A Troia l’impianto per stoccare la green energy in idrogeno

  • In BARI
  • mar 28 Marzo 2017
 A Troia l’impianto per stoccare la green energy in idrogeno

La sovrapproduzione di elettricità prodotta dal vento e dal sole sarà accumulata, trasportata e venduta

BARI - La Puglia, grazie alla sua posizione geografica strategica, nonché ad una politica della Regione intrapresa una decina di anni fa circa, è ricca di impianti eolici e fotovoltaici. Impianti di green energy, ovvero ecologici, che producono energia elettrica sfruttando vento e calore dei raggi del sole in una quantità maggiore rispetto alla richiesta.

Oggi, grazie a nuove tecnologie, questa sovrapproduzione di elettricità può essere conservata, stoccata in maniera sicura dopo essere stata trasformata in idrogeno, accumulato in dischetti di misura davvero minima, trasportata in altre località, sfruttata in tali condizioni o ritornare ad essere energia elettrica. Tutto questo accade in un impianto sperimentale a Troia, realizzato nell’ambito del progetto europeo di ricerca Ingrid (www.ingridproject.eu), presentato questa mattina a Bari nella sede dell’Arti (Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione) della Regione Puglia. La presentazione è avvenuta a conclusione del progetto Ingrid e per il quale sono stati presentati i risultati ottenuti nella sperimentazione effettuata a Troia. Presenti esperti europei che si sono confrontati nell’evento internazionale e che hanno dialogato sull’idrogeno quale aiuto allo sviluppo delle energie rinnovabili.


>


Il progetto strategico, come messo in evidenza dall’ing. Vito Albino, commissario straordinario di Arti-Puglia, consente di razionalizzare la produzioni di energia eolica e soprattutto di conservarla. Due ingredienti questi che lo rendono attraente per continuare le ricerche e soprattutto per rafforzare i rapporti avviati con gli altri collaboratori. Sono infatti 8 i partner che hanno consentito la realizzazione. Riunitisi in consorzio hanno sede in quattro diverse nazioni (Italia, Francia, Belgio e Spagna) tra queste ci sono le italiane: Engineering Ingegneria Informatica spa, partner capofila, Arti Puglia, E-distribuzione, Rse-Ricerca sul Sistema Energetico e Studio Tecnico BIP.

In particolare, come spiegato dall’ing. Massimo Bertoncini, il progetto Ingrid è nato con l’obiettivo di dimostrare come ed in quale misura le moderne tecnologie insieme con lo stoccaggio di idrogeno allo stato puro, consentono l’integrazione delle energie rinnovabili per bilanciare la domanda con l’offerta. L’obiettivo è stato raggiunto a Troia, nell’impianto pilota da 39 mwh (megawattora), costituito da un elettrolizzatore da 1,2 mw (megawatt), per accumulare l’idrogeno solido, e dotato anche di una cella a combustibile nonché sistemi di monitoraggio e controllo in tempo reale. E’ proprio in questa città della Puglia, nella provincia di Foggia, che dopo 4 anni e mezzo di esperimenti è ora possibile accumulare, tutto in massima sicurezza, idrogeno solido da sfruttate in maniera innovativa. L’impianto consente di assorbire l’idrogeno prodotto dall’elettrolizzatore in forma gassosa, dall’energia solare ed eolica. Non solo, conservato in serbatoi viene combinato chimicamente con il magnesio per formare dei cumuli di magnesio grandi quanto i feltrini che poniamo sotto il tavolo o le sedie (tanto per intenderci). Una modalità questa che consente persino il trasporto verso altre sedi. Il combustibile così ottenuto può essere utilizzato con zero emissioni per la mobilità elettrica e può anche essere riconvertito in energia elettrica e re-immesso nella rete (notizie più dettagliate nell’intervista-video di Puglia positiva pubblicato in fondo all’articolo ed a questo link https://youtu.be/VBrEHTvGRgU).

Tutto questo risolverebbe quello che oggi rappresenta un problema e che presto sarà un ulteriore risorsa anche economica. Si tratta di conservare tutta quella energia in più che qui in Puglia viene prodotta grazie proprio allo sfruttamento di risorse naturali quali il vento ed il sole e che la rete elettrica attuale non consente di distribuire per l’eccessiva quantità.

L’impianto è collocato nei pressi di una cabina di trasformazione primaria e utilizza il surplus di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili per alimentare un elettrolizzatore di grossa taglia che genera idrogeno attraverso elettrolisi dell’acqua. L’impianto pilota, sono certi i ricercatori, potrà assicurare, una volta a regime, una ricaduta occupazionale diretta alla comunità di Troia oltre che un ritorno economico non indifferente.

L’evento barese è stata importante occasione per dar voce a prestigiosi esperti nazionali, chiamati a discutere delle opportunità offerte dai sistemi di accumulo di energia per rendere più smart la rete elettrica. Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili sul sito di Arti Puglia www.arti.puglia.it/progetti-internazionali/ingrid


Anna Caiati