Per un’agricoltura più produttiva c’è il programma europeo Copernicus

  • In BARI
  • gio 29 Novembre 2018
Per un’agricoltura più produttiva c’è il programma europeo Copernicus

Presentato alla Fiera l’iniziativa dell’Ue sull’osservazione della Terra con applicazione anche in agricoltura

BARI - C’è un programma europeo per l’utilizzo di satelliti in agricoltura con cui stabilire, ad esempio, il quantitativo necessario di acqua e di fertilizzanti, rilevare la stima delle produzioni agricole. Si chiama Copernicus ed è in grado, attraverso applicazioni spaziali, di poter fornire una vasta gamma di dati per l'economia e la società, monitorando all’alto dell’atmosfera i territori dell’Europa.

Un sistema che è valido alleato anche per gli agricoltori e che potranno gestire al meglio coltivazioni e produzioni ed arginare i danni provocati dagli incendi e dagli fenomeni atmosferici come le alluvioni e le siccità, elaborare indicazioni utili a sviluppare le strategie per ottimizzare la resa e la qualità dei prodotti ed, infine, contribuire a migliorare le condizioni di lavoro. Non solo potrà effettuare previsioni meteorologiche a supporto delle pratiche agronomiche come l’irrigazione e la lotta ai parassiti, la stima delle produzioni agricole a larga scala, la valutazione dell’impatto del cambiamento climatico sulle produzioni agricole, l’agricoltura di precisione per l’incremento della redditività delle imprese agricole e la riduzione dell’impatto sull’ambiente.


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Tutto questo è stato presentato a Bari, in un incontro alla Fiera del Levante, dedicato a Copernicus, un programma di osservazione satellitare della Terra e dei suoi ecosistemi lanciato nel 1998 dalla Commissione Europea e da un pool di agenzie spaziali e mira allo sviluppo di un Sistema dei sistemi per l'osservazione globale della Terra. Obiettivo principale di Copernicus è quello di garantire all'Europa una sostanziale indipendenza nel rilevamento e nella gestione dei dati sullo stato di salute del pianeta, supportando le necessità delle politiche pubbliche europee attraverso la fornitura di servizi precisi e affidabili sugli aspetti ambientali e di sicurezza. I satelliti del programma Copernicus producono una quantità di dati senza precedenti, che possono essere utilizzati da pubbliche amministrazioni, aziende, cittadini, in diversi settori dell'economia e della società: dal monitoraggio ambientale alla sicurezza della navigazione, dalla protezione civile all'agricoltura di precisione, solo per citare alcuni esempi, in modo aperto e gratuito anche ai singoli cittadini.

In un incontro a Bari si è invece focalizzata l’attenzione sull’uso di Copernicus in Agricoltura ed alle applicazioni spaziali nel settore agricolo, con una speciale attenzione alle necessità e interessi delle comunità di utenti locali sia commerciali sia istituzionali, insieme con un'introduzione ai meccanismi di accesso ai dati del Programma ed al finanziamento.

L’evento barese è stato organizzato dalla Commissione Europea, dal Forum Nazionale degli Utenti Copernicus e, per l'Italia, da Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Il programma Copernicus è finanziato e coordinato dalla Commissione Europea ed attuato in collaborazione con gli Stati membri, l'Agenzia Spaziale Europea (Esa), l'Organizzazione europea per l’utilizzo dei satelliti meteorologici (Eumetsat), il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf) e il Mercator Océan. Copernicus raccoglie oltre alle immagini satellitari dati da diverse fonti, inclusi i sensori in-situ, li elabora e fornisce informazioni affidabili e aggiornate in sei aree tematiche: terra, mare, atmosfera, cambiamenti climatici, gestione delle emergenze e sicurezza.

“Copernicus per l’agricoltura”, questo il titolo dell’appuntamento barese, è stata la tappa conclusiva delle Infosession organizzate dalla Commissione per promuovere la conoscenza del programma in Europa. Nella giornata è stato mostrato l’utilizzo delle immagini satellitari per i controlli nella erogazione dei fondi comunitari, la realizzazione di previsioni meteorologiche a supporto delle pratiche agronomiche come l’irrigazione e la lotta ai parassiti, si è parlato della stima delle produzioni agricole a larga scala, della valutazione dell’impatto del cambiamento climatico sulle produzioni agricole, dell’agricoltura di precisione per l’incremento della redditività delle imprese agricole e della riduzione dell’impatto sull’ambiente.

Stati Generali dell’Innovazione ha invece presentato l’iniziativa formativa itinerante Scuola Copernicus 2018 - Il Telerilevamento per l’Agricoltura 4.0, che si sta svolgendo a Bari dal 28 al 30 novembre con il patrocinio dell’Ordine degli Agronomi, durante il quale si alternano sessioni teoriche con esempi pratici nell’uso dei dati satellitari gratuiti del programma Copernicus per l’agricoltura con software open source. 

L’infosession si è conclusa con una tavola rotonda su ‘Innovazione ed Agricoltura’, moderata dall’amministratore delegato di Planetek Italia, Giovanni Sylos Labini, che ha sottolineato come “in fondo la tecnologia è l’ultimo problema. Nel senso che abbiamo a disposizione una grande quantità di tecnologia. E lo spazio è per definizione qualcosa di lontano e inavvicinabile. Quello che questo convegno ha dimostrato è quanto sia importante il punto di vista di chi la tecnologia la utilizza, di come una filiera si possa mettere insieme, e guardare come migliorare i suoi processi, ridurre l’impatto ambientale, aumentare la ricchezza e soprattutto anche affrontare problemi che non hanno solo una scala locale, ma hanno una scala globale, e molto importante. Pensiamo a quelli che sono gli Stategic Development Goals, che sono gli obiettivi di sviluppo sostenibile per il Pianeta, ai quali l’agricoltura dovrà dare una risposta importante sul tema del cibo, non solo ma probabilmente anche dell’acqua e dell’energia, in futuro. E oggi abbiamo dimostrato che le tecnologie spaziali possono aiutare a farlo”.