Premio Award all’Aqp per le condotte rigenerate del Ponte Punta Penna

Premio Award all’Aqp per le condotte rigenerate del Ponte Punta Penna
TARANTO Il Ponte Punta Penna

Il riconoscimento per opere di alta tecnologia sarà consegnato oggi a Bologna

TARANTO - L’intervento di rigenerazione delle condotte lungo Ponte Punta Penna a Taranto, tra i più complessi al mondo, ha fatto meritare il premio “H20 Award” all’Acquedotto Pugliese. Il prestigioso riconoscimento ad opere di alta tecnologia sarà consegnato oggi, 19 ottobre 2018, a Bologna nel corso della Mostra internazionale delle tecnologie per il trattamento e la distribuzione dell’acqua potabile, il trattamento delle acque reflue e la distribuzione del gas. Si tratta della più grande vetrina delle novità messe in campo dalle aziende del settore in tema di innovazione.

Tra le 94 novità in rassegna, una speciale commissione tecnico-scientifica ne ha selezionate 17, a cui saranno assegnati gli “H20 Award”. Tra queste c’è l’intervento di relining, ovvero di rigenerazione delle condotte che scorrono lungo il Ponte Punta Penna-Pizzone a Taranto, realizzato dalla società Rotech su progetto dei tecnici di Acquedotto Pugliese, Giovanni Bramante, Celestino Davide Tria, Antonio Schinaia e Gianluca Casamassima.


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Con una popolazione di circa 200.000 abitanti la città di Taranto, secondo Comune della Puglia per numero di residenti, e due mari, negli anni ‘70 aveva necessità di collegare la periferia Nord a quella Sud con un tratto viario che non passasse dalla città poiché già stretta ad ‘imbuto’. Nel 1977 fu costruito il ponte che unisce le punte Penna e Pizzone, da cui il nome. Lungo 1.907 metri e largo 27, il ponte poggia su 14 campate e presenta due carreggiate e quattro corsie di marcia. Elevandosi per circa 47 metri è uno dei ponti su mare più imponenti d’Europa.

Un’opera di grande pregio ingegneristico ma anche architettonico, entrato ormai nello skiline dell’antica colonia greca. La rilevanza della struttura non sta solo, tuttavia, nel consentire il collegamento stradale tra le due aree della città ma anche nel permettere l’alimentazione idrica della città.

Proprio sotto il ponte, infatti, all’interno di un cassone, corrono le 4 condotte in acciaio di 1.200 metri, del diametro di mezzo metro, poste tra i due grandi serbatoi che provvedono al fabbisogno idrico della città: il più grande “Lato Martina Franca” da 35.000 mc, nella periferia Nord, l’altro di 15.000 mc, a Sud in direzione di San Giorgio Ionico. Attraverso queste condotte transita, in condizione di massimo esercizio, una portata d’acqua di circa 500 l/sec che si distribuisce in modo uniforme verso i due centri distribuzione urbana, assicurando il 40% del fabbisogno idrico della città di Taranto.

Dal lontano 1977 tanta acqua è passata sotto il ponte, è proprio il caso di dire. Così come rilevato nel corso di varie ispezioni realizzate a partire dal 2010, sono emerse perdite e l’esigenza di rinnovare radicalmente le condotte ed i relativi organi di manovra. L’intervento realizzato, del tipo no dig, in particolare di close fit lining, consiste nell’inserimento, all’interno di ciascuna condotta da rinnovare, di un tubo in polietilene strutturale, temporaneamente deformato, che successivamente all’inserimento, riacquisisce la forma e dimensione iniziali in modo da aderire (close-fit) alla parete interna della tubazioni esistente. Un intervento tra i più complessi al mondo per complessità di realizzazione e lunghezza delle condotte.

“L’attestazione è un importante riconoscimento al lavoro realizzato che valorizza la lunga e comprovata capacità progettuale di Acquedotto Pugliese - ha sottolineato l’Amministratore delegato della società idrica pugliese, Nicola De Sanctis. - Sono state adottate soluzioni innovative che con grande efficacia hanno prodotto un risultato efficace senza aver causato interruzioni e disagi nell’erogazione del servizio”.