In Puglia aumenta la coltivazione di frutti esotici

  • In LECCE
  • mar 01 Settembre 2020
In Puglia aumenta la coltivazione di frutti esotici

Soprattutto in Salento dove si è deciso di sfruttare i cambiamenti climatici

LECCE - Se in Puglia c’è chi da un lato pensa a riprendere le coltivazioni storiche come quelle del melograno, perduta nei secoli e rivalutata negli ultimi decenni, come accade a Castellaneta, dall’altro c’è chi invece ha pensato di sfruttare a favore dell’agricoltura ‘Made in Puglia’ le coltivazioni esotiche di avocado, mango e bacche di Goji.

Sono sempre di più le produzioni esotiche di largo consumo coltivate nella nostra regione. Un tempo c’erano solo sporadici banani nelle ville signorili, poi sono arrivati i kiwi a Monopoli, le bacche di aronia a Castellaneta, e in Salento banane e lime e le più recenti avocado, mango e bacche di Goji. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia sulla produzione di frutta tropicale, un fenomeno esploso per gli effetti del surriscaldamento determinati dalle mutazioni del clima e destinato a modificare in maniera profonda i comportamenti di consumo nei prossimi anni, ma anche le scelte produttive delle stesse aziende agricole.

“Lo dimostra il fatto che si è passati da pochi ettari piantati con frutti tropicali ad oltre 150 ettari con un incremento esponenziale negli ultimi anni. Il fenomeno della frutta esotica in Puglia, spinto anche dall’impegno di tanti giovani agricoltori, è un esempio della capacità di innovazione delle imprese agricole italiane nel settore ortofrutticolo che troppo spesso viene però ostacolata da un ritardo organizzativo, infrastrutturale e diplomatico che ha impedito alle imprese di agganciare la ripresa della domanda all’estero, con un crollo nell’ortofrutta fresca esportata nel 2019 dell’11% in quantità e del 7% in valore, rispetto all’anno precedente”, dichiara Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. 

L’avocato, originario della zona che dalle montagne centrali ed occidentali del Messico arriva fino alle coste del Pacifico dell’America Centrale, è un frutto tropicale che ha trovato nel clima del Sud Italia un perfetto habitat a cui adattarsi. A Castellaneta sono state piantumate altre 32mila piante di avocado, mentre in Salento si parla di 8mila piante di mango e altrettante piante di lime, mentre fanno capolino timidamente le coltivazioni di banane 100% made in Puglia. Le rosse bacche della pianta di Goji, originarie del Tibet in Asia, spesso definite frutti della salute per le loro funzioni antiossidanti e antiinfiammatorie grazie a sostanze nutritive – dice Coldiretti Puglia - che danno alle Bacche di Goji tali caratteristiche sono rilevate in grande quantità, molto di più che in altri vegetali per una dieta sana e naturale tanto che la bacca prodotta dalla pianta di Goji è centrale nell'alimentazione di molte zone dell'Asia orientale. Sono originarie invece del Nord America le bacche di aronia, ormai diffusissime nell'Est Europa per le numerose proprietà benefiche, dovute soprattutto al loro elevato apporto di antiossidanti.

Il segmento di mercato della frutta esotica sta crescendo vertiginosamente considerato che oltre sei consumatori su 10 (61%) acquisterebbero banane, manghi, avocado tricolore se li avessero a disposizione invece di quelli stranieri, secondo un sondaggio Coldiretti-Ixè. Il 71% dei cittadini sarebbe inoltre disposto a pagare di più per avere la garanzia dell’origine nazionale dei tropicali. Una scelta motivata dal maggiore grado freschezza ma anche dal fatto che l’Italia – precisa la Coldiretti – è al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,8%), quota inferiore di 1,6 volte alla media dell’Unione Europea (1,3%) e ben 7 volte a quella dei Paesi extracomunitari (5,5%).


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