Il primo cittadino vieta l’uso di pesticidi per garantire la salute

Il primo cittadino vieta l’uso di pesticidi per garantire la salute

Con un’ordinanza che va contro il decreto del Ministro alle Politiche Agricole per combattere la xylella

SAN MICHELE SALENTINO - Su tutto il territorio comunale di San Michele Salentino è vietato utilizzare in agricoltura pesticidi e/o prodotti fitosanitari di potenziale pericolo, riconducibili ai neonicotinoidi. Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco, Giovanni Allegrini, con la quale oltre ad imporre il divieto di alcune sostanze nocive alla salute umana o con conseguenze sulla biodiversità, dispone di sostituire le stesse con piretine o olio essenziale di arancio dolce, entrambi approvate in agricoltura biologica ed a basso impatto.

Una scelta necessaria per il primo cittadino che, tra l’altro, è il primo responsabile della salute dei residenti ed è quindi propenso ad eliminare ogni rischio e ad agire tempestivamente a tutela dell’ambiente e della salute. Anche se la stessa va contro il decreto del Ministro alle Politiche Agricole Maurizio Martina che, dal 6 aprile 2018, ha disposto l’obbligo dei pesticidi per contrastare la lotta al vettore della xylella fastidiosa.


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L’ordinanza del sindaco di San Michele Salentino ricorda che il decreto obbliga all’uso di insetticidi, indicando in maniera specifica alcuni neonicotinoidi (acetamiprid e imidaclopramid) sbilanciando, di fatto, la scelta verso sostanze altamente nocive piuttosto che verso quelle approvate in agricoltura biologica ed a basso impatto. In particolare, l’acetamipirid è neurotossico e può avere conseguenze biologiche negative su fegato, reni, tiroide, testicoli e sistema immunitario, mentre i neonicotinoidi sono associati ad alterazioni dello sviluppo come tetralogia di Fallot, anencefalia, disturbi dello spettro acustico, alterazioni motorie e, inoltre, a effetti devastanti per le api e di conseguenza per la biodiversità e la sicurezza alimentare.

Il sindaco Giovanni Allegrini afferma che “non vogliamo andare contro le direttive del Governo ma la salute dei cittadini viene prima di tutto. Come già attuato dal collega sindaco di Nardò, l’ordinanza è un atto di difesa del territorio dove molti agricoltori sono preoccupati, dove c’è pericolo di un danno d’ immagine dal punto di vista turistico e c’è preoccupazione, anche, nei cittadini che temono per la loro salute. Non possiamo permetterci un uso imprudente dei pesticidi, con rischi altissimi".

Le sostanze vietate possono rimanere nel suolo e nelle falde acquifere per lungo tempo e possono accumularsi nelle piante, comprese quelle a destinazione alimentare umana e animale. Chi violerà il divieto sarà soggetto alla sanzione amministrativa di 500 euro.