Ritrovata una terza chiesa nei sotterranei di Castellaneta

Ritrovata una terza chiesa nei sotterranei di Castellaneta

Si tratta della Chiesa di San Giovanni Battista, scoperta dai volontari dell’associazione Amici delle Gravine

CASTELLANETA - Prima la scoperta della Chiesa grotta di San Nicola a Montecamplo, poi quella della Mater Christi di circa 10 giorni fa ed ora la Chiesa in Grotta di San Giovanni Battista alla Giudea. L’attività dell’associazione culturale “Amici delle Gravine di Castellaneta” nel ritrovamento di siti religiosi nei sotterranei di Castellaneta non si ferma.

E’ di ieri, 11 dicembre 2018, l’eccezionale ritrovamento, dietro un muro che la celava da chissà quanto tempo, di un altro bene storico che “certifica definitivamente l'esistenza di una città sotterranea a Castellaneta, ripresa a più momenti storici dai nostri più illustri studiosi...” come scrive in una nota inviata alla stampa la stessa associazione culturale.


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Tre gli importanti indizi che hanno condotto l’associazione “Amici delle Gravine di Castellaneta” alla ricerca prima e al ritrovamento poi. Il primo è la citazione, per la prima volta in una pergamena, dell'archivio capitolare datato 29 agosto 1291, in cui tra l’altro si legge "ecclesia sancti Jhoannis Castellaneti... ", era stata poi menzionata circa tre secoli dopo nella visita di monsignor Bartolomeo IV Sirigo, che il 6 luglio 1572 si recò al suo interno e la trovò in pessime condizioni in quanto piena di pietre e rifiuti tanto da decidere di sconsacrarla. In questo secondo scritto non è citato in quale contrada era situata la Chiesa, ma solo che era dentro le mura della città e in grotta. Terzo ed ultimo indizio una visita pastorale del vescovo monsignor Blasio che menziona le proprietà indicando proprio questa zona, a dimostrazione che il toponimo "San Giovanni Battista alla Giudea " era ancora utilizzato due secoli dopo la sua sconsacrazione.

Un quarto indizio, trovato dagli “Amici delle Gravine di Castellaneta”, è stato il bassorilievo posto su un abitazione civile che raffigurava proprio il "Battista" e una porta murata di una apparente cantina sottostante che blandi ricordi di alcuni residenti ricordavano aperta fino agli anni ‘80 circa. Su indicazione della professoressa Maria Carla Cassone, del gruppo Saas di Enrico Mastrobuono, che l'ha segnalata all'associazione e dopo aver seguito un lungo iter in collaborazione con l'Amministrazione comunale di Castellaneta è stato aperto un muro e ritrovata la chiesa che ha nascosto per oltre trent’anni. Immediatamente si è proceduto all’accesso per la verifica al suo interno, sono state scattate delle foto che consentiranno uno studio più approfondito e creare una pianta catastale.

L'ambiente risulta svilupparsi in più navate quindi con tipologia "basilicale" al suo interno è ancora presente l'altare in pietra con l'abside e tracce rossastre di affreschi ormai perduti. Molte le arcate che la cingono lungo il perimetro e che una volta certamente erano anch'esse affrescate.

Dopo un primo momento di euforia per la scoperta eccezionale si è passati ad un indagine più attenta ed è venuta fuori una scoperta nella scoperta. Infatti nel materiale di risulta utilizzato per alzare un muro divisorio è stato trovato un secondo bassorilievo che probabilmente raffigura anch'esso il Battista. Ora seguiranno fasi di studio e ricerca in loco per fare luce sui nuovi ritrovamenti e su ulteriori ambienti che potrebbero essere celati all'interno di questo meraviglioso ipogeo.

Dunque l’associazione culturale “Amici delle Gravine di Castellaneta” chiude l'anno 2018 in modo esplosivo. L’associazione locale costituita da volontari che si prestano in prima persona a ricostruire la storia della Castellaneta antica e che lasciano intendere con le parole del loro presidente, Rocco Colamonico, che il 2019 si prospetta già ricco di nuove scoperte ed eccezionali ritrovamenti che verranno svelati a tempo debito per dare tempo agli esperti e agli appassionati del campo di approfondire gli studi in questione.