazione (Zsc). Il bosco è caratterizzato da "Pinus halepensis" di origine naturale e rimboschimenti risalenti alla bonifica del Metapontino. Sono presenti nuclei di pino d’Aleppo precedenti all’impianto del rimboschimento che confermano l’ipotesi di una presenza spontanea. La pineta è stata oggetto del pascolo per la fitta rete di tratturi e presenta manufatti a servizio della transumanza. Con un’escursione in quest’area naturale protetta, saranno approfondite diverse tematiche tipiche di questo habitat: la biodiversità vegetale e animale, i tratturi e la transumanza (l’ingresso per i visitatori è tra viale Virgilio e via Arno). Il 12 ottobre nelle vesti di “ciceroni” per le visite guidate (dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 17) da offrire ai visitatori ci saranno gli studenti dell’istituto “Leone” di Marina di Ginosa, mentre il 13 (dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 18) sono previste escursioni naturalistiche a cavallo nel Parco avventura e lungo l’arenile jonico in compagnia del personale dell’Accademia Equestre Family Horses.

Tra Giovinazzo e Terlizzi sarà possibile ammirare la chiesa di San Martino e la Villa dei Vescovi. ll complesso della chiesa con la villa dei Vescovi, noto come “San Martino al Piano” o “San Martino al Colle”, sorge sulla cosiddetta collina di San Martino, uno dei punti più alti, nel territorio compreso tra Giovinazzo, Bitonto, Terlizzi e Molfetta. La collina nel tempo è appartenuta, a eccezione di alcuni periodi, alla Mensa Vescovile di Giovinazzo e, grazie alle sue favorevoli condizioni, è stato luogo privilegiato per il soggiorno estivo dei vescovi. La fondazione della struttura è riconducibile con la realizzazione della torre longobarda del VI-VII secolo, successivamente ampliata per ospitare i pastori durante la transumanza. Nel 1553 il complesso, dopo un periodo di abbandono, fu recuperato dal vescovo spagnolo Briziano della Ribera, secondo un gusto tipico dei palazzi nobiliari cinquecenteschi. Nel 1999, dopo un lungo periodo di abbandono, il casale, proprietà della Diocesi, è stato acquistato da un privato il quale ha dato avvio ad interventi di restauro. A raccontare ai visitatori la storia di questo straordinario complesso edilizio saranno gli apprendisti “Ciceroni” del liceo classico e scientifico Matteo Spinelli di Giovinazzo, dalle ore 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30 del 12 ottobre, e dalle 10 alle 17.30 del 13 ottobre.


Molfetta si apriranno le porte del Convento dei Cappuccini e della chiesa del SS. Crocifisso edificati tra il 1571 e il 1575. La chiesa è composta dalla navata centrale e dalla navatella posta a sinistra, a cui si aggiunsero nel corso del 1600 un chiostro quadrato con pozzo centrale sul lato sinistro, e la navatella di destra. I preziosi stucchi che decorano l’interno sono di epoca barocca. Dell’originale altare maggiore seicentesco rimane solo il tabernacolo a forma di tempietto di stile barocco in marmi policromi e madreperle in stile fiorentino. Dietro l’altare, la grande tela della Crocifissione fu commissionata nel 1682 dalla famiglia Cucumazzo a cui è appoggiato un grande crocifisso ligneo. Sulle pareti laterali del presbiterio, sotto le finestre-gelosie, sono collocati sei ovali che rappresentano i dottori della chiesa mentre all’originario affresco della volta, dipinto nel 1759 da Vito Calò, fu sovrapposta nel 1942 la tela del molfettese Luigi Patimo. Per il convento i lavori proseguirono fino al 1617. I pochi locali che componevano il convento erano posti ai lati del presbiterio della chiesa che fu costruita contemporaneamente. Alle spalle dell’altare maggiore c’era il coro, e alla sinistra del coro c’era la sacrestia. Da un piccolo vano posto a sinistra della sacrestia, una piccola scala in pietra conduceva al piano superiore che si sviluppava esattamente sopra i locali sottostanti della sacrestia e del coro, dove era ubicato il dormitorio dei frati. La visita guidata sarà a cura degli alunni del liceo classico "Leonardo da Vinci" di Molfetta dalle ore 9 alle 18.30 del 12 ottobre e dalle ore 9 alle 11 e dalle 12 alle 18.30 del 13 ottobre.

Per tutte le visite non è previsto un biglietto di ingresso ma i volontari Fai chiederanno un’offerta libera come raccolta fondi per continuare nel conseguimento della missione della fondazione stessa, quella della tutela e della salvaguardia del patrimonio d’arte e della natura. Sono infatti previsti gli allestimenti di punti di accoglienza dove turisti e visitatori potranno tesserarsi al Fai (Fondo ambiente italiano) e partecipare alla raccolta fondi facoltativa per la valorizzazione del patrimonio culturale.

Per conoscere ulteriori monumenti architettonici e ambienti naturali da visitare in Puglia (in totale sono 23 con i due della provincia Bat) si consiglia la consultazione delle pagine online "Giornate Fai" e "Fondo ambiente". Dieci sono nella provincia di Bari, tra cui: ad Altamura Casale Cagnazzi, a Bari la caserma “Chiaffredo Bergia” (sede del Comando provinciale dei Carabinieri) e a Conversano la Chiesa di Santa Caterina; due nel Brindisino: a Brindisi Palazzo Montenegro e a Ostuni la cripta basiliana di Santa Maria della Nova; tre nella provincia di Foggia: a Castelluccio Val Maggiore il Museo della Valle del Celone, a Mattinata la Farmacia Sansone e la Necropoli Daunia di Monte Saraceno; tre a Lecce: l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, il Tempio di Tancredi e il Museo Ebraico “Jewish Museum” tutti a Lecce; altri tre nella provincia di Taranto: oltre alla Pineta a Ginosa Marina, pure gli ipogei di Palazzo Spartera e quello di Palazzo Stola entrambi a Taranto.

Per partecipare al contest su Instagram basterà invece postare una immagine di un luogo che come l’“ermo colle” di Giacomo Leopardi (di cui ricorrono i duecento anni de“L’Infinito”) ci piace per meditare, per ritrovarsi soli con sé stessi, dove si pensa e si riflette, e soprattutto in cui ci piace tornare per sentirsi parte dell’Universo. Occorre inserire nei post i tag #giornatefai #fainfinito @fondoambiente. I vincitori saranno premiati entro il 31 ottobre 2019 da una giuria che valuterà le immagini per la resa estetica, la capacità narrativa e l’originalità dello scatto.