Riconoscibili i prodotti ‘made in Puglia’ con decreto Semplificazioni

  • In BARI
  • sab 19 Settembre 2020
Riconoscibili i prodotti ‘made in Puglia’ con decreto Semplificazioni

L’annuncio di Coldiretti sull’approvazione per l'identificazione dei prodotti esteri

BARI - Con il decreto Semplificazioni finalmente il “made in Italy” e il “made in Puglia” agroalimentare saranno più riconoscibili. I prodotti alimentari importati saranno identificati attraverso i dati identificativi “degli operatori che abbiano effettuato le operazioni di entrata, uscita e deposito dei suddetti prodotti”.

Per tutti i cittadini sarà dunque possibile accedere alle informazioni relative alla reale origine dei prodotti che portano in tavola. Ad annunciarlo è Coldiretti, con non poca soddisfazione, visto che nel provvedimento, sul quale il Governo italiano ha posto la fiducia alla Camera, è inserita la norma fortemente sostenuta dalla stessa Coldiretti che finalmente assicura la massima trasparenza sui flussi agroalimentari.

Cade dunque il “segreto di Stato” sui cibi stranieri che arrivano in Italia e sarà finalmente possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero dai quali dipende ben l’84% degli allarmi sanitari scattati in Italia nel 2019.  Il decreto – sottolinea la Coldiretti - prevede che il Ministero della Salute renda disponibili, ogni sei mesi, attraverso la pubblicazione sul sito internet nella sezione “Amministrazione trasparente” tutti i dati relativi ad alimenti, mangimi e animali destinati al consumo in arrivo dalla Unione e dai Paesi extracomunitari.

Un risultato storico raggiunto grazie alla battaglia della trasparenza che la principale Organizzazione agricola europea sta portando avanti da anni per consentire ai consumatori di disporre di informazione corrette su quello che mangiano. Una misura – precisa la Coldiretti - finalizzata a distinguere il vero made in Italy e a garantire scelte di acquisto consapevoli.

“In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy - ha affermato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini - Il superamento del “segreto di Stato” sulle informazioni che attengono alla salute ed alla sicurezza di tutti i cittadini  realizza una condizione di piena legalità diretta a consentire lo sviluppo di filiere agricole tutte italiane che sono ostacolate dalla concorrenza sleale di imprese straniere e nazionali, che, attraverso marchi, segni distintivi e pubblicità, si appropriano illegittimamente dell’identità italiana dei prodotti agroalimentari”.

Il provvedimento si affianca all’etichettatura obbligatoria che è già in vigore in Italia per molti prodotti e che la Coldiretti chiede di estendere in ambito Ue a tutto l’agroalimentare. La misura osteggiata da anni dalle agguerrite lobby abbatte uno storico muro e mette fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte all’impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti.

In questo modo, inoltre, sarà pure più sicura la salute dei consumatori visto che con l’arrivo sui mercati europei di oltre quattro prodotti su cinque sono stranieri e ritenuti pericolosi per la sicurezza alimentare, determinata dalla difficoltà di individuare e rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio generando un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi e che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro.

Nel contempo Coldiretti Puglia rende noto che l’esportazione di pasta tricolore “made in Puglia” è aumentata del 25% nei primi 6 mesi del 2020. Ma c’è ancora da combattere nel settore poiché si registra un’altra importazione di grano straniero. La Puglia, in Italia, resta il principale produttore di grano duro con 346.500 ettari coltivati e quasi 10 milioni di quintali prodotti con un valore della filiera della pasta pugliese di 542milioni di euro. Altro segnale positivo è l’aumento dei marchi che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impieato.