Prelevati i due angeli e lo stemma dalla facciata del Teatro “Curci”

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  • mer 06 Febbraio 2019
Prelevati i due angeli e lo stemma dalla facciata del Teatro “Curci”

Sono stati messi in sicurezza per valutarne il restauro con la Soprintendenza

BARLETTA - La scultura, costituita da due angeli e lo stemma della città, presente sulla facciata del teatro “Curci” di Barletta, è stata prelevata per salvaguardare la stessa da una possibile rovinosa caduta e per poterne meglio studiare il possibile restauro.

Trovato diviso in più parti, tutte prelevate e messe in sicurezza con la speranza di poterle presto restaurare, il gruppo scultoreo abbelliva la facciata del Teatro, edificato tra il 1868 e il 1872 ad opera dell’architetto Federico Santacroce, mentre la parte decorativa interna ed esterna fu affidata a Raffaele Affaitati, quella degli affreschi interni al pittore barlettano Giambattista Calò. A preoccupare era soprattutto la parte superiore esterna ridotta ad un degrado piuttosto avanzato ed in particolare l’intera scultura, collocata sulla facciata del teatro “Curci”, sul prospetto dell’edificio sovrastante la galleria, ridotta oramai in più parti, si trovava sulla parte interna del cornicione che cinge il terrazzo del teatro. Problema che stando a testimonianze scritte si era già rivelato più volte in decenni precedenti.


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Alcune delle decorazioni esterne risalirebbero al 1906 quando si effettuarono stucchi, per primi restauri, nella parte superiore del prospetto principale e furono collocati i busti in terracotta. Mentre del gruppo scultoreo si sa che è fu realizzato in pietra di Carovigno dallo scultore Nicola Bassi di Trani. Altri interventi furono effettuati nel 1960, anno in cui le statue del prospetto furono rimosse per la presenza di lesioni, e uno più consistente ne 1973, mentre altri hanno riguardato solo l’interno nei decenni successivi.

Il pregevole edificio Ottocentesco costituisce un ‘gioiello’ di architettura teatrale, tra l’altro si trova nel cuore dell’antica città di Barletta, per cui il sindaco Cosimo Cannito ha disposto l’intervento effettuato dalla ditta Mastropasqua che ha messo a disposizione del Comune una macchina e i suoi addetti e, con l’ausilio della Polizia municipale, una speciale gru telecomandata e guidata da terra e dall’alto, con un braccio che si è allungato fino al piano dove era collocata la scultura, ha recuperato le singole parti, i due angeli, lo stemma spaccato a sua volta in due e altri pezzi più piccoli. Ogni singola parte è stata avvolta con delle cinghie e collocata su pedane di legno, per poi essere sistemata al sicuro e al chiuso.

“E’ intenzione di questa Amministrazione comunale recuperare questo patrimonio storico e artistico – ha detto il sindaco Cannito - perché la cittadinanza, e non solo, ne sia a conoscenza. Quelle statue sono state esposte per decenni alle intemperie e al degrado ma, se pure malconce, hanno resistito. Ora con la Soprintendenza ne valuteremo lo stato, il tipo di restauro necessario e la giusta e degna collocazione”.

Per chi volesse scoprire di più su questa opera architettonica: nel volume “Il teatro di Barletta e il suo restauro”, a cura dell’architetto Mauro Civita, c’è una fotografia della scultura, a quel tempo collocata sul prospetto del teatro, sopra la galleria, scattata nel 1936. In una pubblicazione più recente, “Il teatro comunale “Curci” di Barletta, storia e restauro” (2008) di Duilio Maglio, edito da Rotas, l’autore fa risalire la rimozione del blocco di statue dal prospetto fra il 1960 e il 1965, a causa di lesioni al loggiato sovrastante la galleria. Della scultura si legge anche nel volume “Lo stemma della città di Barletta” (2004) di Giuseppe Doronzo (2004), riferisce sempre Maglio nel suo libro, ed è scritto che si tratta di un gruppo scultoreo in pietra di Carovigno eseguito dallo scultore Nicola Bassi di Trani.