Cento cuori trapiantati al Policlinico

  • In BARI
  • ven 27 Maggio 2022
Cento cuori trapiantati al Policlinico

Il primo fu nel febbraio del 2002

BARI - Cento cuori per cento vite. E’ quanto può festeggiare il Policlinico di Bari con il Centro Trapianti della Cardiochirurgia diretta dal professor Aldo Milano. Nei giorni scorsi è stato infatti eseguito, con successo, il centesimo trapianto di cuore.

Il primo fu eseguito il 2 febbraio del 2002, 20 anni fa, dal professor Luigi De Luca Tupputi, all’epoca direttore dell’Unità Operativa di Cardiochirugia universitaria. In questi anni l’approccio è stato rivoluzionato nelle tecniche e nelle terapie farmacologiche, tant’è che il decorso posto operatorio è molto più veloce e più sicuro. Non solo oggi al Policlinico di Bari è anche possibile impiantare il Vad, il cosiddetto “cuore artificiale” che, con assistenza meccanica, aiuta il cuore “malato” a continuare la sua attività e consentire ai pazienti di poter attendere il cuore “vero” da un donatore.

Il problema dei trapianti è come sempre quello delle donazioni. Sempre troppo poche rispetto alle richieste di tanti malati. Eppure Bari può vantare un altro importante traguardo raggiunto dall’Ospedale universitario dopo aver donato una nuova vita ad un uomo originario di Pesaro. Da inizio anno sono 9 i trapianti di cuore già realizzati dall’equipe cardiochirurgica del prof. Milano. E le donazioni registrano un aumento importante.

A ricevere il prezioso dono che gli ha regalato una speranza di vita migliore, è stato un uomo di 71 anni, originario di Pesaro, che ha scelto il centro trapianti di Bari per il delicato intervento chirurgico. Il paziente ha superato la fase di osservazione in terapia intensiva cardiochirurgica ed è stato trasferito in reparto per il completo recupero. Il trapianto è stato eseguito dall’equipe del prof. Aldo Milano, direttore dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia, con primo operatore il prof. Tommaso Bottio.

“Sono già 9 i trapianti di cuore eseguiti da inizio anno. Grazie a un significativo aumento di donatori e al grande lavoro di coordinamento del centro regionale trapianti, nella nostra regione possiamo dare più possibilità ai nostri pazienti in attesa di trapianto - spiega il prof. Milano - Due pazienti sono arrivati dalla Basilicata, l’ultimo dalle Marche. C’è un ottimo rapporto di collaborazione con i cardiologi sul territorio e il riconoscimento della professionalità del nostro centro. Lo scorso anno abbiamo chiuso con 9 trapianti, quest’anno siamo già ai livelli di centri più grandi del Nord Italia”.

Negli ultimi cinque anni e nonostante la pandemia abbia limitato il numero dei donatori negli ultimi due, “è stato eseguito il 40% dei trapianti di cuore della storia del Policlinico - aggiunge il direttore generale del Policlinico, Giovanni Migliore – L'attività trapiantologica è altamente specialistica, richiede un impegno multidisciplinare che vede coinvolte unità operative, laboratori, centro trasfusionale, rianimatori, equipe di chirurgia, e può essere considerata come indicatore del buon funzionamento di un ospedale, per questo solo alcuni centri di eccellenza, come il Policlinico, sono in grado di garantirla”.