Per il futuro lavorativo degli studenti progetto degli insegnanti

  • In FOGGIA
  • ven 07 Giugno 2019
Per il futuro lavorativo degli studenti progetto degli insegnanti

Al Poerio, con l’aiuto di Erasmus+K42 e scambi culturali, ma soprattutto ricerche e visite ad imprese europee

FOGGIA - Può una vacanza-studio trasformarsi in una ricerca finalizzata a comprendere le opportunità di un territorio e ‘carpire’ il meglio per portarlo nella terra d’origine come esempio da imitare? La risposta affermativa giunge dal progetto elaborato da due docenti del liceo “Carolina Poerio” di Foggia che si sono chieste “come mai in Italia non c’è lavoro e in altri Paesi europei sì?”. La risposta è che bisogna conoscere bene più di una lingua straniera e approfondire l’orientamento nel mondo del lavoro.

Le insegnanti in questione sono le professoresse Enza Bortone, insegnante di inglese, e Monica Trifiletti, insegnante di tedesco, hanno quindi elaborato un progetto ad hoc con la finalità di poter far migliorare agli alunni la conoscenza delle lingue straniere e offrire sbocchi occupazionali all’estero e in Capitanata. Venti studenti del liceo “Poerio” sono quindi stati impegnati in un progetto Erasmus + KA2 con Francia, Germania e Polonia. L’iniziativa prevede la mobilità, che la scuola del capoluogo attua con riscontri più che positivi in diverse modalità da anni, infatti, le due insegnanti hanno predisposto un programma di scambi con Germania (nazione capofila), Francia, Polonia, e, ovviamente, Italia, che includa anche visite ad imprese e ad uffici di collocamento locali in modo che gli studenti interagiscano direttamente con quella che è la reale richiesta del mercato del lavoro attraverso sondaggi e ricerche per comprendere il mondo del lavoro e le prospettive future anche nel proprio territorio attraverso la conoscenza delle realtà aziendali con rapporti internazionali.

Un valore aggiunto che si sta rivelando di grande successo, con soddisfazione di educatori e sopratutto di allievi, che tornano dall’esperienza all’estero con un ricco bagaglio di conoscenze e ancora più motivati, nonché più preparati nelle lingue straniere e con maggiori capacità comunicative.

Il progetto è un Erasmus + KA2, finanziato quindi con fondi europei, e si intitola “Preparation of young people for work - Préparation des jeunes au travail”, poiché mira a favorire “esperienze di osservazione del mondo del lavoro, a far immergere gli studenti in ambienti internazionali e a perfezionare le lingue”.

A partecipare per primi al progetto sono stati venti alunni delle classe terze A e B Esabac dell’indirizzo linguistico del “Poerio” che hanno chiesto di prendere parte a questo tipo di mobilità. L’Esabac è il programma di formazione che consente alla fine del quinquennio di conseguire due diplomi: italiano e francese. Tuttavia, il lavoro svolto dalla fine del 2018 ha coinvolto non solo il resto delle loro classi ma l’intero territorio, poiché gli studenti hanno realizzato prima un accurato sondaggio all’interno del loro liceo per delineare quali sono le facoltà universitarie a cui si iscriveranno i compagni e quali i lavori a cui ambiscono e poi un’indagine sull’offerta lavorativa in Capitanata e su quali attività imprenditoriali vi operano. Una ricerca svolta anche dai loro omologhi polacchi, tedeschi e francesi e i cui dati sono condivisi nell’ambito di questo Erasmus + con lo scopo di far ricadere sul maggior numero di persone l’esperienza nel suo insieme.

I primi sei liceali sono partiti per la Polonia nel dicembre scorso. Ospitati presso famiglie del posto e divisi dai connazionali per facilitare l’interazione linguistica, nella città di Ketryzjn i ragazzi foggiani hanno potuto sperimentare la vita scolastica dei loro coetanei, partecipare alla visita didattica alla “Tana del Lupo” di Hitler, ma anche ad aziende del territorio, come la Philips, una fabbrica di miele, una di oggetti natalizi e l’ufficio di collocamento.

“Abbiamo scoperto una Polonia in forte crescita, con una percentuale di disoccupazione inferiore alla nostra e che lì, nell’area in cui siamo stati, al confine con la Russia, quello della guardia di frontiera è un lavoro molto gettonato”, raccontano Emanuela Cornacchia e Christian Tartaglia, due degli studenti italiani.

Lo stesso schema è stato seguito nella permanenza a Marsiglia, da altri sei ragazzi che qui hanno visitato, tra le altre, pure un’azienda che si occupa di energie rinnovabili. Anche in Francia c’è stato un incontro collettivo in cui sono stati condivisi i dati sulle prospettive occupazionali, e nell’occasione due studentesse del “Poerio” si sono messe in evidenza dovendosi improvvisare interpreti dal francese all’inglese a beneficio della platea. “Abbiamo preso consapevolezza per la prima volta delle nostre reali conoscenze, perché un conto è studiare le lingue straniere e un’altra è l’applicazione pratica”, riferisce Lucrezia Grimaldi.

Dall’esperienza del liceo Poerio viene fuori non solo che l’Italia è una meta molto ambita, ma anche che i giovani italiani sono richiestissimi all’estero per la loro preparazione e per le capacità comunicative. Per cui non trovano alcun riscontro quei luoghi comuni che li vorrebbero poco ferrati nelle lingue straniere, anzi. “Proprio le mobilità attuate dal Poerio, un liceo particolarmente aperto a questo tipo di attività di scambio grazie alla dirigente Enza Caldarella, ci confermano che gli allievi della scuola italiana in generale, che è ancora ottima, sono ammirati ovunque e rappresentano brillantemente la loro nazione nei vari contesti”, sottolineano le due professoresse.

A settembre 2019 altri otto ragazzi andranno in Germania e poi a dicembre lo stesso schema sarà ripetuto a Foggia, quando arriveranno circa una trentina di stranieri. Per tutti i partecipanti si è trattato di un utile esperienza per un confronto con chi “opera quotidianamente a livello internazionale con gli altri Stati”. A maggio scorso 8 studenti sono stati ospitati in una azienda di Foggia, unica realtà al mondo ad assemblare le parti mobili di coda e gli alettoni dei programmi Boeing 767 e KC-46 Tanker. Qui i ragazzi hanno compreso “che padroneggiare lingue veicolari come l’inglese e il francese non è tutto, bisogna conoscerne molte altre, poiché è solo con esse che si possono instaurare interazioni di livello più elevato con partner commerciali o collaboratori esteri”.


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