Sagra di S. Giuseppe novità e tradizioni a partire da "Uomini di pane"

  • In LECCE
  • mer 13 Marzo 2019
Sagra di S. Giuseppe novità e tradizioni a partire da
Alcune delle opere realizzate da Matteo Lucca per la mostra

Con la mostra d'arte, focara, pietanze locali a base di farine antiche, festa, processione e cibo di qualità

SAN CASSIANO - La comunità di San Cassiano, da due anni coinvolta nel progetto “Ruralia” con i temi della sostenibilità, della valorizzazione del territorio e dell’agricoltura multifunzionale, il 15 e il 16 marzo 2019 vedrà giungere al culmine i riti della festa di San Giuseppe iniziati i primi di marzo.

La festa dedicata al Santo protettore dei falegnami è qui molto sentita tanto da essere festeggiata con una sagra che quest’anno vedrà la 43ª edizione, in cui ai piedi della ‘focara’, il grande falò di fascine che nella tradizione contadina lega la fine dell’inverno e l’inizio della primavera con la bruciatura dei rami secchi e potati, si degusteranno i piatti della tradizione. La festa valorizza i prodotti agroalimentari del territorio.

La festa della tradizione popolare, nell’ambito del progetto “Ruralia” nato per sostenere l’identità rurale delle feste popolari dei comuni del Parco Paduli, riscopre i valori originari e costruisce nuovi percorsi a sostegno del cibo di qualità. Ed infatti la festa di San Giuseppe è caratterizzata dall’ingrediente principale che è il grano, il prezioso componente trasformato in farina per la realizzazione del tradizionale il pane di San Giuseppe ed altri prodotti. La scelta di quest’anno è stata di tornare a utilizzare i grani antichi locali, coltivati nelle campagne vicine al paese e trasformati in farina nel Mulino di Comunità di Castiglione d’Otranto della cooperativa Casa delle AgriCulture. I prescelti sono stati il grano “Saragolla” per la massa e il pane di San Giuseppe, il grano Maiorca per le zeppole e il “Senatore Cappelli” per il grano “stumpatu”, il tradizionale piatto del grano schiacciato.

La sagra è fortemente legata alla terra per cui diventa l’occasione per riflettere sui temi della sostenibilità, della sovranità e sicurezza alimentare, e sull’accessibilità al cibo di qualità. Il 15 marzo è il giorno del preludio e inizia alle ore 17 con un incontro pubblico dal titolo “Quando una festa rurale diventa un modello di auto-produzione e sostenibilità agroalimentare di qualità”, a seguire l’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea “AISH Pane e Vita. Gli uomini di pane di Matteo Lucca” (di cui accanto è pubblicata una foto) nel museo Miab, e la performance teatrale “Il cibo nell’anima” di e con Stefania Semeraro presso la chiesa rupestre Madonna della Consolazione. La mostra sarà inaugurata alle ore 18.30 (l’esposizione sarà aperta al pubblico sino al 15 maggio 2019, il 15 marzo dalle ore 18.30 alle 22, il 16 dalle ore 18 alle 22 e in tutti gli altri giorni su prenotazione telefonando al 377.5341053) e come lo spettacolo teatrale ha come tema il pane da sempre simbolo di nutrimento e di condivisione. Ma il pane, pur essendo il risultato della stessa alchimia di elementi: acqua, grano, terra e fuoco, può prendere diverse forme, come i corpi di uomini creati da Matteo Lucca, per indagare attraverso l’arte contemporanea il complesso rapporto tra il cibo e l’evoluzione fisica e sociale di una comunità. Nel titolo della mostra c’è anche il termine arabo “Aish” che significa pane e vita.

Il 16 marzo è il giorno della Sagra di San Giuseppe che si animerà dalle ore 16 con la visita guidata “a piedi tra i beni culturali di San Cassiano”, la Santa Messa, a seguire l’accensione della Focara che dà il via all’apertura degli stand gastronomici, dove si degustano le pietanze della tradizione mentre la festa si anima con lo spettacolo di Antonio Castrignanò feat Sud Sound System.

Per l’intera giornata, presso il Municipio, sarà allestita la Tavola di San Giuseppe a cura dei bambini della scuola dell’Infanzia di San Cassiano. Ma durante il corso della giornata ci saranno una serie di altri eventi: dagli Sbandieratori di Oria rione Lama, alla processione per la traslazione della statua del Santo nella chiesa matrice di San Leonardo, al mercatino agricolo, alla benedizione della tavola di San Giuseppe, allo spettacolo pirotecnico sino alla musica.

La festa è un evento culturale costruito grazie al sapiente lavoro e al contributo dell’intera comunità. Nasce da un impegno lungo e metodico, in un affascinante connubio tra religiosità, devozione popolare e amore per la terra. Tutti i residenti non mancano mai al tradizionale appuntamento della “questua” quando si raccolgono di casa in casa i doni della comunità. Un atto di pura generosità, nello spirito della festa che vede il cibo come dono. Il paese partecipa così a un rito collettivo, che rafforza i legami e il senso di comunità, nel nome della devozione per il Santo.