mer 30 Settembre 2020

Prima pet con gallio 68 al 'Dimiccoli'

  • In BAT
  • gio 01 Ottobre 2020
Prima pet con gallio 68 al 'Dimiccoli'

Inizia un nuovo percorso dalla diagnosi alla cura per i pazienti colpiti da tumori neuroendocrini

BARLETTA - Nell’Ospedale Dimiccoli di Barletta è stata eseguita per la prima volta in Puglia la Pet con Gallio 68, il radiofarmaco che consente di individuare correttamente tumori neuroendocrini per lo studio, la progressione della malattia e le metastasi.

Si tratta di un ulteriore passo in avanti nello studio di tumori neuroendocrini (indicati solitamente con le sigle Tne e Net) prendono origine da cellule endocrine, che producono ormoni, o da cellule nervose, e possono colpire organi quali intestino, pancreas, polmoni, tiroide, timo o ghiandole surrenali.

Sebbene si tratti di tumori relativamente rari, ma ad alta incidenza poiché i pazienti colpiti devono convivere per molti anni con tali patologie, vengono sempre più individuati grazie proprio al miglioramento delle tecniche diagnostiche all’avanguardia. Del tumore del neuroendocrino sino a poco tempo fa si conosceva ben poco. 

"Questo tipo di tumore non ha una sede elettiva e si può sviluppare in qualsiasi parte del nostro corpo – riferisce il dottor Pasquale Di Fazio direttore della Medicina Nucleare - le sedi maggiormente interessate sono intestino, polmone, fegato e pancreas. Avere quindi una metodica diagnostica accurata come la Pet in abbinamento ad un radiofarmaco come il ­Gallio 68, ci permette di individuare correttamente la patologia, di studiare le progressioni di malattia e quindi le metastasi e soprattutto ci permette di orientare la terapia e di comprendere se è utile una terapia con farmaco radioattivo o meno".

L'avvio di questa attività nell’ospedale di Barletta consente al “Dimiccoli” di essere l'unico centro in Puglia a poter garantire diagnosi e cura attraverso l'esame diagnostico e le attività della Radioterapia metabolica dove è possibile somministrare il farmaco in fase di terapia. “Stiamo parlando di "teragnostica" – spiega il dottor Di Fazio - cioè di diagnosi e terapia combinate per una medicina sempre più personalizzata. Garantiremo la massima collaborazione a tutte gli oncologi e gli endocrinologi della Regione che si occupano della diagnosi e della cura di questo particolare tumore".

Una eccellenza del territorio, insieme con l’equipe diretta dal dottor Di Fazio, come l’ha definita Alessandro Delle Donne, direttore generale della Asl Bt, per la Medicina Nucleare di Barletta “capace di misurarsi con possibilità diagnostiche sempre all'avanguardia. Soprattutto però mi preme sottolineare – ha detto Delle Donne - che questo importante passo in avanti rientra in un disegno molto più ampio di offerta di assistenza e cura per tutte le patologie endocrinologiche. Abbiamo infatti chiesto e ottenuto, a stralcio del piano di riordino ospedaliero, l'attivazione a Bisceglie di una unità operativa di 12 posti letto di Endocrinologia: sarà attiva già a ottobre e a guidarla sarà il dottor Francesco Logoluso. Questo significa affrontare con un disegno completo e di insieme la mobilità passiva dei pazienti con patologia endocrinologica”. Finalmente questi pazienti potranno essere presi in carico e guidati lungo tutto il percorso, dalla diagnosi con apparecchiature dedicate come l'ecotomografo ed ecografi di alta fascia dedicati appena acquistati, all'intervento chirurgico, quando necessario grazie al potenziamento della stessa attività proprio su Bisceglie, fino alla cura. Un percorso diagnostico-terapeutico che consentirà ai pazienti “di restare sul territorio, di potersi curare a casa loro, senza dover necessariamente rivolgersi in strutture fuori regione". 


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