La telemedicina estesa ai tumori, malattie rare e croniche

  • In BARI
  • gio 07 Ottobre 2021
La telemedicina estesa ai tumori, malattie rare e croniche

Basta un'app, un telefonino o un tablet per essere monitorato dagli specialisti

BARI - La Puglia presto potrà essere la prima regione d’Italia ad estendere la telemedicina, con l’istituzione dei servizi del progetto COReHealth - che supporta gli operatori delle reti di cura ed i pazienti - a tutti i 18 COrO (Centri i Orientamento Oncologico) e l’estensione dello stesso alle 13 Breast Unit regionali (centri senologia multidisciplinare) e dai primi del 2022 a tutte le forme tumorali della Rete Oncologica Pugliese. Il servizio di assistenza medica a distanza sarà poi esteso alle malattie rare e croniche. L’annuncio è arrivato nel coro del Forum mediterraneo in Medicina, in corso a Bari, e ha dato il via ufficiale della Centrale Operativa Regionale di Telemedicina come detto dal presidente della Regione Michele Emiliano, l’assessore regionale alla Salute Pier Luigi Lopalco e il direttore generale dell’Aress (Agenzia strategica Regionale per la Salute ed il Sociale), Giorgio Gorgoni.

COReHealth, la Centrale Operativa Regionale di Telemedicina delle cronicità e delle reti cliniche, è nata con il covid e l’esigenza di seguire i pazienti infettati da coronavirus e non gravi da richiedere il ricovero. Ha consentito di far risparmiare alla sanità pugliese diversi milioni di euro, oltre a mantenere più contenuta la diffusione del virus e della conseguente pandemia ancora in corso dopo oltre un anno.

Secondo gli esperti la Centrale, così come la telemedicina, è lo strumento innovativo per la cura dei pazienti che consente a questi di poter restare a casa, permettendo una maggiore equità in tema di assistenza sanitaria, garantendo al contempo continuità delle cure e una migliore qualità dell’assistenza, riducendo il ricorso alla ospedalizzazione e i tempi di attesa, il tutto ottimizzando l’uso delle risorse disponibili e risparmiando in costi sanitari da sempre troppo elevati.

Il servizio del futuro è stato accelerato dalla pandemia ma è un processo di innovazione tecnologica che da tempo è all’attenzione di Aress e Regione Puglia non solo perché meno costoso ma perché, è stato ribadito, lo stesso paziente vive meno stress restando nell’ambiente confortevole familiare.

L’iniziativa è stata voluta anche in applicazione delle disposizioni urgenti impartite dal Governo tramite il Decreto Rilancio. L'Aress si avvale del supporto dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Bari – Giovanni XXIII, sia per la componente sanitaria necessaria all’erogazione delle prestazioni, sia per la ospitalità logistica della componente operativa e tecnologica, valorizzando e condividendo quanto già realizzato per la centrale operativa della telecardiologia.

Grazie alla COReHealth, prima esperienza di Centrale Regionale di Telemedicina nel panorama nazionale, i pazienti possono essere curati da casa, accompagnati ad una auto-gestione della propria malattia cronica riducendo così le ospedalizzazioni e le visite presso gli ambulatori e i medici.

Con tale servizio i dati saranno trasmessi a distanza, così come sarà possibile consultare gli stessi attraverso apparecchi tecnologici, evitando “migliaia di ricoveri impropri per sospetto infarto” come spiegato da Emiliano, e lasciando più liberi i Pronto Soccorso così come le ambulanze in numero mai sufficiente.

Con questo progetto – è stato spiegato - si passa ad una fase attuativa in cui la telemedicina diventa realtà e diventerà progressivamente quello strumento che davvero a 360 gradi porterà l’assistenza a casa del paziente anche quando un assistente sanitario non potrà recarsi a casa dello stesso.

La Centrale mette a disposizione del team di medici e infermieri e una piattaforma per la gestione telematica dei propri pazienti, con i quali poter effettuare: percorsi di monitoraggio personalizzati dei pazienti (monitoraggio a distanza), servizi di assistenza, visite, consulto e cooperazione sanitaria tutto attraverso telefono e/o videochiamate, servizi digitalizzati per la presa in carico, la personalizzazione e gestione dei piani di cura dei pazienti, gestione logistica/magazzino dei kit dispositivi medici. Il team medico, in base alla specifica esigenza, fornisce al paziente il kit di dispositivi medici (tablet, saturimetro, multiparametrico, bilancia, etc..) atti alla rilevazione e al monitoraggio in tempo reale dei parametri salienti che consentono il costante rilevamento e monitoraggio ed eventuale intervento in virtù del sistema automatico di allarmistica di cui è dotata la Centrale.

Una app, disponibile per telefonini da fine ottobre, consentirà al paziente di restare in contatto col proprio medico specialista e col caregiver (videochiamate e chat), di consultare l’agenda delle televisite programmate col proprio team di cura, permette la visualizzazione del proprio piano terapeutico e l’inserimento dei parametri vitali che vengono comunicati al medico in  tempo reale (come potrebbero essere eventuale febbre, pressione corporea, ossigeno nel sangue, glicemia per i diabetici, etc) per i diabetici; favorisce inoltre la misurazione della compliance al percorso di cura (assunzione di farmaci, stile di vita).

La sperimentazione del servizio di telemedicina è stata avviato, nei mesi scorsi, dall’Aress, in qualità di service provider e technical coordinator, su tre aziende pilota, ciascuna su un Pdta (Piano Diagnostico Terapeutico Assistenziale): il Centro di Orientamento Oncologico (COrO) dell’ospedale San Paolo di Bari (Pdta tumore della Mammella), coordinato dal dott. Nicola Marzano; il Distretto Dss 14 della Asl Bari (Pdta diabete/ipertensione), coordinato dal dott. Vincenzo Gigantelli e il centro malattie rare della Asl Brindisi (Pdta Talassemia), coordinato dalla dott.ssa Antonella Quarta.