Con “Spazio13” un mix di competenze per realizzare idee di lavoro

  • In BARI
  • mer 26 Aprile 2017
Con “Spazio13” un mix di competenze per realizzare idee di lavoro

Nato un anno fa, è risultato vincitore del bando per la rigenerazione creativa

BARI - Partecipazione e competenza, sono le parole chiave delle politiche giovanili che il Comune di Bari, insieme con idee e apertura (intesa come disponibilità più ampia possibile), ha avviato con Ats-Spazio13 nel percorso avviato nell’ex scuola “Melo”. Si tratta della ‘strada’ che i giovani di età compresa tra i 16 ed i 35 anni potranno seguire, grazie a coetanei più esperti, al fine di partecipare pienamente alla vita della società in cui vivono ed appartengono, per diventare i principali agenti di sviluppo economico, di cambiamento sociale e di innovazione tecnologica.

Per poter raggiungere questi obiettivi e poter anche offrire uno sbocco nel mondo del lavoro imprenditoriale, lo scorso anno, l’Anci ha lanciato un bando sulla rigenerazione creativa e Spazio13 con un percorso mirato, ed insieme con il Comune di Bari, ha vinto con un progetto finalizzato alla creazione di condizioni ed un ambiente, l’ex scuola “Melo” messa a disposizione dell’Amministrazione comunale, che favorisca gli ideali e la creatività dei giovani al fine di contribuire al cambiamento della società iniziando dal quartiere Libertà. Spazio13, nato nel 2016 da un’idea di 14 realtà già esistenti con sedi tra Bari e provincia, comprende 12 associazioni e 2 imprese in tutto, esperte in vari settori, tra cui ci sono Suhd Labs, che si occupa di Laboratori di design sostenibili, ed è capofila del progetto Spazio13, ed Aulab srl, organizzatrice di corsi su come fare impresa nelle scuole superiori.

Da mesi stanno già lavorando all’avvio di un progetto unico nel suo genere. Il primo passo, per farsi conoscere, lo hanno fatto (se avete seguito Puglia positiva lo avrete letto, ndr) con un contest fotografico che ha avuto grande successo di partecipanti.

Come raccontano Marina Leuzzi, ingegnere edile della Suhd Labs e presidente di Ats-Spazio13, e Francesco Schettini, economista e project manager per Aulab srl, dopo il concorso di fotografia i tre piani dell’ex scuola sono stati ‘svuotati’ e, nonostante i fondi vinti con il bando non siano ancora arrivati, già si è iniziato ad arredare ma soprattutto, sottolineano Leuzzi e Schettini “abbiamo cominciato a cercare competenze e host”. Tutto attraverso il tamtam del social Facebook.

Spazio13 ha lanciato tre call, la prima per l’“Arredo” con la quale chiunque può contribuire donando un arredo non più utilizzato e che sarà utilizzato per abbellire i locali dell’ex scuola. In cambio si potrà chiedere qualunque cosa e, nei limiti del possibile, si cercherà di accontentare le richieste. Ma la proposta di scambio riguarda anche “Host”, per cui i giovani nella fascia di età tra i 18 ed i 30 anni, diplomati e laureati, possono candidarsi a diventare facilitatori di comunità, animatori territoriali che proseguiranno il lavoro appena avviato con il progetto e quindi si occuperanno di gestire lo spazio e nell’attirare altri giovani attivi per aumentare la partecipazione. La terza call è invece “Competenza” si rivolge ai giovani di età tra i 16 ed i 35 anni (ma gli ultra 35enni non devono disperare, poiché le porte sono aperte a tutti) che vogliano offrire le loro competenze ed entrare a far parte attiva del progetto grazie proprio alle loro capacità professionali. Gli interessati devono avere tanta voglia di collaborazione e scambio, desiderio di conoscere e farsi conoscere e di apertura a nuove e varie possibilità di lavoro. Basta inviare una e-mail di presentazione-offerta a gestione@spazio13.org (entro il 2 maggio per “Host” e “Competenza”, mentre “Arredo” sta per diventare permanente) e per ognuno sarà pubblicato un post sulla pagina FB al link https://www.facebook.com/spazio13bari/?fref=ts

