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Due giorni di incontri con artisti per “Souvenir”

  • In BARI
  • mer 21 Marzo 2018
Due giorni di incontri con artisti per “Souvenir”

Ciclo di incontri con artisti provenienti da diverse città e culture del mondo

BARI - I souvenir sono i ricordi di una città visitata, oggetti che si portano a casa dopo un viaggio come ricordo o per un regalo. Oggetti che rappresentano un arricchimento della propria cultura e quella di altri, delle conoscenze. Ma “Souvenir”, a Bari, è anche il nome della rassegna di incontri di arte contemporanea nata dalla collaborazione tra Spazio Murat e 63rd 77th Steps – Art Project Staircase. Un ciclo di incontri con artisti provenienti da diverse città e culture che si confrontano sulle ricerche artistiche nazionali e internazionali, ognuno portando con sé le proprie specificità sociali e culturali, souvenir - appunto - delle proprie città. I primi incontri saranno ospitati a Spazio Murat il 23 e 24 marzo prossimi, ma il ciclo proseguirà fino a dicembre 2018, per poi dare vita all'Art Summer Camp (estate 2019).

“Souvenir” vuole trasformare Spazio Murat in un grande laboratorio: luogo di lavoro e discussione, centro di produzione artistica, oltre che di promozione e diffusione culturale, auditorio per lectio e incontri formativi. La rassegna, gratuitamente aperta al pubblico, sarà l’occasione per indagare gli spazi autonomi di produzione d’arte contemporanea e confrontarsi su modalità alternative e sperimentali del fare arte.


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La due giorni di marzo è dunque da intendersi come il prologo di un'intera rassegna sull'arte contemporanea e anticipazione dell'Art Summer Camp del 2019. Un'occasione che coinvolgerà artisti e rappresentanti di spazi indipendenti per elaborare progetti condivisi con gli artisti ospiti di Souvenir, gli operatori locali e il pubblico.

Ad aprire i lavori, alle ore 19 del 23 marzo, ci sarà Mariantonietta Bagliato, artista nel campo dell’arte visiva e del teatro di figura con l’installazione dal titolo Occhi, stoffa e imbottitura (2018) e le performances di Margaret Haines e Kareem Lotfy.

Il giorno successivo, 24 marzo, alle ore 17.30 ci sarà una conversazione aperta tra Viktoria Draganov (Swimming Pool project, Sophia, Bulgaria), Paola Lucente (Spazio Murat) e Fabio Santacroce (63rd 77th Steps).

Bagliato, 33enne barese, è autrice di una ricerca artistica influenzata da un immaginario che trae le sue origini dal teatro di figura. Nel campo delle arti visive, la sua ricerca volge a creare un connubio tra i diversi settori, sperimentando varie discipline tra performance, installazioni, illustrazioni e azioni di arte pubblica. Margaret Haines, 34enne canadese, è un’artista multimediale, la cui narrativa tesse una complessa costellazione fatta di politica e sessualità, psicologia, storia e mitologia. Kareem Lotfy, 33enne egiziana, è un’artista che opera tra il Cairo e Berlino, nelle sue opere convergono due dimensioni apparentemente opposte: da un lato, la cultura digitale, dall'altro, la ricca storia culturale del suo paese nativo, l’Egitto. Lotfy realizza disegni, impiega modelli algoritmici, forme arcaiche e strutture pittoriche (spesso sotto le restrizioni di primordiali software CG), che conferiscono al suo lavoro un carattere futuristico, nel quale però permane in maniera decisiva l'influenza del simbolismo antico, come quello presente nei tappeti e nelle antiche calligrafie.