Rivoluzionario sistema per diagnosticare tumori e controllare recidive

  • In BARI
  • ven 11 Gennaio 2019
Rivoluzionario sistema per diagnosticare tumori e controllare recidive

Presentato all’Università di Bari, che coordina il progetto attraverso la professoressa Luisa Torsi

BARI - C’è anche una parte della Puglia, più precisamente di Bari e Modugno, nel progetto europeo SiMBiT - The single molecule bio-electronic smart system array for clinical testing (Il sistema intelligente a singola molecola biolettronica per test clinici). Si tratta di un progetto rivoluzionario nel campo della diagnostica medica e oncologica in particolare in quanto consentirà di tenere sotto controllo le recidive, per esempio dopo l’asportazione di un tumore, ma anche per limitare l’uso di procedure invasive come le biopsie permettendo la rilevazione di marcatori in fluidi biologici facilmente accessibili come il sangue, l’urina o la saliva, nei quali i marcatori sono presenti a concentrazioni bassissime.

SiMBiT consentirà di associare il più piccolo aumento di un determinato bio-marcatore alla progressione di una patologia attraverso l’analisi di plasma o urine, associati a cisti pancreatiche che evolvono in tumori, noti per la loro aggressività e diagnosi troppo spesso tardiva.

Il progetto è stato presentato ieri all’Ateneo dell’Università degli Studi di Bari dalla coordinatrice del progetto, la professoressa Luisa Torsi dell’Università di Bari, e dal presidente della Società Chimica Italiana, Angela Agostiano, alla presenza del rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, del commissario straordinario Arti, Vito Albino, e del past-president di Confindustria Bari-Bat, Michele Vinci.

Il progetto SiMBiT, coordinato dalla professoressa Luisa Torsi del Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, è una “Research and Innovation Action” (dall’inglese “Azione di ricerca e innovazione”) ed è finanziato dal programma Information and Communication Technologies - Electronic Smart Systems di Horizon 2020. SiMBiT è stato selezionato, arrivando terzo nella graduatoria assoluta, in una competizione diretta con tutti gli altri Stati membri e i Paesi associati dell’Unione Europea.

Il progetto parte dalla tecnologia SiMoT (Single Molecule with a large Transistor, in italiano “Singola molecola con un grande transistor) recentemente sviluppata all’Università di Bari, sede pugliese del Consorzio Interuniversitario per lo Sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase (Csgi), in collaborazione con l’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Cnr e l’Università di Brescia, partner del progetto SiMBiT. Il gruppo di studiosi che ha inventato SiMoT detiene il record mondiale di prestazioni di un dispositivo per analisi chimico-cliniche, fabbricato con un approccio a basso costo. Per tale motivo la ricerca ha suscitato grande interesse tanto che anche la prestigiosissima rivista “Nature” ha dato rilievo alla scoperta.

Il partenariato di SiMBiT si compone di nove gruppi (afferenti a sei stati membri), tre dei quali sono grandi o piccole-e-medie-imprese. Fra i partner industriali c’è Masmec biomed di Modugno, una delle eccellenze nazionali del comparto industriale bio-medicale del territorio pugliese, produttrice di dispositivi per settori del medicale e del biotech per migliorare la qualità della vita e delle cure, specializzata in sistemi di navigazione medicali per l’interventistica e la chirurgia. Gli altri soggetti attuatori del progetto sono: l’Istituto Italiano di Tecnologia, la Åbo Akademi finlandese, l’Istituto di Patologia dell’Ospedale Universitario di Düsseldorf, l’Università Tecnica di Eindhoven, la FlexEnable di Cambridge ed infine Efficient Innovation di Parigi. Le competenze spaziano dalla chimica analitica alla fisica dei dispositivi, dall’ingegneria elettronica alla medicina di precisione.

Scopo del progetto è la realizzazione di un prototipo per un sistema bio-elettronico di 96 sensori capace di analisi biomedicali ultra-sensibili di almeno tre marcatori differenti. Sarà realizzato con tecniche innovative compatibili con la produzione su vasta scala a costi contenuti come la stampa e altri processi di scrittura diretta. Il prototipo dovrà essere validato in ambito chimico-clinico. La sfida più grande della piattaforma SiMBiT è legata alla rivelazione elettronica che si prevede sarà più veloce e impiegherà sistemi di trasduzione ed analisi del segnale molto più compatti ed efficienti di quelli impiegati nelle tecnologie attualmente in commercio. Sarà inoltre enormemente più sensibile.

Il banco di prova sarà l’analisi di marcatori, nel plasma o nelle urine, associati a cisti pancreatiche che evolvono in tumori e difficilmente rilevabili per tempo.