La bottiglia scomponibile e l’etichetta parlante ‘made in Puglia’

La bottiglia scomponibile e l’etichetta parlante ‘made in Puglia’

Sono le innovazioni portate dalla Puglia al Vinitaly da due aziende del Salento

BRIINDISI - Una bottiglia di vino trasformabile in tre bottiglie da 25 cl ovvero una bottiglia ‘combo’, componibile poiché impilabile, insime con l’etichetta parlante sono le innovazioni ‘made in Puglia’ che stanno attirando attenzione e curiosità al Vinitaly. In mostra nello spazio Coldiretti ‘try win’, questo il nome dell’innovativa bottiglia è stata ideata dalla società vinicola “Otri del Salento” di San Pancrazio Salentino (Brindisi). La bottiglia scomponibile contiene in tutto 75 cl di vino di tre diversi tipi suddivisi in mini bottiglie di vetro da 25 centilitri che, messe ad incastro una sull’altra, formano un'unica bottiglia con tre etichette.

A brevettare l’idea è il più giovane socio dell'azienda, Ivan Conte, 28 anni, che “con questa bottiglia brevettata in tutto il mondo, ha conquistato il mercato cinese- racconta il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, alla guida delle cantine di Coldiretti Puglia presenti al Vinitaly - E’ grazie a produttori geniali e intraprendenti che la Puglia è diventata la capofila di questo “rinascimento del vino”. Le scelte delle aziende, molte delle quali giovani, per i nuovi impianti riflettono il profondo cambiamento nei consumi, con il ritorno dei vini autoctoni che nel giro di qualche anno hanno scalzato quelli internazionali nelle preferenze di consumo degli italiani”.

Sempre dal Salento arriva la “etichetta parlante”, messa a punto dalla cantina Feudi di Guagnano per la nuova linea di vini Terramare (Negroamaro, Primitivo, Rosato da Negroamaro e Fiano). Le nuove etichette contengono nella parte laterale un QrCode (codice a barre bidimensionale) che, inquadrato con un normale smartphone, restituisce un breve video con protagonista una sommelier che racconta, degustandolo, le caratteristiche organolettiche del vino consigliando, al contempo, il giusto abbinamento con il cibo. Colore, profumo e provenienza di ciò che si beve sarà a portata di telefonino anche per ipovedenti e non udenti.

“La rintracciabilità ed i marchi, peraltro, non sono meri principi teorici e filosofici – continua il presidente Cantele - piuttosto valori economici che le imprese agricole e l’intero territorio di produzione devono recuperare”. Ad oggi sono 6 le Igt (Indicazioni Geografiche Tipiche) Tarantino , Valle d’Itria, Salento, Murgia, Daunia e Puglia e 28 i vini pugliesi Doc (Denominazione di Origine Controllata) che detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato – aggiunge Coldiretti Puglia - a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato. “Ed i risultati della scelta di qualità degli imprenditori agricoli pugliesi – conclude il presidente Cantele - non hanno tardato a farsi vedere, considerato che è aumentata del 37% la produzione Doc e Docg”.