La squadra di “Svegliarci” ha partecipato ai Mondiali Antirazzista

La squadra di “Svegliarci” ha partecipato ai Mondiali Antirazzista

Formata da 7 immigrati, ospiti del Cas di Palagiano stanno dimostrando che lo sport unisce ed integra

PALAGIANO - Musa, Youssouf, Alpha, Mahmoud Adel Mohamed, Abdullah, Souleymane e Aboubacar Sidikitchedey sono i ragazzi della squadra di calcio a 7 dello “Svegliarci” di Palagiano che, dopo aver vinto il trofeo vinto a Pesaro per la rassegna nazionale di calcio organizzato dalla Uisp-Sport, sta facendo il giro d’Italia per diffondere il messaggio: lo sport unisce ed integra.

C’erano anche, nei giorni scorsi, a Rotondella in provincia di Matera in occasione dei Mondiali Antirazzista in tour al Sud. Ad accompagnarli, la presidente dello Svegliarci Palagiano Angela Surico, “Svegliarci” di Palagiano è ente gestore del Cas, Centro di Accoglienza Straordinaria dei migranti, ma anche gestore, a livello locale, del progetto ministeriale Sprar, che garantisce l’accoglienza per i richiedenti e i beneficiari di protezione internazionale e per i titolari del permesso umanitario..


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Circa un centinaio di persone, arrivate da ogni parte, per condividere i valori dell’inclusione e della collaborazione, giocando a calcio come a basket o a pallavolo, semplicemente nel segno della convivenza e la dimostrazione che è possibile integrarsi.

I sette ragazzi dello “Svegliarci” non sono scesi in campo per il torneo di calcio a 5 con la loro squadra distinta e definita, ma, come da regolamento, hanno creato sul posto altre squadre con ‘gli amici del momento’, confondendosi con gli altri, a dimostrazione di come l’iniziativa non fosse di natura competitiva, ma promozionale e interculturale.

“Nessuna classifica, quindi, alla fine delle gare, nessun arbitro, ma solo il fair play, l’autocontrollo – ha ricordato Angela Surico - E’ proprio questa la filosofia dei Mondali Antirazzisti, cui abbiamo voluto partecipare. E’ una lotta alla violenza dentro e fuori il campo. E’ stata una festa dell’inclusione, della condivisione tra concerti e laboratori vari, dell’antisessismo, della riflessione con dibattiti e attività collaterali e dell’antirazzismo. Mettendo insieme migranti venuti da lontano e di diverse culture, si è dialogato con il linguaggio dello sport. Un’esperienza fuori dall’ordinario”.

Un momento di aggregazione nel segno dello sport, in cui i partecipanti hanno dimostrato che insieme, abbattendo le barriere sociali e, soprattutto quelle culturali, è possibile debellare ogni forma di discriminazione razziale e in questo lo sport è maestro di vita.

Un’organizzazione davvero impeccabile quella dello Uisp sport per tutti–Comitato di Matera, secondo Surico, “dove a vincere è stato il valore della convivenza”. Infatti, tutti i partecipanti hanno dormito in tenda, facendo sorgere in appena tre giorni, un vero e proprio villaggio, una babele di lingue e culture differenti, una vera e propria “porta del Mediterraneo”.