All’Oncologico la termoablazione contro i tumori testa-collo

  • In BARI
  • mer 28 Dicembre 2016
All’Oncologico la termoablazione contro i tumori testa-collo

Il centro ricerche “Giovanni Paolo II” tra i primi in Italia a sperimentare l’utilizzo della nuova tecnica

BARI - Il calore manda ‘in fumo’ il carcinoma. Accade a Bari grazie alla innovativa tecnica di termoablazione, applicata ad alcune neoplasie giudicate inoperabili dagli esperti. Pochi giorni fa la notizia dal Politecnico di Bari di un esperimento riuscito proprio con la termoablazione.

Ora dal reparto di Otorinolaringoiatria dell’istituto oncologico “Giovanni Paolo II” di Bari arriva la notizia della sperimentazione della via alternativa ad un altro caso. Un esperimento riuscito che sicuramente porterà l’istituto oncologico barese a diventare centro di riferimento anche per la termoablazione applicata ai tumori testa-collo non operabili.

Tra questi c’è sicuramente la metastasi linfonodale di un tumore maligno del labbro che avrebbe potuto compromettere la vita di un 87enne, impossibilitato a sottoporsi a un trattamento chirurgico demolitivo. Ma nel reparto di Otorinolaringoiatria del “Giovanni Paolo II” di Bari, i sanitari guidati dal responsabile dell’Unità Operativa, Gaetano Achille, nei giorni scorsi hanno marciato contro il nemico con l’arma della termoablazione, tecnica ad oggi applicata a questo tipo di neoplasia solo in pochi casi.

«È una delle prime volte in Italia che il calore manda in fumo un carcinoma - spiega il dottor Achille - la metodica termoablativa laser ecoguidata è ormai ampiamente utilizzata in campo oncologico del distretto testa-collo, ma le correnti linee guida la limitano al trattamento di noduli tiroidei benigni e di metastasi linfonodali laterocervicali da neoplasie maligne tiroidee, nonostante le esperienze in letteratura ne dimostrino l’efficacia anche in altre patologie neoplastiche testa-collo non operabili».

Il paziente ora sta bene, non c’è stata alcuna incisione chirurgica, né anestesia locale, ma una semplice bruciatura non invasiva che, selezionando il tessuto da disintegrare, ha agito senza compromettere alcuna funzionalità.

Un nuovo fiore all’occhiello è stato dunque aggiunto nell’Istituto di Ricerca con viva soddisfazione dell’intera direzione strategica che sin dal primo istante ha condiviso l’approccio terapeutico prospettato dal dottor Achille, con l’obiettivo consolidato di dare sempre una risposta allo smarrimento di pazienti e familiari dinanzi a patologie non facili da curare, limitando, quando possibile, l’invasività delle terapie convenzionali. Tale approccio risponde alla scelta di personalizzare le terapie.

La metodica appare del tutto priva di rischi operatori, ripetibile, ma soprattutto non impediente l’eventuale successivo ricorso a tecniche chirurgiche di salvataggio, ove necessario, aggiunge il responsabile della Otorinolaringoiatria.

Il paziente affetto da metastasi linfonodale laterocervicale del primo livello da carcinoma del labbro, era stato sottoposto ad intervento chirurgico in altra sede. Le linee-guida prevedono, per tali pazienti, il trattamento chirurgico delle logge laterocervicali, ma le condizioni cliniche generali, l’età e la durata dell’intervento non permettevano un tale programma terapeutico. E’ stato quindi programmato un piano B, con unico trattamento la radioterapia, la cui efficacia, però, non raggiunge le percentuali della chirurgia, anche per la presenza di malattia neoplastica avanzata. Tali cifre possono essere incrementate attraverso la riduzione del quantitativo di cellule neoplastiche già presenti utilizzando tecniche chirurgiche mininvasive, quali la termoablazione.

«Alla luce dell’inoperabilità del paziente, con il conforto della consolidata esperienza di tale tecnica termoablativa (nell’Unità Operativa ORL sono stati trattati più di 150 pazienti) e delle sue caratteristiche di sicurezza, si è optato per tale metodica» conclude soddisfatto il dottor Achille consapevole che l’Irrcs ha le carte in regola per diventare centro di riferimento anche per la termoablazione applicata ai tumori testa-collo non operabili. Il tutto è stato reso possibile grazie anche al solidissimo supporto dello staff medico composto dai medici Di Lauro, Montepara, Russo e Tassone e dagli infermieri Narracci, Pacifico e Pellegrini.