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ven 09 Febbraio 2018

Fiocco azzurro al Cas “Borgo Saraceno”

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  • ven 09 Febbraio 2018
Fiocco azzurro al Cas “Borgo Saraceno”

Il papà del neonato, al momento, non si è visto riconoscere lo stato di protezione internazionale

SPINAZZOLA - Fiocco azzurro al Cas “Borgo Saraceno” di Spinazzola per il figlio di una coppia di immigrati di nazionalità nigeriana. Ieri, 8 febbraio, alle 16.15, è nato Prince, nel reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale “Fabio Perinei” di Altamura. Tutto è andato bene per mamma, Doris Obano, ed il piccolo, grazie alla professionalità, all’impegno ed all’attenzione verso i pazienti.

Ma i due neo genitori, il papà si chiama Jolly Nosa, così come il centro spinazzolese per richiedenti protezione internazionale gestito, su mandato della Prefettura Barletta-Andria-Trani, dalla Medihospes Società Cooperativa Sociale onlus, non si può ancora festeggiare.

Prince, come lo descrivono alcuni operatori, ha due occhioni grandi pronti a scrutare il mondo, pesa 2,820 chilogrammi, ha portato tanta felicità a mamma, papà e famiglia ‘allargata’ costituita da tanti volontari ed altri rifugiati ed immigrati richiedenti asilo, tanto da essere definito “il messaggero di una gioia incontenibile nel Centro che si è materializzata in un abbraccio collettivo”. Perché la vita, una nuova vita, qui come altrove, persino dove tutti sono segnati per diverse ragioni da una diaspora forzata, assume simbolo di speranza e futuro.

La storia di questa nuova famiglia è davvero speciale. Doris e Jolly sono scappati in tempi diversi dalle condizioni di conflitti interni e persecuzioni dalla Nigeria. Sono fuggiti dalla stessa nazione, giunti in Libia per strade differenti, imbarcati su diversi gommoni e salvati da navi di organizzazioni umanitarie nel Mediterraneo, non si conoscevano. Si sono incontrati ed innamorati a Spinazzola e da questo amore è nato Prince che “è ora cuore del loro cuore”.

Una tenera storia, di due giovani ora famiglia di fatto, ha però ancora una piccola ‘infelicità’. La Commissione Territoriale di Foggia deputata ad esaminare le loro richieste per la protezione internazionale ha riconosciuto per mamma Doris un permesso umanitario, esprimendosi invece per papà Jolly con il diniego. Quando Jolly ha appreso dell’esito positivo per la sua Doris e della negazione per la sua domanda che non esclude il suo rimpatrio, ha manifestando felicità per la sua compagna, non nascondendo la sua tristezza.

Circostanza delicata quella di questi due ragazzi che però potrebbe trovare soluzione attraverso l’attesa riposta in altro giudizio al Tribunale di Bari dove papà Jolly ha presentato ricorso. Ora più che mai vuole tenere unita la famiglia, ed è per questo che si è rivolto a vie legali. Non vuole essere costretto a dover abbandonare la sua famiglia, dopo aver lasciato quella d’origine, affrontando un terribile viaggio della speranza, eventi questi che lo hanno già duramente segnato.

Doris e Jolly stringono a sè il loro piccolo e non è difficile guardandoli condividere con loro di sperare contro ogni speranza, in un cammino che li veda sempre insieme nel proseguo della vita. Una storia che ci auguriamo tutti abbia presto un lieto fine e che speriamo quanto prima di comunicare a tutti.