Straordinario intervento con asportazione di polmone al “Fazzi”

  • In LECCE
  • ven 18 Gennaio 2019
Straordinario intervento con asportazione di polmone al “Fazzi”

L’équipe del professor Gaetano Di Rienzo ha adottato una tecnica usata raramente in tutto il mondo

LECCE - Senza segare le costole, ma con una doppio incisione, una di quattro centimetri e una di due, è stato asportato un intero polmone ad un paziente dall’équipe di Chirurgia Toracica dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Lo straordinario intervento chirurgico è stato eseguito con una tecnica mini-invasiva dall’equipe diretta dal professor Gaetano Di Rienzo su una paziente di 73 anni.

L’eccezionalità è data da diversi aspetti. Primo fra tutti perché è la prima operazione del genere eseguita nel Centro-Sud Italia e che tra l’altro viene eseguita raramente in tutto il mondo, e poi perché non è stato aperto il torace e, nonostante la piccola incisione, non è stato utilizzato il divaricatore. L’operazione chirurgica di pneumonectomia mini-invasiva si è resa necessaria per la presenza di una neoplasia del lobo inferiore del polmone sinistro con infiltrazione per contiguità del lobo superiore, per cui era necessaria la radicalità oncologica, vale a dire che la rimozione completa del tumore con margini liberi da neoplasia, era ottenibile solo asportando l’intero polmone.


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E così il professor Di Rienzo coadiuvato dai dottori Camillo Lopez e Gaetano Greco, l’anestesista dottoressa Paola Torsello, l’infermiere anestesista Stefano Perrone, e gli infermieri Alessandra Erroi, Barbara Mongelli e Edelweiss Gaetani, ha applicato l’innovativa tecnica con l’aiuto della videotoracoscopia. Senza apertura del torace è divaricatore costale, inserendo gli appositi strumenti attraverso gli spazi intercostali corrispondenti alle due incisioni cutanee e con visione operativa al monitor.

L’uso di una tecnologia avanzata (suturatrici robotizzate) ha consentito un approccio sicuro alla sezione/sutura dei grossi vasi polmonari (vena polmonare inferiore, vena polmonare superiore e arteria polmonare principale) e del bronco principale, il tutto attraverso le due minuscole incisioni. Queste ultime, nonostante la dimensione ridotta, sono sufficienti per ruotare all’interno del torace le suturatrici robotizzate in modo da avvolgere completamente i vasi e il bronco che devono essere contemporaneamente sezionati e suturati in maniera perfetta.

A fine intervento il polmone, avvolto in una sacca impermeabile, il polmone è stato estratto con opportune manovre attraverso una delle due incisioni, e ciò è stato possibile perché, grazie alla perfetta tecnica anestesiologica, il polmone era stato escluso dalla ventilazione ed era praticamente privo di aria, letteralmente sgonfiato. Operazione, quest’ultima, che ha consentito di ridurre notevolmente le dimensioni dell’organo che mediamente in un uomo adulto il polmone destro, solitamente più grande dell’altro e rispetto a quello di una donna, è lungo circa 25 centimetri e largo, nella parte più bassa, di 16 centimetri e pesa circa 680 grammi.

«L’intervento di asportazione di un intero polmone (detto pneumonectomia) - spiega il professor Gaetano Di Rienzo - è eseguito molto raramente con tecnica mini-invasiva videotoracoscopica perché l’intervento presenta notevoli difficoltà anatomiche e chirurgiche. I casi operati al mondo con questa tecnica sono molto rari e scarsissimi in Italia. Il vantaggio per il paziente è legato alla mini-invasività delle incisioni chirurgiche e al non uso del divaricatore costale, che comporta una marcata riduzione del dolore post-operatorio e, quindi, una notevole riduzione dei farmaci analgesici, con ripresa funzionale del paziente decisamente migliore rispetto alla tecnica tradizionale a cielo aperto». Ed infatti la paziente è stata dimessa dopo 4 giorni dall’intervento, in ottime condizioni.

Per l’Uoc di Chirurgia Toracica del Fazzi (che conta 20 posti letto, 7 medici e 15 infermieri in servizio) è già nota in campo nazionale per la sua eccellenza in chirurgia mini-invasiva. Tanto da essere fra le prime 5 strutture italiane indicate nel Registro Nazionale delle Vats lobectomie polmonari, che raccoglie tutti i dati statistici relativi a oltre 6000 interventi eseguiti dalle varie divisioni ospedaliere e universitarie italiane a partire dal 2014. Con circa 500 interventi eseguiti a partire dal 2012, anno dell’introduzione a Lecce di queste innovativa tecnica adottata sino ad ora solo di una parte del polmone (lobectomia).

Il nuovo e importante traguardo raggiunto dall’équipe leccese nelle terapie per i tumori al polmone fa dell’ospedale di Lecce una struttura con professionalità e tecniche all’avanguardia invidiabili.