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Il “Dopo di Noi” in Puglia è già realtà, ma deve estendersi

  • In BARI
  • mer 16 Maggio 2018
Il “Dopo di Noi” in Puglia è già realtà, ma deve estendersi

A dichiararlo è l’assessore regionale al Welfare, Salvatore Ruggeri che fa il punto sulla situazione attuale

BARI - Con 28 posti letto in sei Gruppi-Appartamento, per sperimentare l’autonomia, e 33 Comunità Socioeducative e riabilitative per un totale di circa 400 posti letto, riservati ai più gravi ed a una presa in carico di media complessità, il Piano regionale per il “Dopo di Noi” in Puglia dimostra di essere attivo e funzionante.

Certo la rete regionale, come ammette lo stesso assessore al Welfare della Regione Puglia, Salvatore Ruggeri, “deve arricchirsi di tante strutture ancora, di piccole dimensioni e distribuite in modo capillare sul territorio”, ma di certo il Piano regionale è partito e vede il concorso importante in termini finanziari del bilancio regionale alle esigue risorse stanziate per effetto della legge nazionale “Disposizioni in materia di assistenza di persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”.


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La Puglia, adottato nel febbraio 2017 il proprio Piano regionale per il “Dopo di Noi” è tra le prime Regioni in Italia ad averlo fatto, secondo le indicazioni stringenti del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, che ha fissato con decreto i requisiti per l’accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. Già nell’estate 2017 è stato necessario integrare lo stesso Piano con le risorse della seconda annualità assegnate dal Ministero alle Regioni ed è stato approvato a fine 2017. Da allora sono state attivate le prime azioni di intervento, operando di concerto con le associazioni di rilievo nazionale e regionale che siedono al Tavolo regionale per la Disabilità, ed è stato predisposti il primo dei due nuovi avvisi pubblici che nei prossimi giorni vedrà l’avvio del suo iter attuativo.

La Regione Puglia è già in possesso della normativa di base per la definizione degli standard strutturali organizzativi e funzionali per le piccole comunità di accoglienza e per le residenze per sperimentare l’accoglienza abitativa in autonomia. E per la prima rete di nuove strutture capaci di intercettare lo spirito e gli indirizzi del legislatore nazionale sono già attivi in diversi territori della regione Gruppi-Appartamento e Comunità Socioeducative e riabilitative.

Per poter arricchire la rete regionale di ulteriori strutture la Regione “ha attivato una linea di finanziamento per gli enti locali e per le organizzazioni del terzo settore – dichiara l’assessore Ruggeri - proprio per supportare nuovi progetti di gruppi appartamento, comunità familiari e modelli innovativi di cohousing sociali: è importante evidenziare che per questi investimenti si stanno già utilizzando risorse del POR Puglia 2014-2020 e non si intaccherà la dotazione della legge per il Dopo di Noi, che congiuntamente alle associazioni del Tavolo regionale disabilità, si è deciso di destinare esclusivamente agli aiuti diretti alle persone per i progetti di vita indipendente e per sperimentare accoglienza abitativa in autonomia o con il supporto professionale in sostituzione delle famiglie. Al momento sono oltre 15 gli interventi già ammessi a finanziamento”.

L’assessorato al Welfare ha già predisposto il nuovo Avviso pubblico, per dare attuazione alle Linee A e B del Piano Regionale per il “dopo di noi”, che riguardano la vita indipendente, e entro la metà di maggio sarà definitivamente licenziato dal Tavolo regionale.

“Attenderemo, invece, ancora qualche mese, per scelta consapevole, l’avvio dell’avviso che riguarda l’intervento economico per la gestione delle strutture di accoglienza abitativa, proprio perché riteniamo necessario che possano concorrere più cittadini , e questo dipenderà anche dalla accessibilità e dalla disponibilità di un numero maggiore di strutture, la cui realizzazione, come già detto, è stata incentivata da poco”.

Allo stato attuale molti disabili adulti già hanno sperimentato in Puglia i percorsi di vita indipendente (Provi), e coinvolge oltre 300 persone in Puglia, e di queste ormai il 30% riguarda adulti con scarso supporto familiare o adulti in condizione di “dopo di noi”, cioè senza supporto familiare.