In arrivo codice e registro regionale per le strutture non alberghiere

  • In BARI
  • gio 29 Novembre 2018
In arrivo codice e registro regionale per le strutture non alberghiere

Approvata l’integrazione alla legge regionale 49/2017 contro gli affitti in nero ai turisti

BARI - Le strutture ricettive non alberghiere, quali ad esempio i bed&breakfast ed alloggi o le porzioni di alloggi dati in locazione per finalità turistiche e non autorizzati, dovranno essere inserite in un apposito registro regionale con un apposito codice affinché possano essere riconosciute tali. Il Consiglio ha approvato all’unanimità il ddl che modifica la legge regionale sulla disciplina della comunicazione dei prezzi e dei servizi delle strutture turistiche ricettive.

Il 27 novembre 2018 è stato introdotto il codice identificativo di struttura ed il registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere per facilitare il censimento ed il controllo contro l’abusivismo. Il provvedimento legislativo si integra, con un nuovo Capo III, denominato “Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere”, alla Legge regionale 1° dicembre 2017, n. 49 “Disciplina della comunicazione dei prezzi e dei servizi delle strutture turistiche ricettive nonché delle attività turistiche ricettive ad uso pubblico gestite in regime di concessione e della rilevazione dei dati sul movimento turistico a fini statistici“.


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Mentre la proposta tra le misure di regolamento del settore del turismo da realizzare, subito proposta dal Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio e non ancora diventata legge, la Puglia ha provveduto ad approvare il codice identificativo. Con tale codice tutte le strutture ricettive non alberghiere, che a differenza degli alberghi sono soggette a vincoli meno stringenti, saranno controllate per porre fine al proliferare dell’abusivismo e garantire un sistema di accoglienza nel rispetto delle regole.

Ricerche commissionate da Pugliapromozione per conoscere l’entità del sommerso nel settore ricettivo in Puglia, ha fatto emergere che nel 2016 per ogni presenza turistica Istat vi sono strutture ricettive pari al 4,6% non rilevate e che non appaiono da nessuna parte. A dimostrare che in Puglia esiste da tempo una proliferazione di strutture non alberghiere, non tutte codificate, lo dimostrano le migliaia di annunci sui vari siti di prenotazioni, oltre ai dati di Federalberghi.

Con l’introduzione del Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere e l’obbligo di indicare il codice in ogni forma di promozione e pubblicità, si semplificano i controlli e si pongono le basi per diminuire l’abusivismo e garantire una offerta nel rispetto delle regole.

Il primo dei cinque articoli (art. 11) approvati dal Consiglio perimetra i soggetti destinatari della norma che sono “tutte le strutture turistiche ricettive non alberghiere tra cui sono compresi gli alloggi o le porzioni di alloggi dati in locazione per finalità turistiche ai sensi della legge 431/1998 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo)”. Il secondo comma definisce le locazioni turistiche individuate negli “alloggi dati in locazione, in tutto o in parte, per finalità esclusivamente turistiche ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c), della Legge 9 dicembre 1998, n. 431” qualificando gli alloggi dati in locazione come “strutture ricettive non alberghiere”.

Viene quindi istituito il “Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere”, (art. 12) con finalità di conoscenza dell’offerta turistica regionale, che attribuisce il “Codice identificativo di struttura” (Cis) e delega alla Giunta regionale la disciplina delle modalità attuative e di gestione del Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere.

Per semplificare i controlli da parte delle autorità competenti, viene introdotto (art.13) l’obbligo a carico delle strutture ricettive non alberghiere di indicare il codice identificativo di struttura (Cis) nella pubblicità, promozione e commercializzazione dell’offerta, con scritti o stampati o supporti digitali e con qualsiasi altro mezzo all’uopo utilizzato e stabilisce le correlate sanzioni in caso di inadempimento.

L’art. 14 disciplina poi le funzioni di vigilanza, di controllo, di contestazione e di irrogazione delle sanzioni amministrative la cui competenza è attribuita ai comuni territorialmente competenti, mantenendo comunque in capo alla struttura regionale preposta il potere/dovere di verifica del rispetto degli obblighi introdotti, anche attraverso il monitoraggio periodico e la verifica dei dati delle strutture ricettive e delle unità immobiliari offerte in locazione occasionale a fini ricettivi rilevabili attraverso i siti e i canali on line di promozione e commercializzazione delle strutture e unità immobiliari medesime. Per gli inadempienti sono previste sanzioni pecuniarie da un minimo di 500 a un massimo di 3mila euro per ogni attività pubblicizzata, promossa o commercializzata priva del Cis. Le funzioni di vigilanza, controllo e di irrogazioni delle sanzioni amministrative saranno esercitate dai Comuni, ferma restando la competenza dell’autorità di pubblica sicurezza e dell’autorità sanitaria.

Federalberghi è lieta di «festeggiare un altro successo nella dura battaglia contro l’abusivismo ricettivo. – ha commentato Francesco Caizzi, presidente della Federalberghi Puglia – Il Consiglio regionale ha recepito le nostre istanze approvando un ulteriore strumento per porre un argine al proliferare di questa piaga e garantire un sistema d’accoglienza rispettoso delle regole. La Puglia si è finalmente dotata di una normativa che lo stesso ministro del Turismo».
Il Codice identificativo di struttura (Cis) dovrà essere indicato dai soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e affitto breve, nonché quelli che gestiscono portali telematici, sugli strumenti utilizzati nella pubblicità, promozione e commercializzazione dell’offerta sia che avvenga con scritti o stampati o supporti digitali sia con qualsiasi altro mezzo.