Intervento chirurgico per evitare l'ictus nei pazienti con aritmia

  • In FOGGIA
  • dom 30 Maggio 2021
Intervento chirurgico per evitare l'ictus nei pazienti con aritmia
Il professor Domenico Paparella

Studio internazionale ha visto coinvolto il professor Paparella

FOGGIA - L’aritmia cardiaca da fibrillazione atriale può essere curata con un intervento chirurgico e ridurre, così, il rischio di ictus in oltre un terzo dei pazienti. E’ il risultato di uno del cardiochirurgo Domenico Paparella che ha condotto con l’Università di Foggia, in collaborazione con la McMaster University di Hamilton (Ontario – Canada) una ricerca mirata internazionale e pubblicata sulla rivista scientifica americana “New England Journal of Medicine”.

I ricercatori hanno scoperto che la rimozione dell'auricola sinistra - un tessuto inutilizzato simile a un dito, residuo dello sviluppo embrionale con poche funzioni nella vita adulta - riduce il rischio di ictus di oltre un terzo nei pazienti con fibrillazione atriale. Infatti, è ben dimostrato che l’auricola può intrappolare il sangue nell'atrio sinistro e aumentare il rischio di formazione di coaguli nei soggetti con fibrillazione atriale. Il ridotto rischio di formazione di trombi si aggiunge a qualsiasi altro vantaggio conferito dai farmaci anticoagulanti che di solito vengono prescritti ai pazienti con questa condizione.

“Se soffri di fibrillazione atriale e ti stai sottoponendo a un intervento chirurgico al cuore, il chirurgo dovrebbe rimuovere l'auricola atriale sinistra, perché predispone alla formazione di coaguli. Lo studio ha dimostrato che questo è sicuro ed efficace per la prevenzione dell'ictus. Questo avrà un impatto positivo su decine di migliaia di pazienti in tutto il mondo”, dichiara il Prof. Domenico Paparella, nuovo docente cardiochirurgo dell'Università di Foggia, co-autore dello studio. Lo studio è stato condotto in collaborazione con Richard Whitlock del Population Health Research Institute (PHRI), della McMaster University di Hamilton.

“I risultati di questo studio cambieranno immediatamente la pratica perché questa procedura è semplice, rapida e sicura per il 15% dei pazienti – spiega il professor Paparella - sottoposti a cardiochirurgia con fibrillazione atriale. Ciò eviterà un grande fardello di sofferenza a causa di ictus”. I risultati dello studio sono stati rapidamente pubblicati dalla più prestigiosa rivista americana dedicata alla medicina, e presentati scorsi al congresso dell'American College of Cardiology.

Lo studio ha visto il monitoraggio di 4.811 persone, con età media di 71 anni, in 27 Paesi che convivono con fibrillazione atriale e assumono farmaci anticoagulanti. I pazienti consenzienti con fibrillazione atriale che dovevano sottoporsi ad un intervento cardiochirurgico sono stati selezionati in modo casuale per la chiusura dell'auricola sinistra ed i risultati clinici confrontati con quelli di un egual numero di pazienti che hanno assunto solo farmaci. Sono stati tutti seguiti per una media di quattro anni. Whitlock ha detto che sin dagli anni '40 si sospettava che si formassero coaguli di sangue nell'appendice atriale sinistra in pazienti con fibrillazione atriale, e aveva senso tagliare questa struttura inutile se il cuore fosse esposto ad altri interventi chirurgici.

rolex replica La fibrillazione atriale è comune negli anziani ed è responsabile di circa il 25% degli ictus ischemici causati quando i coaguli di sangue bloccano le arterie che riforniscono parti del cervello. “In passato tutto ciò che avevamo erano le medicine. Ora possiamo trattare la fibrillazione atriale - conclude il professor Paparella con farmaci e interventi chirurgici per garantire un risultato molto migliore. Questa è una procedura poco costosa, sicura, senza effetti negativi a lungo termine e l'impatto è a lungo termine".