Oltre 30 i finalisti ammessi al Premio letterario “Città di Taranto”

Oltre 30 i finalisti ammessi al Premio letterario “Città di Taranto”

Organizzato dall’associazione “Le Muse Project”, vede spiccare il nome di Delia D’Ettorre malata di Sla

TARANTO - Sono una trentina i finalisti ammessi alla XII edizione del Premio letterario nazionale “Città di Taranto” organizzata dall’associazione culturale "Le Muse Project" che, anche in questa edizione, come nella precedente, si terrà nella splendida Terrazza con affaccio sul Mar Piccolo del Circolo Sottufficiali di Taranto, rampa Leonardo da Vinci. La data della cerimonia è stata fissata per il 4 agosto, con inizio alle ore 19.

L’associazione “Le Muse Project”, realtà non profit che, da oltre un decennio, si adopera senza alcun fine di lucro, per la valorizzazione del territorio e della cultura, dodici anni fa ha promosso il premio letterario nazionale che, ogni anno, porta nella Città Dei Due Mari un sempre più crescente numero di partecipanti. Il premio è nato dall’idea della scrittrice tarantina Lucrezia Maggi, legale rappresentante dell’associazione promotrice, equamente innamorata della sua Terra e delle Arti di cui si fa promotrice, non a caso nel 2011 le è stato assegnato, per la Sezione Cultura, il “Premio Donna Dei Due Mari” riconoscimento conferito alle ‘eccellenze territoriali’. Il Premio letterario “Città di Taranto” non ha alcun fine di lucro, non si avvale di finanziamenti pubblici e per far fronte ai costi della manifestazione ricorre unicamente a benefattori, sponsor e amici che collaborano volontariamente alla realizzazione del progetto.


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Ai primi classificati delle sezioni poesia e narrativa, oltre al trofeo, sarà dato in dono, un contratto di edizione completamente gratuito per una propria pubblicazione e 50 copie omaggio della stessa. Tutti i finalisti non vincitori saranno comunque omaggiati con la pubblicazione della propria opera all’interno della ormai storica Antologia del Premio a cura della stessa Lucrezia Maggi, con diploma di merito e dono/ricordo della serata. Il Premio, da due anni, è gemellato al prestigioso Premio Campano “....incostieraamalfitana.it, Fiera del libro in Mediterraneo”. In questa edizione il Premio si avvale del Patrocinio morale del Comune di Taranto e dell’amichevole supporto del Circolo Sottufficiali della M.M e della Pro Loco di Taranto.

La giuria, composta da Cosimo Argentina (presidente di giuria, romanziere, autore teatrale), Alfonso Bottone (direttore organizzativo di “…incostieraamalfitana.it”,giornalista, scrittore), Francesca Chiarelli (educatrice, illustratrice), Maria Cardone (editor), Luciano Nuzzo (direttore editoriale casa editrice partner), Silvana Pasanisi (poetessa, curatrice di collana Edizioni Il Papavero), con presidente onorario di giuria il professor Francesco Improta, critico letterario, ha decretato finalisti, per l’edizione 2018, gli elaborati poetici e narrativi delle varie sezioni: poesia, narrativa, libro edito. I nomi dei vincitori, di ognuna delle sezioni in gara, saranno comunicati esclusivamente nel corso della Cerimonia di Premiazione.

I finalisti della dodicesima edizione del Premio sono: Letizia Lo Prete, Maria Teresa D’Amico, Oscar Nardelli, Anna Tanzi, Eva Cassano, Daniele Leonardo Andrenacci, Annamaria La Gioia, Alessandro Faino, Monica Antonella Sabella, Maria Teresa Protopapa, Delia D’Ettore e Maria Lo Savio, Valentina Perrone, Enrico Inferrera, Roberta Brisci, Vittorio Bombino, Barbara Bonezzi, Claudia Calderoli, Domenico Faniello, Linda Tantalo, Sara Montorsi, Vittorio Pulpo, Pietro Rainero, Vita Sangermano, Alfredo Volume, Antony Manfredonia, Stefano Martin, Raffaele Montesano, Alessandra Aiello, Francesca Sassano, Ester Cecere, Patrizia Orato, Massimo Sensale e Luigi Belviso.

Tra i tanti spicca il nome della tarantina Delia D’Ettore, insegnante 63enne in pensione, affetta da 25 anni da Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Nel libro scritto a quattro mani con Maria Lo Savio, intitolato “Canto a due voci” racconta di un’amicizia lunga oltre quarant’anni e della devastante malattia che ha colpito Delia quando aveva meno di 40 anni e che da tempo la costringe a letto alimentata da un tubo, la peg, collegato allo stomaco. Tante le difficoltà vissute, non solo per i problemi causati dalla malattia, ma pure dalla burocrazia e dall’assenza totale o saltuaria di assistenti da parte della sanità pubblica, nonostante ciò parla ma soprattutto vive e affronta la Sla circondata dall’affetto dei suoi cari, un marito e due figli, e con il sorriso sempre stampato sul volto.

Nel libro racconta infatti che di Sla si può morire, ma anche vivere con gioia, con pienezza, col sorriso, con ironia nonostante tantissimi problemi. Delia ne è la dimostrazione vivente da 25 anni, e già questo rappresenta un record mondiale per chi è colpito da questa malattia. Non solo di recente ha persino potuto partecipare alla cerimonia in chiesa del matrimonio di uno dei figli, un evento al quale ogni mamma tiene ad essere presente e che lei ha voluto condividere sul suo profilo Facebook con alcune foto (questo nel libro manca poiché postumo). Come purtroppo spesso accade, forse per paura, per incomprensione o per tanti altri motivi, quando si è colpiti da una patologia devastante ed a molti sconosciuta, si perdono tanti amici o quelli che si consideravano tali. Maria Lo Savio, invece, è rimasta accanto a Delia, insieme vivono giorno per giorno l’evoluzione della malattia, ma soprattutto la loro amicizia che cresce e si allarga e l’hanno voluta raccontare in un libro.