Tra i banchi di scuola uno speciale amico ‘a quattro zampe’

Tra i banchi di scuola uno speciale amico ‘a quattro zampe’

Con un progetto sperimentale si cercherà di fare emergere le emotività represse per imparare a governarle

LIZZANO - Da qualche settimana, nell’istituto comprensivo “Alessandro Manzoni” di Lizzano, gli alunni di alcune classi condividono le ore di lezione con un particolare ospite: Frida. Una bellissima e tenerissima meticcia color golden, addestrata, e accompagnata da due operatori-educatori. Mentre i ragazzi seguono le lezioni, Frida si accuccia ora accanto ad uno ora ad un altro, se non al docente. Si fa accarezzare prima di un’interrogazione, ma è soprattutto al suo arrivo che l’intera classe l’accoglie in maniera più sentita emotivamente. Ed è proprio sulle emozioni che questo interessante esperimento si basa.

Frida, oltre alla capacità indotta di ‘effetto calmante’, ha il compito di fare emergere le emotività represse sia degli studenti che dei docenti allo scopo di avviare relazioni sociali positive tra docente e alunno, e tra i vari alunni che imparano a fare gruppo. Con l’aiuto di educatori docenti e studenti impareranno a riconoscere le emozioni e a controllarle soprattutto se negative, come ad esempio la rabbia. Lo speciale amico “a quattro zampe” diventa canale di comunicazione non verbale, in quanto soprattutto i bambini, ma lo fanno pure gli adulti, nel cane identificano e proiettano le loro emozioni quali ansie, paure, frustrazioni, rendendo l’animale di cui imparano a fidarsi l’estensione del proprio “Io”. Il cane viene ‘vissuto’ in chiave positiva e aiuta gli studenti a comprendere il ‘diverso’ e a realizzare rapporti sociali e soprattutto ad auto-conoscersi meglio così come a mostrare, senza che se ne rendano conto, quello che racchiudono in sé stessi. E che gli insegnanti dovranno saper cogliere per migliorare i rapporti con i loro studenti nonché le loro potenzialità. Una catena di emozioni e di situazioni che faciliterà la capacità di immedesimarsi più facilmente nelle situazioni vissute da un proprio compagno e verso il quale diventeranno protettivi e disponibili a dare un aiuto spontaneo, persino verso chi solitamente emarginano. Per cui il bambino disabile sarà visto come un coetaneo al pari di chi ha paura di essere morso e quindi come persona da aiutare, il bambino iperattivo troverà un compagno che riuscirà a dargli la giusta ‘dose’ di tranquillità facendosi abbracciare e accarezzare.


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Ma perché un cane? Si chiederà qualcuno. Perché un animale non giudica, non critica, non parla, ascolta e manifesta con semplicità (scodinzolii, piccoli guaiti o leccamenti) e soprattutto non fa differenze tra uno o l’altro per come si veste o parla o che aspetto ha, non ha pregiudizio alcuno. Il cane, in questo caso Frida, diventa il mediatore emozionale e facilitatore di comunicazione e di relazioni positive. Tutto questo per tre ore continuate, una volta alla settimana, viene garantito nelle prime classi dell’istituto “Manzoni” di Lizzano dove è partito il progetto sperimentale di Didattica Assista con animali con l’associazione “Bambinibambù” di Taranto la cui presidente è la pedagogista Immacolata Francesca Scazzi, presente nelle aule con Frida insieme con la coadiutrice Emanuela Luperto proprietaria del cane, mentre coordinatore del progetto è Francesco Paolo Romeo, pedagogista, psicologo clinico e giudice onorario al Tribunale per i minorenni di Taranto, nonchè docente di didattica generale all’Università telematica “Pegaso”.

Nato come pedagogista e formatore, il dottor Romeo ha approfondito in seguito, con uno sguardo clinico, la dimensione emotiva dei ragazzi in diversi contesti, oltre che nei vari gradi scolastici in particolare nel Tribunale per i minorenni che è un contenitore di storie particolari per problematiche e difficoltà varie. “Questo progetto – spiega il dottor Romeo a Puglia positiva - prevede la misurazione e lo studio della competenza emotiva, sino alla fine dell’anno scolastico. Attraverso osservazioni, test e documentazioni prodotte valuteremo i risultati e i miglioramenti che sin dal primo contatto con Frida sono già stati notati pur essendo ancora in una fase di familiarizzazione. Nell’insegnamento da sempre si è puntato sul cognitivo e il metacognitivo, ovvero alla consapevolezza di un individuo delle propria capacità e dei processi di conoscenza. Una pratica che ha portato sempre più a mettere da parte la dimensione emotiva su cui invece ora si punta”.

