Scoperte mura e necropoli accanto chiesa San Lorenzo

Scoperte mura e necropoli accanto chiesa San Lorenzo

La città di Mesagne si riconferma città archeologica

MESAGNE - Le fondazioni di un muro esterno alla chiesa di San Lorenzo Fuori Le Mura di Mesagne (nota anche come Tempietto), insieme con i resti di un cimitero medievale pluristratificato, sono state rinvenute durante i lavori sulla rete idrica a cura di Acquedotto Pugliese (Aqp). Il ritrovamento è avvenuto in vicolo San Lorenzo, e riguarderebbero un muro esterno alla chiesa, realizzato in un momento successivo alla costruzione del Tempietto situato a pochi metri dalle mura che circondano il nucleo medievale della Città di Mesagne

La chiesetta è antichissima ed è dedicata al santo diacono martire Lorenzo. Il Tempietto ha pianta circolare e secondo alcuni studiosi l’edificazione risalirebbe all’epoca tardo-romana o proto-bizantina compresa tra il VI e il IX secolo. Il vasto periodo storico di costruzione è spiegato dal fatto che la struttura nei vari secoli ha subito diversi interventi. La chiesetta sorgerebbe su un antico tempio pagano dedicato a Giano bifronte. Modeste le sue dimensioni ma proprio per la sua planimetria insolita rappresenta un unicum in Puglia. Nell’interno ci sono tre navate, quella centrale è quasi il doppio delle laterali. L’area presbiteriale è costituita da tre absidi semicircolari disposti sui tre lati di un vano quadrato. Il tutto è sormontato da una cupoletta e tre semicupole e in una delle absidi sono conservati frammenti di antichi affreschi con diverse figure di santi tra cui San Lorenzo ed è leggibile parzialmente un’iscrizione in greco. La facciata originale sarebbe stata ricostruita nel XVI secolo – a seguito di un crollo – e sostituita con l’attuale volta a botte. Pure le fiancate sarebbero stare rifatte nel XVII sec. L’edificio è stato più volte abbandonato ed utilizzato per altro. Nel 1986 la chiesetta è stata restaurata e riconsacrata nel 1998.

L'area del tempietto di San Lorenzo è inserita lungo il cammino dell'Appia Antica che, nell'ambito del progetto ministeriale "Appia Regina Viarum" ed insieme al Parco archeologico di Muro Tenente, arricchisce l'ultimo tratto della prima via consolare e che lo stesso ministero della Cultura ha candidato a Patrimonio Unesco. La zona era ritenuta molto importante sia in epoca messapica (IX sec. e III sec. a.C.) che in quella romana e medievale proprio perché si trovava sulla via che collegava Brindisi a Roma.

Non è il primo ritrovamento archeologico recente. Nel centro storico della città brindisina, durante i lavori di risanamento delle reti eseguiti da Aqp lo scorso anno, sono emersi altri ritrovamenti archeologici tra cui una tomba con uno scheletro umano. Di particolare importanza il ritrovamento di un sepolcreto in piazzetta Sant’Anna dei Greci (nel 2020 cinque tombe databili tra il XIII e il XV secolo tra cui quella con i resti di una mamma che abbraccia il suo bambino) il cui scavo archeologico è stato condotto sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto.

I ritrovamenti nei pressi del Tempietto non hanno sorpreso il primo cittadino di Mesagne, Antonio Matarrelli che ha affermato di aver da tempo avviato una collaborazione Aqp e Comune, in stretta sinergia con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce, al fine di preservare e valorizzare la storia di Mesagne. Gli enti erano quasi certi che durante gli interventi di scavo per il rifacimento della rete idrica nelle vicinanze del Tempietto avrebbero riservato nuove scoperte. L’intervento dell’Aqp si è svolto nella massima cura e ha consentito la necessità di perfezionare uno scavo archeologico che contribuirà a far luce su un passato millenario”.