Grandi novità per la sanità ionica in tema di tumori

Grandi novità per la sanità ionica in tema di tumori
TARANTO La strumentazione per la biopsia fusion

Per la prostata c’è la biopsia fusion, mentre per la radioterapia la tomoterapia elicoidale

TARANTO - Importanti novità per la sanità ionica dotata di un metodo più efficace per la biopsia della prostata e un apparecchio tecnologicamente avanzato per la radioterapia dei tumori. Per diagnosticare il tumore della prostata in maniera più efficace e mirata, rispetto alla biopsia prostatica tradizionale, al Ss. Annunziata di Taranto e nell’ospedale di Castellaneta è ora disponibile “biopsia fusion”. La nuova tecnologia è disponibile nei due centri sanitari nevralgici della provincia ionica scelti per coprire tutto il bacino d’utenza dell’Asl Taranto.

Il tumore della prostata è una patologia con gestione clinica e chirurgica altamente complessa. Trattandosi della forma di cancro più frequente tra le patologie urologiche, la diagnosi precoce è fondamentale. E con la “biopsia fusion” è possibile ottenere una diagnosi precocissima, una migliore applicazione della chirurgia mini-invasiva con laparoscopia tridimensionale e una precisa approssimazione dello stadio della malattia già nella fase pre-operatoria.

Nello specifico consente di effettuare una fusione tra le immagini prodotte dalla risonanza magnetica multiparametrica – già disponibile in Asl Taranto – con quelle ottenute tramite l’ecografia transrettale, in tempo reale. Il software, attraverso un’elaborazione dello specialista urologo coadiuvato da un ingegnere clinico, elabora così una mappa tridimensionale della prostrata del paziente, identificando con precisione i punti dove c’è un elevato sospetto di tumore prostatico. I prelievi effettuati durante la biopsia fusion sono mirati e meno numerosi rispetto alla metodica della biopsia tradizionale, con conseguente riduzione dei possibili effetti collaterali per il paziente.

La biopsia fusion si esegue in regime ambulatoriale ed è solitamente ben tollerata. È importante, a tal fine, la collaborazione costante e lo scambio di informazioni con la medicina territoriale, attenta ad indirizzare i pazienti con sospetto clinico dallo specialista urologo in tempi brevi, per facilitarne diagnosi tempestiva e cura.

 “L’acquisizione di questa tecnologia è un segnale importante dell’impegno in prima linea della nostra sanità ionica nel trattamento dei tumori dell’apparato uro-genitale – ha dichiarato il direttore generale dell’Asl Taranto, Stefano Rossi – Si aggiunge agli strumenti terapeutici d’avanguardia mini-invasivi già disponibili e operativi nel trattamento radicale della malattia, insieme al ruolo dello screening e della collaborazione efficace tra medicina specialistica e medici di base”.

A tale metodica si è aggiunto, nell’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Taranto, pure un apparecchio per tomoterapia elicoidale per il trattamento di quasi ogni tipo di neoplasia e sede tumorale. L’apparecchio, Radixact x19, viene utilizzato nella Radioterapia Oncologica, diretta dal dottor Giovanni Silvano, ed è un macchinario di altissima tecnologia, disponibile nell’Italia meridionale solo a Napoli e a Palermo, ma in versioni meno aggiornate. Della sua classe, è il terzo apparecchio nell’intero territorio nazionale ed è in grado di trattare pressoché ogni tipo di neoplasia e sede tumorale, consentendo di modellare la dose di radiazioni al bersaglio grazie ad un fascio sottilissimo e dei collimatori mobili, risparmiando così i tessuti sani adiacenti e riducendo ulteriormente  gli effetti collaterali del trattamento radioterapico rispetto agli acceleratori convenzionali.

La tomoterapia elicoidale è una delle tipologie con cui il trattamento radioterapico può essere erogato. Il termine tomoterapia sta ad indicare che il trattamento viene effettuato per fette sequenziali che, nel caso specifico, si susseguono con un andamento elicoidale legato al contemporaneo spostamento del lettino su cui il paziente è adagiato, mentre la sorgente ruota per 360° intorno all’asse longitudinale del paziente. Grazie alla sincronizzazione di questi due movimenti è possibile irradiare, senza giunzioni, volumi molto estesi, fino a 40x135 cm, rendendo la macchina unica nel suo genere, con accuratezza centimetrica della distribuzione della dose grazie ad un velocissimo collimatore multilamellare che ha il compito di limitare l’irradiazione ai soli tessuti malati. La macchina è anche dotata di un sistema di imaging TC integrato che consente di controllare il corretto riposizionamento del paziente e l’esclusione degli organi critici dal volume bersaglio, oltre a permettere l’eventuale ripianificazione del trattamento per adeguarlo alla nuova anatomia del paziente. Radixact è indicata soprattutto per tumori infantili, le neoplasie testa-collo, i linfomi, alcuni tumori della mammella, della pleura, della pelvi tra cui la prostata e nei ritrattamenti.

La possibilità di un miglior risparmio dei tessuti sani consentirà inoltre di fare ancora maggior ricorso a trattamenti ipofrazionati garantendo la massima sicurezza al paziente. Ciò ridurrà i disagi per il paziente che dovrà presentarsi al centro un numero minore di volte e consentirà di trattare fino al 20% in più di pazienti per macchina, arrivando a regime, con tutte e tre le macchine operative su due turni giornalieri, a trattare oltre 120 pazienti al giorno (circa 1200 pazienti su base annua), abbattendo drasticamente le attese per i trattamenti radioterapici.


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