Libro, video e mostra di foto sul pellegrinaggio per Sant’Alberto

  • In FOGGIA
  • mer 08 Agosto 2018
Libro, video e mostra di foto sul pellegrinaggio per Sant’Alberto

Presentazione dell’opera ed inaugurazione della mostra nella Pinacoteca comunale

PIETRAMONTECORVINO - Un film di 27 minuti e un libro di 158 pagine con 110 istantanee del giorno più atteso dai petraioli: la processione-pellegrinaggio del 16 maggio dal borgo al sito archeologico di Montecorvino in devozione a Sant’Alberto. E’ quanto contiene l’opera “Sant’Alberto da Montecorvino: la fede, la terra, gli uomini”, costituita da un libro ed un dvd per i 130 anni della spettacolare traversata a piedi, lunga 7 chilometri (andata, più ritorno).

L’opera, libro fotografico più video, insieme con una mostra sono frutto del progetto realizzato da Amalio Iannantuono, videomaker freelance, e Domenico Iannantuono, fotografo freelance. Insieme, Amalio e Domenico Iannantuono hanno dato vita a un volume fotografico di 158 pagine, con alcuni scritti che descrivono l’importanza dell’evento-ricorrenza di cui ricadano oltre 100 anni di storia, di vita, di volti e di devozione profonda per il Santo Patrono.


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La processione di Sant’Alberto si svolge il 16 maggio di ogni anno dal 1889. Da Pietramontecorvino, parte una lunga processione di centinaia di persone precedute da enormi pali di legno addobbati con fazzoletti variopinti che vengono portati a braccia, eretti, con l’aiuto di lunghe funi. In mezzo, tra i pali e il popolo dei fedeli, c’è la statua del Santo. Tutti insieme, a piedi, i partecipanti percorrono i sette chilometri che separano Pietramontecorvino dal sito archeologico di Montecorvino. Per arrivare lassù, ai piedi della torre che domina sui ruderi di un’antica città e si staglia possente nel cielo, devono camminare in mezzo alla campagna, attraversando il mare verde dei campi di grano ancora fresco. La tradizione vuole che, nel 1889, in seguito a una grave siccità, il popolo invocò l’aiuto di Sant’Alberto. Il santo apparve in sogno a due donne, dicendo loro che i fedeli avrebbero dovuto compiere un pellegrinaggio penitenziale ai ruderi di Montecorvino. Così fu. Al ritorno in paese arrivò la tanto sospirata pioggia. L’usanza del palio ha origine dalla tradizione pagana in uso anticamente come rito propiziatorio della fertilità, confluito poi nella pratica cristiana. Le donne offrivano al santo i loro fazzoletti per chiedere che il patrono proteggesse i loro uomini. I pali, che oggi sono molti e raggiungono in alcuni casi i 20 metri, venivano vestiti con scialli e fazzoletti tenuti insieme con fasce per neonati. A Montecorvino, dopo la messa, si svolge una cerimonia propiziatoria: la statua del santo viene portata ai quattro lati dei ruderi dell’antica cattedrale e posizionata con il viso rivolto ai campi per impartire la benedizione ai raccolti.

L’opera sarà presentata a Pietramontecorvino il prossimo 10 agosto, alle ore 21, nella Pinacoteca comunale, in piazza Martiri del Terrorismo. Il libro fotografico più il video sono un omaggio alla devozione per Sant’Alberto ed al pellegrinaggio che unisce tutti i petraioli, di ogni credo, che partecipano dal 1889 a questa traversata di fede. Si tratta di un’opera che aggiunge un tassello fondamentale alla ricerca culturale, sociale e antropologica di un paese, Pietramontecorvino, che nella vicenda millenaria della Daunia ha occupato sempre un posto importante.

Subito dopo la presentazione, sarà inaugurata la mostra fotografica sulla processione-pellegrinaggio del 16 maggio e sarà aperta al pubblico, dall’11 al 16 agosto 2018, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle ore 18 a mezzanotte.

Il pellegrinaggio a Montecorvino non è solo una processione votiva, ma una vera e propria esperienza sensoriale dove bambini, donne e uomini di ogni credo religioso e ideologia politica vivono questo giorno come un viaggio interiore. Si percepisce la necessità che ognuno ha di “dire” qualcosa a quel Santo, richieste mute che solo Sant’Alberto può sentire. Tutto questo è immortalato nei visi delle persone, nelle espressioni di dolore e di preghiera o di assoluta solitudine tra una folla di fedeli. I due autori hanno sentito la necessità di imprimere su carta queste emozioni e di riviverle come un film in un video. Sfogliare il libro e vedere il video sarà come rivivere quei momenti ascoltando le voci del cammino, un cammino di fatica, gioia, sudore, preghiere e canti.