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Con la mostra “Artemisia e i pittori del Conte” opere di Finoglio

  • In BARI
  • lun 16 Aprile 2018
Con la mostra “Artemisia e i pittori del Conte” opere di Finoglio

Nell’arte la storia di Giangirolamo II di Acquaviva D’Aragona

CONVERSANO - Per tutta l’estate, nel Castello Normanno e nella Chiesa di San Giuseppe, la città di Conversano ospiterà un’altra prestigiosa mostra d’arte, un evento culturale ma anche attrattore turistico di rilevanza della durata di oltre cinque mesi. Si tratta dell’esposizione intitolata “Artemisia e i pittori del Conte”, inaugurata lo scorso 14 aprile, e comprendente la collezione di Giangirolamo II di Acquaviva D’Aragona.

Una mostra molto attesa con sessanta tele per celebrare la collezione di Giangirolamo II anche con il ritorno in Puglia di opere provenienti da Musei e collezioni private; tra queste, “Il Trionfo di Bacco”, di Finoglio, conservato al Museo Nacional del Prado e un inedito dipinto di “Artemisia Gentileschi” (Caritas Romana), un quadro di stile caravaggesco di grande fascino, di cui si trova traccia nella collezione del conte. Si espone anche, nella prima sala del percorso, “Fortitudine Pares”, opera che giunge in Italia per la prima volta. Quest’ultima, in particolare, è stata appositamente sottoposta ad un’attenta pulitura prima di lasciare il Museo della Cattedrale di Malta. Ancora di autore anonimo, è al momento oggetto di ricerca, come già in passato da parte di John Gash e Catherine Puglisi, della restauratrice e studiosa Roberta Lapucci, che ne valuta l’opportunità di attribuzione a Michelangelo Merisi il Caravaggio.


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Una storia di mecenatismo di grande importanza quella di Giangirolamo Acquaviva e di Isabella Filomarino perché indaga sulla ricchezza e il prestigio culturale del tempo e cercare di ricostruire questa collezione e la storia di questa famiglia, imparentata con principi e vicina ai potenti Barberini. Ricostruire e vedere ritornare in Puglia queste opere nominate negli elenchi, che i Conti di Conversano tenevano nel Castello, è un modo per ricomporre la storia e scoprirla sotto un altro punto di vista. Offre infatti anche l’occasione straordinaria per scoprire i fasti della corte di Giangirolamo e di sua moglie Isabella Filomarino e momento di spessore per via di collaborazioni d’eccellenza con grandi Musei internazionali come il Muza di Malta e il Prado di Madrid. I responsabili preposti alla conservazione e tutela delle opere sono parte del comitato scientifico della mostra e hanno dunque partecipato all'ideazione scientifica del progetto. La dispersione storica della raccolta ha obbligato a lunghe ricerche. L'asta del 1978 ha disperso forse in modo irreparabile il nucleo superstite della raccolta Acquaviva-Ramunni, o per lo meno la buona parte del nucleo. Pur a conoscenza dell'ubicazione di almeno un paio di opere afferenti a questo ultimo gruppo, i curatori hanno puntato, piuttosto, al ritrovamento di pezzi non inclusi nel nucleo Acquaviva-Ramunni. Si è riusciti a rintracciare 5 opere acquisite in origine dal conte di Conversano. Si tratta di tele mai uscite dalla discendenza di Giangirolamo II e dunque di primaria importanza. Lo pensarono già gli eredi del conte tra 600 e 700, visto che i quadri non furono lasciati nella sede originale.

La collezione era in origine costituita da circa 500 oggetti, molti presumibilmente dispersi pochi anni dopo la morte di Giangirolamo II. Sino al 1938 nel Castello risultavano conservate solo 70 opere superstiti. Queste furono vendute a un privato dall'allora proprietario dell'immobile e del suo contenuto, il prof. Domenico Ramunni. Il professore tentò per circa trent’anni di far acquisire allo Stato le opere Acquaviva da lui intanto fatte restaurare oltre che custodite, ma le trattative non andarono mai a buon fine. La vendita fu conclusa con un privato di Roma e lo Stato non esercitò il diritto di prelazione, nonostante la formale, quanto corretta segnalazione agli uffici competenti inviata a firma del medesimo Ramunni. Fu dunque così che, solo successivamente a un'asta Semenzato del 1978, il Comune di Conversano ebbe la lungimiranza di acquisire almeno le 10 Storie della Gerusalemme Liberata di Paolo Finoglio, da allora esposte nel Castello.

Il Castello ospiterà la maggior parte degli oggetti prescelti, utili a riambientare i nomi degli artisti e i temi prescelti dall'originario proprietario. La Chiesa di San Giuseppe esporrà invece in tutto nove dipinti di grande formato, due dei quali provenienti dalla collezione Acquaviva d'Aragona. Il percorso al Castello si articola in otto sale tematiche: Simboli e Pentimento; Santi patroni: Giovanni Battista e Girolamo; La Fuga in Egitto del cavalier Guido; Maestri caravaggeschi; Massimo Stanzione; Artemisia Gentileschi e Onofrio Palumbo; Sante e nudi; Baccanali e Battaglie. In queste è incluso Fortitudine Pares (Cupido e la Morte), dipinto proveniente dalle collezioni del Museo della Cattedrale di Malta, conservato sotto il nome di Battistello Caracciolo.

La chiesa di San Giuseppe, luogo legato alla contessa Isabella Filomarino, a pochi passi dal Castello, è la sede espositiva complementare al maniero: qui sono stati radunati i dipinti di maggiore dimensione, tra cui il “Trionfo di Bacco” che ritorna dopo circa 400 anni, e la copia di Paolo Veronese citata nel documento del 1666, rintracciata in Abruzzo, nei feudi degli Acquaviva d’Atri, testimone d’eccellenza della passione nutrita dal conte per la pittura veneta del ’500.

A coronamento, si potrà in parallelo avvantaggiarsi della visita alla chiesa dei Santi Medici Cosma e Damiano, la ‘Cappella Sistina’ di Paolo Finoglio, anch’essa voluta e decorata a spese di Giangirolamo e Isabella Acquaviva; e di una quarta tappa al Castello di Marchione, la residenza di villeggiatura della famiglia, che ancora custodisce i ritratti dei conti.

Organizzata dalla cooperativa Armida, a cura di Viviana Farina e Giacomo Lanzilotta con la collaborazione di Nicola Cleopazzo, Medaglia del Presidente della Repubblica, la mostra gode del sostegno di Regione Puglia, Assessorato all’Industria Turistica e Culturale, Teatro Pubblico Pugliese - Consorzio per le Arti e la Cultura e il patrocinio della Città di Conversano, Città Metropolitana di Bari, FAI - Delegazione Puglia Italia Nostra - Delegazione Puglia; in collaborazione con Polo Biblio-Museale Salentino - Museo Sigismondo Castromediano di Lecce e la partecipazione di MIBACT, Direzione Generale Musei, Polo Museale della Puglia, SABAP-BA, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari , MIBACT, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia e della Basilicata.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni, sino al 30 settembre 2018, dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 (chiuso il lunedì). Ulteriori informazioni sono pubblicate sul sito www.artemisiaconversano.it o possono essere richieste, così come le prenotazioni alla cooperativa Armida (info@artemisiaconversano.it tel. 080.4959510), in particolare sono previste visite guidate per scuole e gruppi.