Sia chiaro che non vengono offerti posti di lavoro. Quanto ideato da Spazio13 non si avvicina nemmeno lontanamente ad un Ufficio di Collocamento, “si tratta di uno scambio di professionalità – spiega Francesco Schettini - di interazione per una facilitazione dell’auto impiego. Chi partecipa alla call “Competenza”, ha la possibilità di avere un ‘trampolino’ per conoscere e farsi conoscere e creare un mix di competenze utili al territorio. Inoltre, visto che, nella pratica moderna, non essendoci occupazione ma essendoci molta competenza ed alta professionalità, attraverso questo nuovo modo di pensare e di agire si inizia a capire che non bisogna stare fermi. A tutti lanciamo l’importante messaggio ‘Noi siamo qui e ti siamo aspettando’”.

Tra coloro che si sono candidati c’è chi si occupa di integrazione sociale o è appassionato di fotografia, di chi mette a disposizione la sua competenza nel saper dipingere pareti o restaurare mobili, e persino di chi è esperto di robotica neurale, chi si occupa di cinema, scrittura creativa, organizzatrice di eventi e tanto altro ancora.

Spazio13 è un Ats, ovvero un’associazione temporanea di scopo, che mira a diventare un grande contenitore culturale, nonché punto di incontro e di scambio, ma anche di contaminazione di idee, di formazione e dove far rete. E, come dice Marina Leuzzi, dove il desiderio è “di voler restituire qualcosa al territorio attraverso le esperienze che tutte queste realtà hanno fatto negli anni sia in maniera autonoma che nei percorsi regionali grazie alle Politiche giovanili avviate in Puglia. Percorsi che hanno dato spunto e opportunità per proseguire una modalità di azione che tutte queste associazioni avevano e facevano in maniera autonoma e autofinanziata”.

Marina Leuzzi e Francesco Schettini sono entrambi laureati e come tanti giovani meridionali si sono dovuti ‘inventare’ un lavoro, in realtà anche più d’uno, e giustamente ne vanno fieri. Come tanti altri giovani, laureati anche loro e ricchi di esperienze ‘alternative’ (rispetto a quanto accadeva sino a poco più di 10 anni fa in cui la strada professionale era a senso unico, ndr), si sono accorti “che mancava un luogo dove poter incontrare altre realtà innovative, crescere, confrontarsi – dice Marina Leuzzi - Abbiamo pensato che se una rigenerazione creativa doveva nascere a Bari doveva essere quella a partire dalla creazione di nuovi immaginari anche per chi non ha avuto la fortuna di fare questi percorsi, né tanto meno la giusta formazione e il sostegno familiare che gli permettesse di immaginare un futuro lavorativo all’altezza delle possibilità conseguite”.

Ai giovani coetanei e futuri diplomati e laureati, ma anche ai disoccupati, consigliano di non aspettare il cosiddetto posto fisso ma di “inventarsi un lavoro, crearselo ed essere disposti a mettersi in gioco, a sfidare sé stessi e le proprie capacità” di non dimenticare l’importanza dell’umiltà e “non pretendere da subito di far da soli, quanto piuttosto di collaborare con altri”, perché è da qui che nasce la vera rigenerazione creativa che nessuno insegna né a scuola né all’Università.

L’obiettivo specifico è uno ed uno solo “l’attivazione giovanile come rigenerazione ricreativa, quello che si costruirà lo si farà insieme tra persone partecipate in co-progettazione”. E visto come dice il detto popolare “da cosa nasce cosa” allora vale la pena di provare.

In attesa dell'apertura al pubblico della sede di Spazio13, si prosegue con cantieri aperti per cui sono già al lavoro i ragazzi della Comunità educativa 16 agosto dell’Istituto Salesiano-Redentore di Bari e Gruppo Shalom, sempre di Bari, con giovani rifugiati.

Anna Caiati


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