Per il Venerdì Santo si attende il miracolo della Sacra Spina

  • In BARI
  • mar 22 Marzo 2016
Per il Venerdì Santo si attende il miracolo della Sacra Spina

Nelle città di Andria e Bari un evento eccezionale per diversi motivi

BARI - Il 25 marzo, che quest'anno coincide con il Venerdì Santo, per la Chiesa è una data importante poiché celebra la memoria dell'Annunciazione. Ed è in questa particolare coincidenza che il popolo fedele di Bari attende il prodigio della Sacra Spina. Il sangue di cui è macchiata la Sacra Spina si ravviva di colore. La reliquia è una delle 995 presenti in tutta Italia. Un'altra è conservata ad Andria.

La Sacra Spina della Corona di Cristo, conservata nella “Cappella delle Reliquie” della Basilica di San Nicola, fu donata nel 1301 da Carlo II d’Angiò, nipote di San Luigi IX, per maggiormente colmare di benefici la Chiesa del Santo, verso il quale egli nutriva particolare devozione. La stessa apparterrebbe alle insigni Reliquie della Passione che il Santo Re di Francia nel 1239 aveva portato dalla Terra Santa a Parigi, edificando per loro il culto della “Sainte Chapelle”. Insieme con i Libri Liturgici essa è testimone del rito parigino che Carlo II aveva instaurato nella Basilica di San Nicola sua “Cappella Regia”.

La tradizione vuole che il verificarsi o meno del prodigio venga ufficialmente constatato da un notaio e da una commissione di esperti, come già avvenuto negli anni 1842, 1853, 1864, 1910, 1921, 1932, 2005. Il prodigio dovrebbe verificarsi il 25 marzo di quest’anno 2016. Il reliquiario di Carlo d’Angiò in cui era custodita la Sacra Spina, fu trasformato nei primi anni del XVII sec. e corredato nel 1856 di una bella base dal conte Massenzio Filo.

Per tale evento la Diocesi di Bari e la Basilica di San Nicola hanno preparato un programma che prevede la mattina letture e lodi mattutine, solenne esposizione della reliquia, recita solenne dell'Angelus e del Santo Rosario. La sera alle ore 18.30 la Celebrazione della Passione del Signore ed alle ore 22.30 la reposizione della Sacra Spina nella Cappella delle Reliquie

Stesso miracolo è atteso ad Andria dove è custodita gelosamente un'altra Sacra Spina. Un prodigio che secondo gli esperti si compirà nuovamente solo nel 2157. Un avvenimento più unico che raro. A differenza della Sacra Spina custodita a Bari, quella riporta più macchie di sangue. L'ultimo miracolo nella città federiciana si è registrato nel 2005. In tale occasione oltre a ravvivarsi il sangue, la Sacra Spina assunse una conformazione ricca di peluria e con una gocciolina di sangue che tentò di fuoriuscire prima di rientrare all'estremità. Un prodigio diverso dal solito che, nel ricordo del 1932, ultima volta in cui la sacra reliquia aveva compiuto il miracolo, era ormai affidato a pochi superstiti di quel periodo. La Spina, appartenuta alla corona che fu posta sul capo di Gesù di Nazareth, ha manifestato tredici volte il prodigio a partire dal 1633, la prima data in cui un atto notarile attesta il reale avvenimento del fenomeno. La corona di spine è stata negli anni divisa e dispersa in tutto il mondo, da Costantinopoli alla Francia, ma poche sono le reliquie esistenti di cui è possibile, con certezza, affermare l'originale provenienza.

Quella conservata nel Capitolo di Andria ha una storia molto travagliata, ma notevoli storici e canonici, ne hanno attestato la reale autenticità con studi dettagliati e precisi. Le rilevazioni storiche riportano la Sacra Spina donata ad Andria nel 1308 da Beatrice d'Angiò, figlia del re di Sicilia Carlo II, come ricompensa ai cittadini andriesi per la coriacea fedeltà dimostrata al sovrano. Di particolare interesse la rivisitazione dei vari prodigi della Sacra Spina, conservata in un ostensorio originariamente ricco e finemente lavorato; nei secoli la reliquia ha riacceso la smarrita adorazione popolare, con il miracolo coinciso sempre con particolari situazioni riguardanti la città ed il comprensorio.


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