I pugliesi incantati da armonia e divertimento dell’Oriente

  • In BARI
  • lun 03 Ottobre 2016
I pugliesi incantati da armonia e divertimento dell’Oriente

Successo di visitatori al primo weekend del Festival dell’Oriente in Fiera

BARI - Un viaggio in Oriente in poche ore e per di più in terra di Bari tra tanto divertimento, tradizioni, cucina e benessere.

Non è impossibile e potrebbero testimoniarlo le migliaia di persone, per la maggior parte pugliesi (di ogni provincia) che dal 30 settembre al 2 ottobre scorsi hanno raggiunto la Fiera del Levante per vivere il Festival dell’Oriente.


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Dall’Egitto al Giappone e dalla Mongolia all’Indonesia i rappresentanti di ogni angolo del magnifico continente asiatico, insieme con alcuni stati dell’Africa Nord Orientale e della penisola Arabica, sono giunti appositamente nel capoluogo pugliese per mostrarsi e farsi conoscere attraverso l’artigianato, la musica, le danze, le arti marziali, le specialità culinarie, le religioni e regalare divertimento ed armonia.

Lungo un percorso, comprendente quattro padiglioni della Fiera del Levante, con entrata dall’ingresso dell’Edilizia (via Verdi), vi daranno il benvenuto due leoni cinesi e le statue dell’Esercito di terracotta dei Guerrieri cinesi (patrimonio dell’Unesco), ai lati del lungo corridoio i bellissimi vestiti di tradizione, del quotidiano e persino imperiali, della Cina, della Corea ed etnie di minoranza, con i loro colori, le fantasie ed i ricami in oro. Nella tradizione popolare cinese il leone protegge gli uomini dagli spiriti maligni, un segno quindi ben augurante. Ma il simbolo del leone ricorre anche in altre tradizioni orientali come in quella malese dove l’isola di Singapore fu chiamata così dal principe Temasek che quando sbarcò qui per la prima volta, ne vide uno, per cui volle ribattezzarla Singapura dal sanscrito “Città del leone”. Da qui si ha accesso all’artigianato dove c’è di tutto dai gioielli in argento o pietre dure e tessuti, per la maggior parte provenienti dall’India, o simboli religiosi, soprattutto del buddismo con statue del Buddha sdraiato, piangente e tibetano dove un monaco buddista prepara appositamente bracciali portafortuna. Per i golosi ci sono i dolci dalla Siria, tra i più ricercati, e le pietanze di cinque ristoranti dal sushi del Giappone, al riso alla cantonese ed agli involtini primavera della Cina, ad altre sempre locali della Thailandia, dello Sri Lanka e dell’India, quest’ultimo addobbato con teli arancioni e viola (due colori ben auguranti nella cultura indiana) ed in cima il classico ombrellino che siamo abituati a vedere in groppa agli elefanti.

Per l’artigianato potrete conoscere personaggi simpatici come un tunisino, che tiene però a dire che per metà è siciliano, pronto a realizzare per voi un piccolo vasetto in argilla sotto i vostri occhi. Oppure ammirare bonsai ed apprendere qualche tecnica di quest’arte millenaria o ancora apprezzare gli intagli di frutta e verdura dalla Thailandia da offrire ai templi degli dei.

Non mancano angoli del benessere con ogni tipo di thè e miscele per tisane utili a prevenire, in alcuni casi persino a curare, varie patologie, i cui soli profumi incantano ed attirano, insieme con i massaggi thailandesi e shiatsu, e dimostrazioni di arti marziali varie,

Ma le attrazioni più belle, divertenti, coinvolgenti, ritmate e tutte seguite da meritatissimi applausi sonori sono gli spettacoli che si susseguono ininterrottamente dall’orario di apertura (alle 10.30) sino a quello di chiusura (alle 23). I coloratissimi costumi, spesso impreziositi da oro e argento, con fantasiosi tagli di stoffa e fantasie diverse, con acconciature uniche come i volti truccati diversi a seconda dell’etnia, insieme con le musiche, le movenze sinuose o ritmate, o gli strumenti apparentemente rudimentali accompagnati da canti e voci uniche per suoni a noi non familiari come il khoomei della Mongolia, un canto di gola che un po’ ricorda lo scacciapensieri, incanta e coinvolge tutti. Dieci minuti per ogni gruppo di spettacolo, per circa 70 esibizioni su ognuno dei tre palchi presenti (sono gli stessi gruppi a girare per le postazioni) che trascinano i presenti nel loro mondo folkloristico. E così è stato per il gruppo dei Khuhk Mongol che si sono esibiti in canti tradizionali della Mongolia, gli Hassan’s Group che hanno dato vita alle danze orientali come quella del ventre, gli Bhangra boys and girls con danze egiziane o Ehad che ha ballato la tannura dell’Egitto e i Bollymasala dance per uno spettacolo in puro stile Bollywood che dopo l’esibizione hanno chiamato parte del pubblico sul palco insegnando i passi e dando vita ad una vera e propria festa. E non sono mancate l’arte del Samurai e la vestizione del Kimono con la cerimonia tradizionale giapponese del tè spiegate nei dettagli da una aggraziatissima geisha giapponese. A cui vanno aggiunti i vari seminari su temi diversi dal benessere alle tradizioni religiose o di costume.

Ma c’è davvero tanto da vedere e da conoscere, come la possibilità di fotografarsi davanti a un piccolo tempio buddista in un villaggio Tibetano dove il sabato viene preparato il mandala, o una scenografia tipica dei giardini giapponesi dove è possibile farsi acconciare i capelli ed indossare un kimono per una foto con tanto di ombrellino di carta sotto l’ombra di un ciliegio, ed ancora una capanna vietnamita o un elefante a grandezza naturale con accanto due cammelli accovacciati (tutti in carta pesta).

Per tutto il vostro viaggio, ve lo assicuriamo, dimenticherete di essere a Bari e sarete avvolti dall'armonia dell’Oriente. E chissà che questo non vi porti a pensare di effettuare un viaggio proprio in questi posti. Per chi avesse perso questo lungo weekend raccomandiamo di non perdersi quello in programma dal 7 al 9 ottobre prossimi, sempre in Fiera a Bari. L’8 ottobre alle ore 18 grande spettacolo di Bollywood.

I biglietti hanno un costo di 10 euro a persona e sono validi per un’intera giornata. Quelli per i bambini con più di 5 anni e gli accompagnatori di disabili hanno uno sconto del 50%, mentre i portatori di disabilità ed i bambini di età inferiore ai 5 anni, entrano gratis.

Anna Caiati