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Conservatorio e Auditorium di Bari aperti per le Giornate del Fai

  • In BARI
  • mer 21 Marzo 2018
Conservatorio e Auditorium di Bari aperti per le Giornate del Fai

Tante le sorprese per la due giorni del 24 e 25 marzo prossimi nel contenitore di musica e storia

BARI - E’ tempo di primavera e con essa tornano le immancabili ‘scoperte’ culturali, architettoniche e patrimoniali che il Fai (Fondo ambiente italiano) propone per far ‘toccare con mano’ le ricchezze dimenticate o poco note al pubblico e che costituiscono un patrimonio immenso. Il 24 ed il 25 marzo prossimi in tutta Italia, compresa la Puglia, speciali ‘Ciceroni’ studenti di scuole accoglieranno visitatori in luoghi singolari per la XXIV edizione delle Giornate Fai di Primavera. Tutte le delegazioni provinciali sono al lavoro per meglio organizzare ed accogliere itinerari inusuali ed attrattivi, ed all’appello non poteva mancare quella di Bari guidata da Rossella Reissa, che ha presentato la due giorni di Bari e provincia, insieme con l’assessore alla Cultura del Comune di Bari Silvio Maselli, il direttore del Conservatorio “Niccolò Piccinni” Gianpaolo Schiavo, il presidente dell’Auditorium “Nino Rota” Marida Dentamaro, il regista Nico Cirasola.

Tutte le visite avranno come filo conduttore la musica per cui ai partecipanti sarà offerta, a Bari, la possibilità di scoprire le meraviglie architettoniche e sonore del Conservatorio (con ingresso da via Cimmaruti ad angolo con quello monumentale in via Cifarelli sottoposto a restauro e per cui inaccessibile), insieme con Villa Lindemann poi diventata Bucciero, l’Auditorium, i giardini nonché assistere a concerti organizzati per l’occasione e tenuti da docenti e studenti, e ci sarà la possibilità di vistare altri 8 siti in altre cinque città, negli stessi giorni. Si tratta di Altamura che aprirà le pote della Tipografia Portoghese, sito di archeologia industriale oggi museo che custodisce la storia della ‘comunicazione’ di tutto il ‘900, dove è presente un impianto completo di macchine per i caratteri mobili ed altri macchinari fra fine ‘800 e primi ‘900; Giovinazzo mostrerà la Fabbrica conventuale di San Francesco al Calvario comprendente una Chiesa, un convento e la scuola musicale dedicata all’insigne musicista Cortese, nonché il Casale San Martino con annessa chiesa e la sede estiva del vescovo; Gravina in Puglia svelerà le bellezze della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta anche “Ducale” o “Purgatorio” e che fu eretta dai genitori di Papa Benedetto XIII, è qui che è presente un organo del ‘700 che sarà suonato da un maestro del Conservatorio di Matera; Monopoli dove il tema conduttore sarà “All’ombra del Campanile” della Cattedrale, per cui saranno aperte le porte del Museo Diocesano e soprattutto, per la prima volta, il pubblico potrà visitare l’intera Cripta Romualdo al di sotto della Cattedrale che va dall’interno del borgo antico sino al mare; mentre a Turi saranno visitabili Palazzo Tito Aceto, di proprietà privata, dove è presente la dote di Maddalena Marvulli costituita da un pianoforte ed altre suppellettili di pregio, e la chiesa di San Domenico con attiguo Collegio, attuale sede del Municipio.


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Per quanto riguarda il Conservatorio “Niccolò Piccinni” la sua storia è legata a tanti personaggi che hanno reso la città di Bari importante quando loro vivevano e che la rendono preziosa ancora oggi per il valore lasciato in eredità alla comunità.