Accade quindi che educatori e insegnanti più attenti e più propensi alle novità in tema di metodi di insegnamento, si sono accorti che la “scuola non si accorge della vita interiore degli studenti” che purtroppo va di pari passo con “la grandissima fragilità degli studenti”. La scuola deve tornare ad avere al centro dell’attenzione l’alunno, come pedagogisti storici raccomandavano, e non il programma delle singole materie piuttosto che l’apparire e cercare di ‘sfornare’ geni a tutti i costi. Il dottor Romeo, a riguardo, ha colto vari segnali: “in tanti insegnanti c’è l’idea di evitare l’ostacolo e di investire sempre sul cognitivo, questo sta facendo diventare ancora più preoccupante la fragilità degli alunni che poi vediamo nella società ed in altre manifestazioni come diagnosi di disturbo positivo provocatorio, iperattività, deficit di attenzione e lo stesso bullismo. Tutte situazioni che in realtà sono ricerca di qualcuno che finalmente riesca a tenere a mente questi ragazzi. C’è una liquidità di relazioni, come diceva Bauman, da cui è nata la crisi educativa di questo tempo che non ha precedenti”. Gli stessi genitori sono sempre più distratti da altro, come il lavoro, la propria professione, “non ci sono come bussole interiori dei loro figli. non sono più visti come punti fermi di riferimento e questa crisi si riversa sulla nuova generazione che sceglie strade diverse per superare questa crisi arrivando alle dipendenze (internet, cantanti, superalcolici, droga, gioco d’azzardo e altro) alla ricerca di altri modelli di vita. Nei giovani è normale una sana fragilità, la vulnerabilità, ma ad un certo punto della vita adolescenziale, questa può diventare molto pericolosa se non trova ‘bussole’ giuste. Il bullismo, me ne occupo in maniera sistemica – aggiunge il dottor Romeo - giro le scuole per lavorare su questo tema, dal punto di vista clinico è una richiesta estrema di aiuto, di chi vuol essere tenuto a mente, essere considerato per quelle che sono le proprie emozioni e i propri progetti di vita. Oggi c’è una svalutazione emotiva, un iperinvestimento sulla parte cognitiva. Oggi troviamo ragazzi super informati e preparati ma che non sanno affrontare le difficoltà anche più semplici come può essere, ad esempio la non accettazione di un brutto voto”.

La soluzione a questa crisi educativa, come la definiscono gli esperti, sta nel “sospendere l’attenzione alla prova di apprendimento, al risultato dell’interrogazione e dedicarsi principalmente a quello che un bambino o un ragazzo prova dal punto di vista emotivo, che è una competenza emotiva che è legata alla competenza narrativa cioè all’utilizzo della parola come strumento per progettare il futuro”. Ai bambini e ai ragazzi oggi va insegnato, continua il dottor Romeo, a “sentire quello che provano dentro, ad esprimerlo, a spiegarlo e quindi a governarlo. Da una incompetenza emotiva deriva una incompetenza narrativa, per cui non riescono a parlare di sé stessi, e questo ha una ricaduta anche sulla parte apprenditiva. La chiave di tutto è quella di lavorare sulla parte emotiva per migliorare anche la parte cognitiva. Ci sono studenti che non fanno nemmeno emergere le paure, per esempio perché potrebbe essere motivo di vergogna con i coetanei, con un cane riusciamo a stemperare quelle che sono le emozioni negative e a far emergere quelle positive. Ed è curioso il fatto che il progetto sta funzionando per studenti e insegnanti, ad esempio per coloro che sono un po’ rigidi da un punto di vista affettivo e che in questo modo, sempre con la presenza del cane, possono curare molto la dimensione relazionale della didattica, perché la didattica essendo un processo di insegnamento ma anche di apprendimento può fare apprendere agli insegnati una gestione più emotiva della classe”.

Il progetto “Didattica assistita con animali” è stato reso possibile con il bando regionale “Facciamo scuola” finanziato con la rinuncia delle indennità e dei rimborsi da parte dei consiglieri del M5S della Regione Puglia per migliorare le scuole pubbliche. Lo scopo del progetto, primo del genere in Puglia e forse anche in Italia, è quello di consentire alla pedagogista e alla coadiutrice di diventare ‘dispositivo’ di tipo didattico-pedagogico per migliorare la competenza emotiva e di conseguenza anche quella cognitiva e metacognitiva per una scuola che deve e può cambiare in meglio in favore degli studenti di ogni età.

L’iniziativa appena avviata ha già fatto registrare importanti risultati. Il primo è il rispetto che da subito hanno dimostrato i ragazzi per l’ospite. Il cane ha necessità di stare in una stanza tranquilla, con la presenza poi di oltre 20 ragazzi l’esigenza aumenta. E da subito gli studenti hanno rispettato questa piccola ‘regola’ insieme con il fatto che invece di battere le mani rumorosamente si muovono le mani in alto a ventaglio, come fanno i sordomuti, per non creare rumori improvvisi che potrebbero agitare l’ospite. Si è poi aggiunta l’attenzione al rispetto dell’ambiente per cui non si deve gettare nulla a terra perché l’amico a ‘quattro zampe’ potrebbe inghiottirlo. I ragazzi si mostrano da subito diligenti e ottimi padroni di ‘casa’. I ragazzi dopo la fase di normale emozione, entusiasmo e conoscenza, iniziano a raccontare loro stessi e il vissuto familiare, e si spera di poter far emerge problematiche importanti laddove ci fossero. Con la presenza di Frida nelle ore di italiano, storia e geografia, materie che presuppongono più competenza di tipo narrativo e risultano essere le migliori per il progetto, si cerca di associare il racconto delle emozioni per migliorare anche la capacità di eloquio dei ragazzi, e questo connubio di capacità insegnamento è il dispositivo della didattica assistita con gli animali.

Anna Caiati