Il documentario girato al San Paolo premiato al Bellaria Film Festival

  • In BARI
  • gio 30 Settembre 2021
Il documentario girato al San Paolo premiato al Bellaria Film Festival
Una scena tratta dal film

Si tratta di "Vernisage" frutto di un laboratorio di cinema

BARI - La giornata estiva trascorsa da adolescenti del e nel quartiere periferico San Paolo di Bari, raccontata nel film documentario “Vernisagge” diretto da Fabrizio Bellomo, con la sceneggiatura di Antonella Gaeta e prodotto dalla cooperativa sociale “I bambini di Truffaut” ha vinto la 39ª edizione di Bellaria Film Festival, per la sezione Bei Doc.

Lo storico appuntamento cinematografico, dedicato al cinema indipendente, si è svolto a fine settembre a Igea Marina (Rimini) e ha visto, tra gli altri, premiata la Puglia. Il premio è nato nel 1983 ed è stato fondato e diretto tra gli altri da Enrico Ghezzi, Morando Morandini e Gianni Volpi. Il film “Vernisage” è l'esito del laboratorio di cinema "Facciamo un film", organizzato dalla cooperativa sociale “I bambini di Truffaut”, diretta da Giancarlo Visitilli, nell'ambito del programma della Rete civica urbana "Kilim" San Paolo-Stanic-Villaggio del lavoratore. Un progetto finanziato con fondi POC Metro (Programma Operativo Complementare al PON “Città Metropolitane” 2014 – 2020).

Ciò che colpisce, come sottolineato con giusto orgoglio l’imprenditore foggiano Marcello Corvino, direttore artistico del festival, è che: “La giuria, presieduta da Moni Ovadia, ha votato all’unanimità il lavoro di Bellomo, che si è imposto senza dubbi su oltre 300 documentari arrivati da tutta Europa – ha dichiarato Corvino - Ha vinto per la freschezza e vitalità dei protagonisti: dei ragazzi che usano il loro linguaggio senza intermediazioni con una tecnica cinematografica che oso definire da “selfie”. Da pugliese sono orgoglioso che abbia vinto questo documentario che rappresenta la genuinità della nostra terra”.

Nel film quattro ragazzi e quattro ragazzi, in una giornata bollente di luglio, trascorrono il tempo nel quartiere periferico di Bari. Prima si dirigono al mare, lungo la costa postindustriale fatta di stabilimenti balneari abbandonati e ruderi dimenticati. Una gita, dal mattino al tramonto, vissuta con la spensieratezza e l’allegria dell’età, tra balletti registrati con telefonino e pubblicati su un social network, palleggi, nuotate e canzoni, si trasformerà in un momento di scoperta: la villa di un pittore scomparso decenni fa, desolatamente abbandonata, diventerà luogo inatteso di incontri per un dialogo possibile e di una restituzione.

La giuria ha motivato così il premio: “Per lo stile fresco e allo stesso tempo radicale nel seguire un gruppo di ragazzini che reinventa uno spazio degradato con creatività e inventiva, e per il ritmo lento ed empatico che accompagna lo spettatore a conoscere la realtà difficile di giovani coinvolti in un progetto sociale e cinematografico”.