E le giornate del Fai saranno occasione di incontro tra la città che si riappropria di un suo gioiello, di un suo patrimonio, imparando a conoscerlo attraverso i ‘Ciceroni’ e l’intera istituzione che nel caso di Bari è il Conservatorio (il 24 sarà aperto al pubblico dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 18, mentre il 25 dalle 10 alle 18), istituzione Afam (Alta formazione di artistica e musicale), equiparata quindi all’Università. Il Conservatorio fu realizzato a partire dal 1934, grazie all’acquisizione di quella che oggi è chiamata Villa Bucciero ed in precedenza nota come villa Lindemann con annesso parco di 10mila metri quadrati. Fu Guglielmo Lindemann a costruire la villa nel 1922 divenuta qualche anno dopo “Casino di villeggiatura” con la costruzione del secondo piano e facendo assumere a questa zona della città, così come il quartiere San Pasquale, la particolarità di zona di villeggiatura. Lindemann era noto per aver portato a Bari i primi macchinari in metallo per la spremitura delle olive nonché di altre per la stampa (ad Altamura nella Tipografia Portoghese ci sono ricordi legati a questo personaggio) ed i disegni dei lampioni del lungomare di Bari così come la realizzazione della Villa di Trani. La villa fu poi venduta, Bucciero fu l’ultimo proprietario prima che ad acquisirla fosse il Ministero dell’Università e della ricerca, tanto che oggi è concessione del Demanio. Fu nel 1957 che il liceo musicale “Piccinni” trovò sede nella villa Bucciero, trasformato nel 1959 in Conservatorio. In questi anni di passaggio direttore, per un solo anno, fu Nino Rota ed ex docente dello stesso liceo negli anni ‘50. Il primo ampliamento avvenne nel 1966 con la costruzione della scuola media annessa al Conservatorio, poi l’avvio per la costruzione dell’Auditorium iniziati nello stesso anno e terminati nel 1981. Le giornate del Fai saranno un modo per far conoscere i lati solitamente non accessibili al pubblico e per approfondire il legame con l’arte della musica. Tant’è che sono previsti due concerti dell’orchestra sinfonica composta per metà da docenti e per metà da studenti. Ma sarà soprattutto occasione per ammirare le restaurate mura di cinta, oggi vincolate dalla Soprintendenza, e messe in sicurezza, così come sarà possibile visitare il giardino storico gestito dal personale del Conservatorio e che comprende piante ed alberi secolari, quindi nella Villa Bucciero sarà aperta in via straordinaria la stanza del direttore dove per 27 anni Nino Rota, compositore milanese e primo direttore del Conservatorio, e che con Bari ha avuto un rapporto musicale molto importante, ha lavorato e vissuto, tanto che c’era anche un lettino (ora non più presente), ed il pianoforte restaurato e che per la prima volta sarà mostrato al pubblico e suonato per la speciale occasione da alcuni studenti del Conservatorio che intoneranno musiche di Rota ed altri autori. In un’altra sala saranno ammirabili altri oggetti considerati dalla Soprintendenza di interesse culturale, sarà possibile anche visitare l’Auditorium. Durante il percorso, con il dettagliato racconto dei 231 apprendistri ‘Ciceroni’ degli istituti “Marco Polo” e “De Nittis” di Bari, insieme con i licei “Cartesio” di Triggiano, “Lenoci”, “Imbriani-Balilla”, “Gorjux-Tridente-Vivante” di Bari e “Alpi-Montale” di Rutigliano, si potrà anche assistere a mini concerti di vari gruppi musicali.

L’evento del Fai consentirà di riaprire nuovamente l’Auditorium al pubblico, poiché dopo l’inaugurazione avvenuta a settembre 2017, è rimasto chiuso per cinque mesi al fine di consentire le operazioni di intonazione di ciascuna delle 4.396 canne che compongono l’Organo monumentale che tornerà a suonare il 24 ed il 25 marzo. Nel foyer, sarà visibile anche la mostra fotografica (già allestita per il Bifest 2016 al Teatro Petruzzelli) che ricorda il legame tra Nino Rota e Federico Fellini. Tutte occasioni che concederanno a tutti coloro che non hanno mai messo piede in un luogo di cui non hanno contezza del valore patrimoniale, di riappropriarsi di un gioiello.

Nella due giorni del Fai è stato coinvolto anche il regista barese Nico Cirasola, componente della Mediterranea film, che ha presentato il film, ritrovato abbandonato in un cassetto della Cineteca Puglia, opera del regista pugliese Giuseppe Schito e realizzato nel 1985, con il titolo “Una fiera, una città” con il commento di Riccardo Cucciolla, dove il sottofondo sonoro è una ouverture per orchestra di Nino Rota realizzata a Milano nel 1963 e a Bari sarà riproposta in loop. L’opera in questione non è legata al cinema, come quasi tutte le opere di Rota, e ha come titolo “La Fiera di Bari”. Il film è un documentario che racconta con interviste e documentazioni la storia di Bari ed in particolare della Fiera con filmati storici, la musica è diretta dal maestro Carlo Savina. Un’altra chicca sulla storia di Bari che solo il Fai può mettere ‘in luce’ grazie alla cura, alla promozione ed alla vigilanza di tutto questo ed altro prezioso patrimonio dimenticato. Sul sito del Fai sono pubblicati i luoghi aperti di tutta la Puglia e tutta Italia.

Anna Caiati


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