La ginosina Dalila Recchia premiata come miglior designer a Milano

La ginosina Dalila Recchia premiata come miglior designer a Milano

In occasione della Fashion Week di MadMood, la stilista si è fata notare alla sua prima sfilata

GINOSA - La giovanissima stilista ginosina Dalila Recchia è stata premiata come miglior designer alla Milano Fashion Week in occasione della sesta edizione dell'evento organizzato da MadMood che ha avuto come ospiti d'eccezione Valeria Marini e Luna Berlusconi.

La moda milanese ha festeggiato il mezzo secolo di attività di Assomoda e ha rilanciato con forza la donna “curvy” per le collezioni Donna Primavera/Estate 2020, in occasione dell’evento a Palazzo dei Giureconsulti.

Dalila Recchia, in arte Dalì, ha ricevuto il premio come miglior designer direttamente dalle mani del presidente onorario della Camera della Moda Italiana, Mario Boselli. Autrice della collezione Psicosoma, la stilista ginosina rappresenta un ritorno alla moda essenziale, senza maschere o eccessi. Poco più che ventenne, Dalila Recchia, è nata ad Acquaviva delle Fonti ma ha vissuto a Ginosa mentre a Laterza ha frequentato il liceo scientifico fino al suo trasferimento a Napoli, dove ha completato gli studi, solo qualche mese fa, come fashion designer all’Accademia Iuad. L’amore per le stoffe e gli abiti lo ha dimostrato sin da bambina nel laboratorio di sua mamma dove spesso passava i suoi pomeriggi. Oggi è una stilista rinominata tra le eccellenze pugliesi e nazionali per il confezionamento di abiti da sposa. La sua prima collezione l’ha inaugurata proprio in questa occasione.

«Vestiamoci della nostra pelle, svestiamoci dalle maschere, mettiamo in risalto i nostri difetti, esploriamo la nostra mente, curiamo l'interno per fare in modo che l'esterno sia solo un riflesso – afferma la giovane e promettente stilista – Mostriamoci per come siamo non soffermiamoci mai sull'apparenza, cerchiamo di cogliere l'essenza. Non pensate mai ad un vestito, ad un'opera o ad una creazione come qualcosa di bello o di brutto, pensate piuttosto al motivo per il quale è stata fatta, cosa ha voluto comunicare e trasmettere. Non pensate all'esterno, cercate di capire cosa c'è all'interno. Vestitevi per trasmettere e non per apparire, non modificatevi per gli altri ma mostratevi come voi stessi. Vestitevi dei vostri dettagli, delle vostre ‘imperfezioni’, della vostra pelle e del vostro corpo e vedrete come l'esterno sarà semplicemente il riflesso dell'interno. Io sono un corpo e il corpo è il mio vestito più bello».

“Psicosoma” mette, infatti, in relazione la mente e il corpo nella loro influenza reciproca, mettendo a nudo la donna pur vestendola: la stilista denuda così la sua anima e lo fa coprendo lembi di pelle con lembi di stoffa.